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Nakky, San Patrignano: “Servono risorse per programmi di recupero” fotogallery

La Comunità di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli, interviene dopo la morte di Nakky Di Stefani: "Ci troviamo di fronte a ragazzi sempre più giovani che hanno bisogno di stordirsi fino alla morte per avere l'illusione di divertirsi e stare insieme".

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"Domani, dopodomani, tra tre giorni, non si parlerà più di questo cosiddetto ‘caso di cronaca nera’: tutto cadrà nel dimenticatoio e si passerà ad altro. Ma noi operatori dobbiamo trarre da eventi tragici come questo la forza per proseguire insieme la nostra battaglia e le istituzioni devono trovare, nonostante le difficoltà economiche, le risorse per incentivare i programmi di prevenzione e per valorizzare appieno i programmi di recupero ‘drug free’". Lo sottolinea la comunità di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli, all’indomani della morte di Nakky Di Stefani, il diciannovenne deceduto a Bergamo dopo aver accusato un malore in discoteca. Una morte per droga – ricorda Sanpa in una nota – "che si aggiunge ad altri due giovanissimi, una ragazza ed un ragazzo, deceduti nel Reggiano", sui quali sono in corso accertamenti.

"Si continua a morire per droga, nonostante i dati ufficiali, da più di due anni, parlino di una riduzione dei consumi", commenta la comunità riminese. "Il vero problema che come operatori ci troviamo a fronteggiare ogni giorno è la drammatica emergenza educativa in cui si dibatte da anni la nostra società. Ci troviamo di fronte a ragazzi sempre più giovani che hanno bisogno di stordirsi fino alla morte per avere l’illusione di divertirsi e stare insieme. Questo avviene nelle nostre case, nelle scuole, nelle discoteche e nei luoghi di aggregazione dove questa solitudine di massa si esprime".

"Il ragazzo di Bergamo – sottolinea San Patrignano – è morto per un mix di anfetamine, cannabis e alcol. Secondo una recente ricerca promossa dal Dipartimento per le politiche antidroga uno studente su quattro avrebbe sperimentato il consumo di cannabis, uno studente su due si sarebbe ubriacato almeno una volta nella vita, e fra i più giovani è sempre più diffusa la poli-assunzione di sostanze psicoattive".

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Commenti

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  1. Scritto da michael

    Caro Andrea se x te una quantità minima sono 72 gr di varie sostanze stupefacenti allora forse x impressionarti bisognerebbe trovarne 1 kg !!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Scritto da michael

    Due mesi fa c’è stato un blitz della questura alla discoteca bolgia con risultato un ingente ritrovamento di droga di tutti i tipi come da voi segnalato in un articolo sul vostro giornale. Da parte della questura non è stato preso nessun provvedimento fino alla morte del povero nakky.

    1. Scritto da Andrea

      ti sbagli. due mesi fa c’è stato un normale controllo, la droga trovata è stata minima e in possesso di alcuni clienti, non della proprietà del locale. finito il blitz la serata si è conclusa normalmente. Inoltre la serata in cui è deceduto il ragazzo, non è la stessa del sabato sera solito del Bolgia. Il locale questa volta è stato affittato ad un organizzazione esterna…

    2. Scritto da PIO

      no MICHAEL non’è il luogo la trovi ovunque basta leggere i giornali
      sai quanti nakky ci sono stati e ci saranno il mio AMICO 30anni fa
      drogato poi è morto per AIDS e tutti sapevamo come ci si ammalava
      ma non definire mai povero nakky povero di cosa???

      MUCCIOLI FORSE LEI HA RAGIONE MA MI SEMBRA CHE LA
      VOSTRA ASSISTENZA NON SIA GRATUITA ANZII