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Anfetamine e stupefacenti tracce sul corpo di Nakky

Secondo i carabinieri il 19enne di Dalmine avrebbe fatto uso di droghe prima di accusare il malore alla discoteca Bolgia di Osio Sopra. Agli Ospedali Riuniti Nakky Di Stefani ha avuto due arresti cardiaci, il secondo alle 9 del mattino gli è stato fatale.

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Sarebbe stato stroncato da un arresto cardiaco dovuto per sospetta intossicazione esotossica e cardiomiopatia ipertrofica Nakky Di Stefani, il 19enne di Mariano di Dalmine, che nella notte tra lunedì e martedì 1 maggio avrebbe accusato un malore alla discoteca Bolgia di Osio Sopra.

Dalle prime analisi effettuate sul cadavere emerge che il giovane aveva fatto uso di droga poco prima di sentirsi male, intorno alle 3. Il 19enne sarebbe risultato positivo all’anfetamina e alla cannabis e nelle tasche dei pantaloni i carabinieri avrebbero trovato anche un grammo di marijuana, delle cartine per confezionare delle sigarette e un sacchetto con residui di tabacco. Verso le tre di notte Nakky si sarebbe accasciato a terra in discoteca, alcuni amici avrebbero chiesto l’intervento del personale del locale che hanno trasportato immediatamente il giovane in una saletta del Bolgia lontano dalla folla e dal rumore.

Il titolare del Bolgia, Danilo Vecchi, ha immediatamente chiamato il 118 ed ha cercato di prestargli i primi soccorsi: “Tremava e non si riusciva ad aprirgli la bocca. I sintomi sembravano quelli di un attacco epilettico”.

I medici del 118 hanno praticato un paio di iniezioni e hanno misurato la pressione che pareva regolare 70/130. Poi la corsa agli Ospedali Riuniti dove Nakky è arrivato in coma e dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Il 19enne di Dalmine ha avuto due arresti cardiaci e il secondo – avvenuto verso le nove della mattina del primo maggio – gli è stato fatale.

Nakky Di Stefani, di origini indiane, era stato adottato nove anni fa da Claudio e Adele Rossi che abitano in una villetta a schiera di via Liguria a Dalmine. Nakky era iscritto all’Iiss “Einaudi” di Dalmine e giocava nella squadra della Pallacanestro Cral Tenaris. Lunedì sera era andato al Bolgia con alcuni amici e proprio uno di loro pare abbia fatto la telefonata al 118, ora al centro delle indagini, in cui si sostiene che il 19enne di Dalmine avesse preso una pasticca di ecstasy.

Ora i carabinieri di Treviglio, coordinati dal capitano Antonio Berardi, stanno cercando di capire chi abbia ceduto l’ecstasy e la droga a Nakky per loro scatterebbe l’ipotesi di reati sia per lo spaccio di stupefacenti e la morte in conseguenza di altro reato.

La salma di Nakki Di Stefani è ancora agli Ospedali Riuniti dove è stata eseguita l’autopsia nella giornata di mercoledì 2 maggio. 

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