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Turisti a Bergamo? Amanti della cultura, stranieri e tra i 36 e 60 anni

Presentati i dati del progetto “BergAMO quando, come e dove vuoi”

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Il turista a Bergamo? Straniero e amante della cultura, per lo più tra i 36 e i 60 anni che si ferma mediamente per una vacanza di 2/3 giorni oppure per un’escursione giornaliera, opzione scelta soprattutto dagli italiani. Questo il profilo del turista emerso dal progetto “Bergamo quando, come e dove vuoi” che ha raccolto 43.996 questionari in sei mesi di attività. Il report, presentato questa mattina all’Urban center di Bergamo, a conclusione del progetto, è nato dall’esigenza di predisporre una raccolta dati unificata sull’utenza degli uffici di Informazione e Accoglienza Turistica comunali (IAT) della città di Bergamo e di Turismo Bergamo.

La ricerca è stata svolta dal Cestit dell’Università degli Studi di Bergamo e condotta da Roberta Garibaldi, ricercatore e professore aggregato di Marketing turistico.

L’intero progetto ha poi visto una buona interazione e partecipazione del Comune di Bergamo, della Provincia di Bergamo e della Camera di Commercio.

Il progetto, che aveva come obiettivo il miglioramento dell’accoglienza e dell’accessibilità ai luoghi e ai servizi offerti ai visitatori della città, è stato finanziato da Regione Lombardia con un contributo di 82.500 euro (ottenuto grazie alla partecipazione al terzo bando di finanziamento previsto dalla Legge regionale 28/2004, legge per l’attuazione del piano degli orari di bergamo).

La raccolta dati, durata 6 mesi (da giugno a dicembre), è stata finalizzata a definire nuovi profili turistici con particolare attenzione alle diverse età ed esigenze e ha fornito numerose informazioni su chi si avvicina allo IAT: la provenienza estera copre circa il 75% dell’intero incoming (Spagna, Regno Unito e Nord Europa, visitatori che arrivano dalle rotte dell’aeroporto di Orio al Serio); le informazioni principalmente richieste sono di livello turistico, mappe e indicazioni su come muoversi in città.

Oltre alla raccolta dati, “BergAMO quando, come e dove vuoi” si è posto l’obiettivo di promuovere ed agevolare la permanenza a Bergamo, con nuovi servizi di accoglienza; accogliere ed informare il turista in modo semplice, chiaro, diretto ed innovativo; promuovere ed incentivare la mobilità eco-sostenibile, per una migliore qualità dell’aria e della viabilità; riqualificare lo spazio pubblico urbano, per facilitare l’orientamento e migliorare la sicurezza e rendere disponibili le informazioni 24 ore su 24. Il progetto ha visto la nascita di nuovi servizi, un polo integrato di accoglienza turistica, un deposito bagagli aperto 24 ore su 24, gli Urban Steward, ufficio itinerante di promozione e informazione che, da maggio ad ottobre il sabato e la domenica hanno offerto informazioni sia ai turisti che ai cittadini; segnaletica ed arredi per accogliere il visitatore.

 

LA RICERCA

Il turista a Bergamo? Soprattutto straniero e amante della cultura
Per lo più straniero e amante della cultura. È questo il profilo del turista che sceglie Bergamo per la sua vacanza. Una vacanza di 2/3 giorni se non un’escursione giornaliera, opzione scelta soprattutto dagli italiani. Sono alcuni dei dati e delle tendenze emerse dall’”Analisi dei visitatori degli uffici di informazione e accoglienza turistica della città di Bergamo e del suo aeroporto”, inserita nel progetto “Bergamo quando, come e dove vuoi” presentato venerdì 4 maggio, all’Urban Center di Bergamo. 
Il report è nato dall’esigenza di predisporre una raccolta dati unificata sull’utenza degli uffici Informazione d’Accoglienza al Turista (IAT) della città di Bergamo e di Turismo Bergamo per averne una fotografia costantemente aggiornata. Il progetto ha visto il coinvolgimento del Comune di Bergamo, degli Uffici d’Informazione e Accoglienza al Turista (IAT), di Turismo Bergamo. La ricerca è stata svolta dal Cestit dell’Università degli Studi di Bergamo e condotta da Roberta
Garibaldi, ricercatore e professore aggregato di Marketing turistico. Base di partenza un totale di circa 44mila questionari compilati nell’arco di sei mesi nei quattro
uffici cittadini: IAT di Città Alta, IAT di Citta Bassa, polo turistico di città bassa Urban Center e Turismo Bergamo in aeroporto, che annualmente offrono informazioni a più di 170.000 visitatori. 
 
SINTESI DELLA RICERCA
Il turista si reca in ufficio prevalentemente in coppia o da solo. La presenza di gruppi varia a seconda della tipologia di turista considerato, ma risulta comunque di minore importanza, visto  che si ritiene che il responsabile del gruppo acquisisca in anticipo le informazioni turistiche. Scarsa è invece la presenza di famiglie, avvalorata anche dai dati sulle fasce d’età che indicano una bassa presenza di bambini e ragazzi (i giovani di età compresa tra gli 0 e i 20 anni tra i visitatori
degli IAT sono il 5,1% contro una media europea del 25,7%). Ciò potrebbe significare che l’offerta turistica cittadina è più congeniale ad un target di utenza adulto (36‐60 anni). Per quanto concerne la provenienza, non si riscontra una netta prevalenza: la quota maggiore è rappresentata dagli italiani (22,9%), seguita da spagnoli (15,3%) e inglesi (12,3%). Forte è la presenza di turisti dai paesi dell’Europa Settentrionale ed Orientale oltre che dai paesi vicini, come Germania e Francia. Il lunedì risulta essere la quarta giornata per numero di flussi e giornata di chiusura di tutti i musei cittadini e, almeno per mezza giornata, di molti negozi di Città Alta e della Città Bassa.
Numerosi sono gli escursionisti (quasi il 50% dei flussi), ossia coloro che decidono di visitare Bergamo in giornata senza pernottare in una struttura ricettiva. Prevalentemente si tratta di turisti italiani, che intendono Bergamo come destinazione di corto raggio, verso cui muoversi per una giornata in cui fruire del bel patrimonio artistico culturale della città (l’83% di coloro che accedono agli uffici dichiara di avere una motivazione culturale). Tra gli stranieri, il 40,8 % degli escursionisti, sono i tedeschi a spiccare.
Il turista si reca negli uffici prevalentemente nel week end, l’escursionista invece durante tutto l’arco della settimana; tra gli escursionisti è maggiore la presenza degli ultrasessantenni rispetto alle percentuali riscontrate tra i turisti (23,7% tra gli escursionisti e 8,8% tra i turisti). Gli escursionisti giungono in città prevalentemente in auto (34,2%). Sono 4.875 in sei mesi i visitatori che, entrati negli uffici turistici, chiedono informazioni sulle strutture ricettive locali, dovendo quindi ancora effettuare una prenotazione. E’ un dato importante che può fornire informazioni preziose agli operatori della ricettività.
 
Il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato per arrivare a Bergamo è differente tra italiani e stranieri.
Tra questi ultimi, il mezzo più utilizzato risulta essere l’aereo (62.2% dei casi), il 17,1%
degli utenti dichiara di utilizzare l’auto o moto, l’11,7% il bus, solo l’8,2% il treno. L’aeroporto di
Orio al Serio quindi si conferma essere un forte elemento di “attrazione” dei flussi turistici verso il
territorio, in particolar modo per quelli che vengono dalla Spagna, dal Regno Unito e dai paesi
dell’Europa Settentrionale ed Orientale. Tra gli italiani il mezzo di trasporto prevalente è l’auto, con
il 57,7%, a seguire il treno con il 18,9% e quindi il bus con il 12,2%. Ricordiamo che gli italiani fanno
prevalentemente escursionismo giornaliero.
I turisti business che si rivolgono agli uffici sono solo l’1,4% di quelli intervistati; è comunque vero
che la quota di viaggiatori business presso l’aeroporto è diminuita in maniera piuttosto ingente.
Gli italiani rappresentano il 21,1% dell’utenza degli uffici, mentre i cittadini bergamaschi che si
rivolgono agli uffici per informazioni su eventi, manifestazioni o altro sono il 7,9%. I bergamaschi
chiedono per il 42,4 % informazioni sugli eventi che si svolgono sul territorio.
 
Un dato che stupisce è sicuramente la grande incidenza degli stranieri tra i fruitori degli uffici
(71%). Possiamo ipotizzare una maggiore propensione all’utilizzo degli IAT da parte degli stranieri,
ma si deve comunque valutare se le informazioni in lingua disponibili attraverso altri canali sono
sufficienti e comparabili con quelle disponibili per gli italiani, sia presso le strutture ricettive
(tramite personale parlante lingua straniera o documentazione cartacea), sito internet, o altro.
I principali paesi di provenienza sono, nell’ordine, Italia, Spagna, Regno Unito, Paesi del Nord
Europa, Paesi dell’Est Europa, Germania e Francia.
Approfondendo la ricerca dell’Università, analizzando i dati relativamente agli utenti degli IAT per
nazionalità appaiono alcune differenze fondamentali:
‐ principalmente sono turisti in età attiva (36‐60 anni), che viaggiano in coppia. Rispetto ai turisti
italiani sono più giovani, con una percentuale maggiore di turisti tra i 21 e i 35 anni;
‐ i turisti dell’Est Europa sono più giovani dei colleghi delle altre nazionalità;
‐ i viaggiatori di età compresa tra i 21 e i 36 anni in arrivo ad Orio al Serio sono molti, ma questi
non si recano poi agli uffici turistici. È probabile che reperiscano le informazioni prima del viaggio,
anche attraverso l’utilizzo di internet;
‐ per tutte le nazionalità la motivazione principale è il turismo culturale, anche se gli utenti
dell’Europa dell’Est dichiarano spesso di essere in visita ad amici e parenti. Vi è un 30% di utenti
che dichiara di essere in vacanza di svago, dimostrando interesse per il territorio (es. come
raggiungere il lago o la montagna, itinerari per una passeggiata in città……ecc.);
‐ nei sei mesi considerati l’affluenza dei turisti stranieri è stata costante per i mesi da giugno ad
ottobre, con un calo consistente in novembre e dicembre. Al contrario, i turisti italiani si
caratterizzano per una presenza costante in città. Tra gli stranieri vi sono alcune differenze per
nazionalità: se i visitatori tedeschi sono meno presenti nei mesi estivi, gli inglesi si concentrano
proprio in quei mesi;
i Francesi viaggiano spesso in famiglia e in gruppo, contrariamente a quanto registrato per le altre
nazionalità;
‐ i turisti italiani, a differenza di quelli stranieri, prediligono una visita in giornata;
la permanenza media dei turisti dell’Est europeo è superiore ai 15 giorni, segno del fatto che
spesso tali visitatori si trovano sul territorio italiano per ricercare un lavoro più che per motivazioni
turistiche leisure. Da segnalare anche l’aumento della permanenza media dei Tedeschi;
‐ prevalentemente, i visitatori giungono a Bergamo in aereo e per muoversi utilizzano il trasporto
locale. Da altri studi si evince che la spesa media sta diminuendo per tutte le nazionalità, fatta
eccezione per quella spagnola che sta invece aumentando; nonostante ciò gli Spagnoli non hanno
ancora una propensione di spesa paragonabile a quella inglese o tedesca.
Per ciò che riguarda la domanda internazionale, l’incidenza percentuale degli arrivi ad Orio dai primi 5 mercati di
provenienza, ovvero Spagna, Germania, Regno Unito, Belgio e Svezia, è del 67,3 %, contro una
media europea del 55,5%. La diminuzione di turisti del Regno Unito ha sicuramente avuto influenza
sulla propensione di spesa, che è infatti diminuita di 10 euro, ma in generale dobbiamo anche
specificare il fatto che maggiore è la concentrazione degli arrivi, più dipendente è il settore
turistico bergamasco: l’apertura di nuove tratte può sicuramente migliorare questa situazione.
 
Un punto importante evidenziato dalla ricerca condotta dalla prof.ssa Garibaldi emerge dall’analisi
delle informazioni richieste: solo lo 1,1% degli stranieri e il 1,4% degli italiani richiede
informazioni sull’enogastronomia (e Bergamo ha un’offerta ricca e diversificata), solo l’1,6% degli
stranieri e il 2,2% degli italiani richiede informazioni sugli itinerari (e abbiamo dei percorsi di
attrattiva internazionale, pensiamo al Lotto, pensiamo alle scalette e ai sentieri), solo il 3,6% degli
stranieri chiede informazioni sugli eventi (e l’offerta, pensiamo solo ai festival internazionali non
manca), gli italiani già percepiscono maggiormente l’offerta di eventi (ne richiede informazioni il
7,5%). Lo 0,1% di entrambi chiede informazioni sulle attività sportive, che evidentemente non
rientrano nella percezione delle attività da svolgere sul nostro territorio.



 

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