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Questa è una Dea da Champions League Ora godiamoci la festa fotogallery

La strabiliante vittoria ottenuta contro la Fiorentina, la salvezza matematica centrata con tre giornate d'anticipo, il grande lavoro di Colantuono, Marino e Pecassi e le feste che attendono ora la Bergamo atalantina: ecco il consueto punto d'inizio settimana del nostro Luciano Passirani.

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di Luciano Passirani

Grande Atalanta, vittoria sulla Fiorentina e salvezza matematica raggiunta a tre giornate dalla fine, con 52 punti fatti sul campo. I numeri non si discutono e rappresentano un solenne tributo alla società e al tecnico. Un Colantuono, devo ammettere, differente sotto parecchi aspetti, grazie anche alla qualità della rosa messagli a disposizione dalle scelte di Marino.

Il miglior complimento a fine gara viene dal tecnico viola Delio Rossi, che, a proposito di Atalanta, dice: “E’ questa la vera rivelazione del campionato”, mentre parlando della propria squadra appare abbastanza sconsolato, accettando la sconfitta e soprattutto evidenziando che quando la squadra non ha intensità finisce per perdere in qualità, come avvenuto, specie nella fase offensiva.

La partita in verità ha mostrato una Fiorentina veramente impalpabile, di fronte ad un avversario come la Dea che a tratti sembrava da Champions. Un Delio Rossi apparso meno grezzo rispetto all’esperienza bergamasca – dove, ricordiamo, viveva nell’eremo di Zingonia, ora anche elegante – all’ombra dei suoi padroni “calzolai”, nient’altro che venditori di Hogan, ma per fare calcio bene non basta.

Atalanta più operaia rispetto alle raffinatezze viola soprattutto come gruppo di giocatori, anche in panchina dove tutti sono coesi, Moioli compreso, pronto anche nel riparare la tettoia della panchina che ad un certo punto si era staccata. Così un grande pubblico o, viceversa, un grande gruppo, non ha voluto regalare niente a chi regali ai nostri danni, per chi ha memoria corta, li fece ai nostri diretti avversari, salvo poi appellarsi a inopportuni tavoli della pace.

La Nord anche questa volta non ha patteggiato con nessuno, urlando a più riprese “Serie B” alla squadra viola e ai suoi manco cento fedelissimi giunti a sostegno di niente, ma anche ha voluto stimolare Percassi con un coro finale in cui il messaggio era chiaro e rivolto ad un auspicato ritorno in Europa.

Io Preferisco stare con i piedi per terra, come penso sappia bene starci Percassi, ciò di meno per ora mi piace ricordare la struggente poesia di alcuni striscioni comparsi allo stadio, in primis lo splendido e rinnovato bandierone neroazzurro a coprire di nuovo tutta la curva, cosi che la troppo bella moglie del terzo portiere Polito viene colta a fotografarlo ripetutamente. Più del marito che gli sedeva a fianco in tribuna.

Ma anche questo è amore, nerazzurro beninteso, come di grande sensibilità è la dedica che sempre la Nord dedica all’ex atalantino Claudio Rivalta (“Claudio, il tuo ritorno in campo la nostra gioia”), a festeggiare la fine di un periodo terribile per il giocatore, ripresosi fortunatamente da un brutto male, del quale sinceramente manco ero a conoscenza.

Non è tutto in tema di striscioni, quello comparso nello spazio di tribuna è una assoluta novità ad annunciare un nuovo gruppo di fedelissimi, abituali dietro la panchina di Colantuono, questa volta pronti ad acclamare il mister atalantino e mandare “a quel paese” l’ex Delio. Fine di un mito per Bergamo e per Delio, per altro già sceso dal treno simpatia dopo una fuori luogo esultanza in occasione di una modesta vittoria del Palermo sull’Atalanta.

E’ finita con una festa per tutti, riuniti nel cerchio di centrocampo a gioire per qualcosa che la matematica di certo per ora ci ha regalato e che ci siamo ampiamente meritati. Personalmente rimango affezionato ai simboli dei nostri appuntamenti, la Camminata Nerazzurra del validissimo Lazzarini e la Festa della Dea, classico appuntamento dell’estate atalantina.

Quanto annunciato in questi giorni, mi riferisco all’iniziativa che andrà dal 4 al 14 maggio, la Città Nerazzurra, francamente mi trova impreparato, anche perché continuo a guardare con timore al 7 e all’8 maggio, quando Palazzi annuncerà i nuovi deferimenti, proprio a metà della festa annunciata.

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Commenti

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  1. Scritto da doge

    rispondendo a ” Scheneon” , trovo giusto il minuto che merira per ricordare dove si trova, da quanto i trova e per quanto si troverà il brescia calcistico………
    .la parte “storica” della sua mail……..? beh ! lasciamo perdere

  2. Scritto da digeo

    E si caro Passirani, devi proprio ricrederti sul tanto odiato colantuono. Record di punti in serie A, tutti in silenzio i suoi detrattori.
    Anche il rendimento dei giocatori scelti da marino ha sconfessato le sue previsioni di inizio anno, perchè la coppia denis-moralez secondo lei faceva ridere…e cigarini secondo lei era un buon giocatore da serie B….Brao Passirani, non ne azzecchi proprio una.

  3. Scritto da Scheneon

    Ma di quale DEA state parlando? Forse della Drug Enforcement Administration? Speriamo di no. Nella mitologia greca invece ci sono un paio di storielle. L’ una narra di una tale Atalanta buttata via nel bosco dai genitori e cresciuta da un’orsa come orsa. L’altra invece, era figlia di re ma faceva schiattare chi non l’avesse battuta…nella corsa. Ma arrivò Ippomene, bresciano, fruttivendolo, ambulante, capì a volo cosa voleva la gnara e ambulandole le mele un pò di qua un pò di là, la battè in gara e anche dopo, secondo l’uso. Come fini? Invecchiando, per volontà divina, lui diventò uno dei Lions e lei una Leonessa, bresciana, adorata a Bergamo e solo a Bergamo, da chi ci crede!