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Muore schiacciato dalla ruota del mulino La tragedia a Cerete

Roberto Giudici ha perso la vita lunedì pomeriggio, schiacciato dagli ingranaggi della ruota del suo mulino. A trovare il corpo senza vita del 46enne è stato l'assessore comunale del paese, Ezio Seghezzi.

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E’ finito schiacciato tra gli ingranaggi della ruota del suo mulino di via Piave a Cerete, nell’alta Valseriana. Così Roberto Giudici, 46enne residente in paese, ha perso la vita lunedì pomeriggio intorno alle 15, mentre svolgeva il lavoro di tutti i giorni. Come sia avvenuto l’infortunio non è ancora del tutto chiaro, tanto che sul posto stanno lavorando i carabinieri di Clusone intervenuti assieme ai sanitari dell’ASL e agli uomini del 118, gli stessi che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Dalle primissime ricostruzioni, però, pare che Roberto Giudici stesse lavorando a pochi passi dalla ruota del suo mulino quando, per causa da accertare, sarebbe caduto finendo in quegli stessi ingranaggi che l’avrebbero ucciso sul colpo.

A trovare il corpo dello sfortunato lavoratore, una mezz’ora dopo la tragedia, sarebbe stato Ezio Seghezzi, assessore comunale di Cerete nella Giunta di Adriana Ranza.

Giudici, che aveva ereditato l’attività dal padre scomparso poco tempo fa, lascia la compagna e una sorella. Era il cugino del sindaco Ranza e, prima di iniziare il suo compito nel mulino di famiglia, aveva anche lavorato per anni nell’azienda del marito del primo cittadino di Cerete.

Il mulino, luogo della tragedia che si è consumata nel primo pomeriggio di lunedì, è conosciuto in tutta la Bergamasca tanto che, negli ultimi anni in modo particolare, è stato la meta di numerose visite guidate da parte di scolaresche orobiche.

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