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Piano cave di Bergamo, pietra tombale del Tar “E’ decaduto, nullo”

Il tribunale amministrativo di Brescia scrive la parola “fine” sul piano cave della Provincia di Bergamo. La sentenza della causa presentata dall’azienda Fumagalli contro il Comune di Pontirolo annulla di fatto il piano nella sua interezza.

Il tribunale amministrativo di Brescia scrive la parola “fine” sul piano cave della Provincia di Bergamo. La sentenza della causa presentata dall’azienda Fumagalli contro il Comune di Pontirolo annulla di fatto il piano nella sua interezza, compresa la delibera regionale che lo legittimava nonostante i ricorsi presentati negli ultimi mesi. “la pronuncia divenuta irrevocabile ha statuito la caducazione dell’intero piano cave – si legge nel dispositivo della sentenza -. La Regione ha inciso in 39 ambiti sui 78 complessivi, all’interno dei quali alcuni ambiti territoriali sono stati eliminati ed altri sono stati introdotti ex novo, riducendo talune zone per 3 milioni e 800 mila metri quadrati e aumentandone altri per 5 milioni e 280 mila. In questo contesto il collegio ritiene che, in assenza del coinvolgimento dell’autorità provinciale che ha predisposto il piano, le variazioni sono illegittime. La censura esposta dall’azienda si dirigeva contro l’intero iter pianificatorio, metteva in discussione il ruolo degli attori pubblici coinvolti ed in particolare denunciava lo squilibrio determinatosi a favore della Regione, che non ha interpellato la Provincia – in tal modo svuotandone la competenza normativamente sancita – per instaurare un nuovo contraddittorio sulle modificazioni sostanziali introdotte. Il suo accoglimento non poteva che comportare la caducazione integrale del Piano”.

"La Provincia di Bergamo – dichiara il presidente Ettore PIrovano – non ha mai concesso autorizzazioni sulla base del nuovo piano cave. Una cautela che con il senno di poi ha evitato ricorsi milionari da parte delle aziende che con questa sentenza si sarebbe viste azzerare importanti prospettive di lavoro".

“Per quello che ci riguarda – prosegue il leader di Via Tasso –  significa che non possiamo concedere nessuna licenza di escavazione. La Regione ora dovrà ripensarlo perché di fatto quel piano cave non esiste più. Se noi dovessimo ricominciare da capo ci metteremmo tantissimo tempo, per quello annullato sono serviti quattro anni. Noi abbiamo sempre avuto il dubbio di concedere licenze a scavare. Se avessimo dato il permesso saremmo andati incontro a ricorsi e litigi in tribunale”.

Commenti

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  1. Scritto da Campana Martel

    Ma adesso certi personaggi come fanno a restare comodamente abbarbicati alle loro comode e ricche cadreghe ? Se capisco bene quello che dice Pirovano questo piano cave non è mai stato esecutivo per cui chiedo : a cosa serviva un piano cave ? Quali bisogni aggiuntivi doveva soddisfare visto che si è dimostrato inutile per anni e anni ? Qualcuno è così cortese da dare spiegazioni ?

  2. Scritto da nino cortesi

    Qualcuno sa dire qualcosa su come è uscito dal cilindro il piano cave di Arcene, quello enorme a ridosso della fermata ferroviaria? Anche questo era targato Lega.

    1. Scritto da gino

      Forse speravano di trovarci diamanti…

  3. Scritto da ureidacan

    Vediamo se ho capito. Il TAR ha detto che il Piano Cave predisposto dalla giunta regionale della Lombardia fa schifo e quindi va annullato. Ora però, all’interno del Pdl, ci sono alcuni ( Matteo Saponaro, Oriani…) che gridano urrà a questa sentenza ed altri (Pagnoncelli, Capelli, Raimondi..) che la criticano.

  4. Scritto da Antonio

    Il commento del presidente Pirovano dimostra appieno la sua incompetenza ed inadeguatezza, basta andare sul sito della provincia per vedere tutti gli avvii di procedimento che l’ufficio cave ha impostato. Ed inoltre ci sono cave che sono state autorizzate a cavare volumi contemplati con il piano cave annullato.

  5. Scritto da Ugo

    Aiutatemi a capire, visto che questo piano cave pluriennale non è sostanzialmente mai entrato in vigore , sono passati anni e anni, ma COME ERA STATO CALCOLATO IL FABBISOGNO ? Ne abbiamo fatto a meno fino ad adesso ?
    Non ci arrivo.

    1. Scritto da andrea

      Il fabbisogno in realtà, nonostante il nome, è quanto i cavatori dicono d volere cavare. Poi al massimo c’è una trattativa per diminuire i volumi. Niente a che vedere con quanto serve al mercato.

    2. Scritto da Asdrubale

      Perchè, pensavi forse che fosse calcolato sulle esigenze di escavazione del territorio bergamasco ?

  6. Scritto da Pdl iscritto

    Il padre di questo piano : Marco Pagnoncelli, allora coordinatore FI e assessore all’ambiente, ora uomo di punta e sostenitore del neo coordinatore del PDL Angelo Capelli.
    Difensore di questo piano: Marcello Raimondi, assessore regionale all’ambiente e “referente politico” del neo coordinatore del PDL Angelo Capelli.
    A questi due politici, a cui si va ad aggiungere la lobby di CDO, vanno i sentiti ringraziamenti per questo risultato. Se fossero seri si dovrebbero ritirare dalla politica!