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Centinaia di giovani per l’addio a Nakky: “Continua a segnare” fotogallery

Una folla di ragazzi ha salutato il 19enne Nakky Di Stefani stroncato dopo un malore in discoteca nella notte del primo maggio alla discoteca Bolgia di Osio Sopra.

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“Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato” recita il versetto del salmo scelto per le esequie di Nakky Di Stefani, il 19enne di Dalmine che ha accusato un malore alla discoteca Bolgia di Osio Sotto e che poi è deceduto agli Ospedali Riuniti di Bergamo la mattina del primo maggio. Un cerimonia semplice per un doloro composto che ha visto riunirsi attorno alla famiglia Di Stefani l’intera comunità di Mariano e centinaia di ragazzi, amici e compagni di scuola di Nakky, dell’Istituto Einaudi di Dalmine. “Nessuno è qui per stilare un giudizio sulla vita degli altri” esordisce il curato don Diego Ongaro volendo dissipare il clamore, le chiacchiere e le facili conclusioni sulla morte di questo giovane.

Si rivolge ai giovani, ai coetanei di Nakky che lo hanno trasportato dalla camera ardente della chiesa dell’oratorio di Mariano al nuovo Santuario della Beata Vergine Addolorata: “Quando decidete dove andare e con chi andare domani sera, il sabato sera, riflettete e pensate ai vostri genitori, al vostro papà e alla vostra mamma che vi aspettano a casa. Il cristiano è l’uomo della memoria. Nakky rimarrà nelle scelte responsabili di ognuno di voi”.

A concelebrare la cerimonia funebre oltre a don Diego Ongaro, anche il parroco don Adriano Bravi e un padre cappuccino. All’esterno dell’oratorio sono stati appesi due striscioni che recitano: "Ciao Nakky, continua a segnare e a farci sognare" e "Vogliamo pensare che ancora ci ascolti, che come allora sorridi. I tuoi amici di Mariano".

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