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“La Bce invita ad accorpare le Province: ma una banca può farlo?”

Giovanni Cappelluzzo negli anni Novanta presidente della Provincia di Bergamo, interviene con scetticismo e sconcerto sulla proposta della Banca centrale europea di accorpare le Province italiane.

Giovanni Cappelluzzo negli anni Novanta presidente della Provincia di Bergamo, interviene con scetticismo e sconcerto sulla proposta della Banca centrale europea di accorpare le Province italiane.

 

Apprendo, sconcertato, dalla stampa che “la Banca centrale europea auspica l’accorpamento delle Province” italiane (sic!).

Così, centocinquanta anni di storia d’Italia, scritti con il cuore e con il sangue, cancellati perché lo “auspica” una banca, tra l’altro privata, come tutti sanno!

Quanti morti si staranno rivoltando nelle tombe in questo momento. Chiarisco subito che, in questa sede, il mio sdegno non è finalizzato alla difesa delle Province o di altre situazioni di fatto (o di poltrone, come potrebbe sostenere qualcuno): su questi argomenti, ossia sulla necessità di una riforma dell’architettura istituzionale e costituzionale di questo Stato, mi sono già molte volte espresso; è certamente indispensabile riformare, anche radicalmente, per moltissime ragioni, ma sicuramente non con spirito esclusivamente, ed inutilmente, ragionieristico e contabile come sta avvenendo in questi tempi sciagurati.

Ciò che, invece, sconcerta ed è inaccettabile è il diritto che oggi può arrogarsi un soggetto privato come la Banca centrale europea.

La peste del 1628 (quella narrata da Alessandro Manzoni) uccise 190.000 dei 250.000 abitanti della Bergamasca, con le ovvie conseguenze anche economiche. L’inverno del 1709 fu così freddo che il lago di Garda e la laguna di Venezia ghiacciarono, “tutto quello che era stato seminato andò completamente distrutto…." la gente moriva di fame. Nella prima metà degli anni ’40 dello scorso secolo, durante la seconda guerra mondiale, il cibo, e tutto il resto, era razionato e introvabile in Europa, perché la poca produzione che le condizioni belliche consentivano era destinata alle truppe in combattimento.

Ma la cosiddetta “crisi” di questi mesi e di questi anni è in realtà finta (come ormai tutti abbiamo fin troppo chiaramente capito), ossia non esiste nelle cause, ma provoca effetti concreti disastrosi. In questi ultimi mesi, infatti, stiamo assistendo ad annunci apocalittici di incombente ed imminente, quanto improvvisa, miseria per i popoli occidentali; ma che cosa è successo? Pestilenze, carestie da cataclismi naturali, guerre devastanti, ossia tutte cose reali e concrete? No, non è successo niente!

Eppure, è stata, da chi ne ha interesse, insinuata la presenza subdola, cionondimeno paurosa, del nemico immateriale “crisi”. Tra un paio di secoli, non so i commentatori di questo mondo malato che cosa narreranno, come spiegheranno ciò che (Deus advertat!) i media stanno quotidianamente ed ansiogenicamente prospettando, ossia di popoli d’Europa, e d’America, che si ribellano contro i rispettivi governi nazionali, anzi, contro più o meno impalpabili “governi” privati sovranazionali e globali, ermeticamente denominati B.C.E. (banca centrale europea), F.R. (federal reserve) e F.M.I. (fondo monetario internazionale).

Né so come potranno i nostri pronipoti comprendere il significato di espressioni, di per sé vane, cionondimeno con viva preoccupazione oggi utilizzate dalla stampa (stampata e del video), non specialistica, ma diretta al grande pubblico angosciato, circa “minacce” di “Moody’s” o di “Standard e Poor” (ma chi sono costoro?) di “tagliare la tripla A” a questo o a quello Stato, oppure quali “le agenzie di rating declassano undici banche italiane” (seguono i nomi degli istituti di credito, tra i quali, naturalmente, figurano quelli dove ciascuno di noi ha il conto corrente su cui gli viene accreditato lo stipendio) o, ancora “attacco all’Italia: siamo in guerra!” e “gli speculatori distruggono sul nascere gli eurobond!” o, infine, espressioni quali quella di qualche mese fa del Presidente francese uscente che tuonava “l’Europa non è mai stata così vicina all’esplosione!”; il gergo sembrerebbe chiaramente riferibile ad uno stato di guerra, pur non sentendosi, per ora, rombo di cannoni.

Esplicita, invece, e davvero minacciosa, anzi da far venire i brividi, risulta la notizia, riportata nei mesi scorsi dal Sunday Times, di un “piano segreto di Pechino” di “aiuti” all’Europa, naturalmente in cambio di “ampie ristrutturazioni di bilancio e tagli alla spesa in tutti i Paesi dell’euro”, a cominciare dalla Grecia, dove la Cina avrebbe poi acquistato (così sembra) nientemeno che l’aeroporto di Atene!

Il Parlamento ellenico, nonostante la contrarietà del Popolo che rappresenta, ha immediatamente accettato le condizioni dettate da Pechino, lasciando senza lavoro decine di migliaia di persone (con relative famiglie). Forse, tra un paio d’anni a Santorini non mangeremo più moussaka, ma riso alla cantonese.

E, tornando alle nostre Province, è proprio quella promessa di aiuti a fronte della richiesta di “ampie ristrutturazioni di bilancio e tagli alla spesa in tutti i Paesi dell’euro” ciò che fa davvero spaventare; è proprio la richiesta, anzi l’“auspicio”, di ristrutturazione espresso dalla banca centrale europea quello che fa davvero spaventare.

E se domani, questa o un’altra banca privata auspicasse che, dopo avere accorpato o abolito le Province, ossia secoli di storia di civiltà identitaria di un Popolo, fosse auspicabile, per il taglio della spesa, ridurre o abolire i servizi sanitari, o il Corpo dei Vigili del Fuoco, o la scuola pubblica e così continuando?

Tutti sappiamo che i “servizi” proprio in quanto tali, sono, per definizione, il più delle volte “in perdita” dal punto di vista economico, ma d’altra parte sono proprio i servizi il segno della civiltà di uno Stato moderno. E l’erogazione dei servizi è una scelta politica, non contabile! D’altra parte, da questa “crisi”, proprio perché finta e costruita a tavolino per evitare che gli “speculatori” (termine ampiamente utilizzato dalla stampa, senza tuttavia mai spiegare di chi si tratti) riducano i loro profitti, non sarà possibile uscire fino a quando chi l’ha generata, una volta appagato, non ne decreterà la fine.

A nulla varranno anche i più pesanti sacrifici imposti ai Popoli europei e nordamericani, e da questi inutilmente subiti. Esempio su tutti sia l’Olanda, di per sé assolutamente non in crisi, ma alla quale la solita Banca centrale europea, nei giorni scorsi, ha ugualmente chiesto “ristrutturazioni e tagli”; il Parlamento si è massicciamente opposto ed il capo del governo si è, quindi, dimesso.

Qualcuno obietta: ma se uno Stato non ha liquidità, ha bisogno degli aiuti e, quindi, deve sottostare alle condizioni imposte da chi gli presta il denaro (ossia banca centrale europea e compagnia cantando), come avviene in una famiglia.

Certo, ma la differenza rispetto alle famiglie è che uno Stato ha, tra i tre attributi tradizionali propri della sovranità, quello di battere moneta, fatto, questo, del quale pare che gli Stati europei si siano dimenticati!

Giovanni Cappelluzzo

Commenti

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  1. Scritto da angilberto

    Negli ultimi decenni le provincue si sono moltoplicate non certo per i “centocinquanta anni di storia d’Italia, scritti con il cuore e con il sangue…” ma solo per puro campanilismo. Ora ritengo opportuno che tutto ritorni com’era “storicamente” negli anni quaranta e con risparmi effettivi per tutti noi compresa la scomparsa della Lega…

  2. Scritto da alberto

    non mi risulta che uno stato dell’ unione europea possa battere moneta in euro senza il permesso della BCE. non mi risulta che l’accorpamento di province possa cancellare 150 anni di storia italiana. non mi risulta che la BCE sia controllata da privati.
    rilevo piuttosto che quando si pubblicano delle imbecillate e si fa demagogia non si và da nessuna parte.

  3. Scritto da Jade

    E pensare che, da qudnao sono nata, mia madre non mi ha MAI dato ragione in un diverbio con insegnanti / superiori / istruttori /altri adulti. All’epoca lo trovavo ingiusto, oggi penso che sia educativo.

  4. Scritto da Giovanni

    La BCE dovrebbe controllare che i soldi che ha immesso come liquidità prestandoli alle banche vengano utilizzati dalle stesse per immetterli sul mercato e non impegnarli in titoli di stato che fruttano una percentuale superiore a quella che devono pagare alla BCE per il rimborso di tali soldi. Troppo bello avere i soldi al 3% e impegnarli avendo di ritorno il 5-6%. Le banche speculano e la BCE che fa? Dice di tagliare….ma che tagliasse gli utili delle banche !!!

  5. Scritto da Pietro

    FINALMENTE QUALCUNO CHE HA IL CORAGGIO DI DIRLO: QUESTA CRISI L’HANNO CREATA LE BANCHE, E LA POVERTà LA DELOCALIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI INDUSTRIALI.

  6. Scritto da esteban

    Ma lo Stato sovrano esiste ancora? Siamo diventati una colonia? Di chi? Basta ingerenze! l’Italia agli Italiani!

  7. Scritto da MAURIZIO

    I politici non hanno le categorie logiche per capire che 1. i loro debiti hannbo distrutto i servizi sociali 2. non fare un debito insostenibile non è il diktat di un dittatore, ma una cosa normale 3. lo stato non va usato per dare lavoro alla popolazione. Il lavoro lo deve creare la società civile, non la piolitica 4. la politica deve limitarsi a dare i servizi che aiutimno la popolazione a lavore meglio. Caro ex presidente della provincia di Bg, avete fattio fallire l’Italia e osate ancora parlare? Molto divertente.

    1. Scritto da il gipeto

      e tu anonimo predicatore che mostri di saperla cosi lunga cosa hai fatto per questo paese oltre a criticare ? proprio perchè non conosci cappelluzzo chi ti dà il diritto di credere ed affermare che ha contribuito a far fallire l’italia ? quelli come te sanno solo sfasciare…costruire è più difficile e faticoso e merita rispetto…non fare di tutta l’erba un fascio.

      1. Scritto da MAURIZIO

        Cappelluzzo non lo conosco, sarà una brava persona, ma appartiene ad un sistema politico che ha fatto 2.000 miliardi di debito e che controlla il 101 % del territorio, della spesa, delle assunzioni, del mercato. Questo sistema ha sfasciato l’Italia. Oggi, un presidente di provincia guadagna migliaia di euro al mese e fa finta di essere capace di dirigere numerose Spa, pur non essendo un imprenditore. Infatti, le Spa sono generalmente in passivo accrescendo sprechi e debiti. Quindi tacete, per cortesia. La vostra ideologia dei servizi senza limite di perdita ha rovinato i nostri risparmi, il nostro futuro e il nostro lavoro. Ne renderete conto tutti.

  8. Scritto da MAURIZIO

    “I servizi in perdita sono il segno della civiltà di un paese”. Giovanni Cappelluzzo. Ecco la logica che ci ha fatto fallire.

  9. Scritto da MAURIZIO

    Continuo con qualche esempio di ” servizi pubblici in perdita” segno della civiltà di uno stato moderno. Costi della politica fuori controllo. All’opposto, società civile, mercato del lavoro, istituzioni pubbliche sotto IL FERREO controllo della politica. E veniamo alle Province. Oggi sono dei carrozzoni inutili pieni di debiti e di stramaledette Spa. Le province sono in Costituzione. Anche i debiti e i 19.000 mila euro al mese di Pirovano sono in Costituzione? Giovanni Cappelluzzo, non la conosco. Sicuramente è una brava persona. Ma, deve ammettere che il sistema a cui lei appartiene ha fatto fallire l’Italia. La BCE è molto meno pericolosa della niostra crisi in questo momento.

  10. Scritto da MAURIZIO

    “Tutti sappiamo che i “servizi” proprio in quanto tali, sono, per definizione, il più delle volte “in perdita” dal punto di vista economico, ma d’altra parte sono proprio i servizi il segno della civiltà di uno Stato moderno”. Giovanni Cappelluzzo. Certo. La civiltà di uno stato si misura con i servizi in perdita. Elenchiamone qualcuno. 2.000 (duemila miliardi) di debito che ha già fatto fallire l’Italia. nel 2012 pagheremo circa 90 miliardi di eurosolo di interessi. E monti si sta dannando per trovare 5 miliardi di euro per evitare di aumnentare l’IVA. Ancora : una burocrazia elefantiaca fuori controllo. 500.000 italiani in pensione con l’80% dello stipendio dopo ventanno di servizio.

  11. Scritto da giobatta

    quando una persona, od una nazione, e’ piena di debiti, e’ in posizione di inferiorita’ e spesso deve subire le intimazioni, le prescrizioni dei creditori, per salvare la propria onorabilita’. non vogliamo: ecco la soluzione bell’e pronta: usciamo dall’ euro, svalutiamo, ed adottiamo il modello cuba: nessuna informazione sul resto del mondo, tutti poveri, sanita’ non male, sole, musica e rum.

  12. Scritto da Paolo Guerra

    Ma perchè potreva chiedere lo smantellamento dei diritti dei lavoratori? la BCE si intromette troppo nei nostri affari. E’ il popolo che deve dare l’indirizzo politico, non la BCE.

  13. Scritto da giuseppe

    non deve essere la bce a dirci cosa fare,1 noi dovevamo gia abolirle 2 la bce gardi anche in altri orrizzonti.grazie

  14. Scritto da Frà Gargario

    Caro Giovanni penso con infinita nostalgia al tempo in cui eri Presidente. Questi nuovi quaquaraquà che ci governano la nostra provincia non hanno avuto una sola, dico una sola, idea o progettualità salvo dispensare poltrone ad amici e parenti. E la provincia autonoma di Bergamo era una buona idea ma il nostro caro Bossi (Capo??) in altre faccende era affaccendando e tutto è finito nel Nulla! Questa politica ormai è finita provincie o non provincie che siano.

  15. Scritto da GIANNI

    la bce, monitora le spese dei singoli stati,i quali poi sono solerti a chiedere salvataggi alla bce.pertanto, oltre che essere un suggerimento, deve diventare un’ordine allo stato italiano!!!. qualcuno, o forse troppi lettori dimenticano che gli stati virtuosi hanno in mano il debito italiano, provocato dai colleghi di cappelluzzo, pertanto ora si limitano a dire cosa fare, poi passeranno al resto, visto che le province, molte sono covi di politica in stile mafioso, con costi inutili e sprechi inammissibili. cappelluzzo e’ esperto in materia, e non vuole essere sindacato, cosi garantisce mano libera ai compagni di merende! non dovremmo farcelo dire dalla bce ma farlo noi!!! che e’ tardi!

  16. Scritto da paolo

    qualche giorno fa abbiamo raggiunto la bellezza di 2.000.000.000.000 (duemilamiliardi) di debito pubblico … e lei riguardo a “Moody’s” o di “Standard e Poor” (chi sono costoro?) per tagliare le tripla A, a questo o a quello Stato …chi sono costoro??? …. Cappelluzzo? ma Cappelluzo chi?

  17. Scritto da rota bruno

    la BCE non può permettersi di dire al popolo Italino cosa fare in casa propria!!! le province non vanno accorpate!! VANNO ABOLITE !!! così pure le Regioni a Statuto Speciale devono passare a regioni nornali come tutte le altre BASTA!!! a pozzi senza fondo !!!

    1. Scritto da Amen

      Il popolo italiano è pieno di debiti per cui possono permettersi di dirgli quello che vogliono. Se la BCE non caccia soldi alle banche per comperare titoli di stato noi saltiamo e le banche saltano. Semplice.
      Poi tu te la puoi prendere e anche giustamente con la finanza internazionale e con le banche: non cambia niente, così è e così resta. Fino a quando avremo quel livello di debito . L’alternativa (!?), dopo una notte di droghe e alcool, è uscire dall’euro, cioè ottenere con certezza ciò che si cerca disperatamente di evitare: il fallimento. Cioè solo riducendo il debito abbiamo delle possibilità di scelta , lavorando nel contempo con gli altri paesi per cambiare le regole della finanza.

  18. Scritto da sherwood

    Sig. Cappelluzzo, io non sono d’accordo con chi vuole fare tabula rasa di tutte le province, semmai è tutta l’architettura dello Stato che andrebbe rivista. Ci sono stati europei più piccoli della Lombardia e regioni italiane più piccole della provincia di BG. Molto probabilmente ci sono regioni e province troppo piccole, la cui popolazione potrebbe stare tutta nello stadio Meazza. Però ci sono anche regioni troppo grandi… come conciliare Sondrio con Mantova ? Se poi andiamo a vedere tutti gli enti intermedi (comunità montane, parchi, ecc… ecc…) anche qui qualche ragionamento andrebbe fatto.

  19. Scritto da Guido

    Ho smesso di leggere quando afferma che la BCE è una banca privata, non oso immaginare come prosegua….

  20. Scritto da Maria Antoinette

    La BCE, con funzionari che guadagnano 30.000 euro al mese DEVE chiudere. Tagli ai costi INUTILI: eccoli. Andate a casa magna-magna!

  21. Scritto da mix

    uscire dall euro sarà dura solo all inizio poi diventeremo come l argentina dove l economia vola

    1. Scritto da Aldo

      Cosa vuoi che sia non pagare più le pensioni, le banche che falliscono, le ditte che chiudono, qualche milione di disoccupati . Bazzecole , poi si riprende alla grande , lo ha detto Mix.

      1. Scritto da mix

        le pensioni le paghi ugualmente ma in lire le ditte chiudono adesso !! i disoccupati li ai ora e sempre di più

        1. Scritto da Gerry

          Caro Mix , non è che passando alle lire il debito magicamente scompare , se domani ti servono tot miliardi per le pensioni , se nessuno ti rifinanzia il debito in scadenza tu non le paghi . E se passi alle lire almeno metà del debito stai sicuro che non te lo rifinanziano.

    2. Scritto da Sconvolto

      Per “sarà dura solo all’inizio” cosa intendi ? Io intendo che il sistema pensionistico salta (pensionati alla fame , e per sempre) , banche che saltano, risparmi che si involano, licenziamenti e stipendi pubblici ridotti a un terzo , crediti all’estero delle nostre aziende non più pagati per ritorsione , mutui alle stelle, fabbriche che chiudono e disoccupati come se piovesse , un apparato produttivo da ricostruire. Eh sì , sara dura solo all’inizio (!!!???), poi una scampagnata. Il 45 % del ns debito in mano estera , lo sai ? E quelli stanno a guardare ?

    3. Scritto da Guido

      Vola nel dirupo al massimo. Tempo 4-5 anni al massimo e rifà default o finisce come lo Zimbabwe.

  22. Scritto da Gino

    Ma che c’azzecca la bce con le scelte sovrane del popolo italiano?
    Che cosa sono queste ingerenze nella sovranità di un popolo?
    Ma questi della bce chi li conosce, chi li ha eletti?
    E basta con questi strozzini usurai. Che monti vada a casa. Lui che fa gli interessi della bce e delle banche, e non del popolo italiani

    1. Scritto da Giosuè

      Ti sei fatto prestare dall’estero quasi metà del tuo debito e dici che “non li conosci ” ? Se li rivogliono salta tutto . Ricattati ? Probabilmente sì ma ci siamo messi noi in quella posizione . Se non glieli ridai ti fanno un mazzo così, noi non siamo angolini del mondo come la gracia o l’argentina.

    2. Scritto da gigi

      per fortuna che c’è l’europa che c impne qualche regola, popolo sovrano ? in realtà politico sovrano, il popolo paga e basta. e fino a qualche mese fa ti ricordi chi e come governava ? ( e guarda che monti non mi è impatico )

  23. Scritto da giuan de ghisa

    Gent. Sig. Cappelluzzo, mi spiace di non pensarla come Lei.
    In una famiglia non si può spendre più di quello che si guadagna e il risparmio deve iniziare con il fare a meno delle cose inutili e/o che costano troppo.

    1. Scritto da Giovanni Cappelluzzo

      Caro Giuan, su questo siamo assolutamente d’accordo e il risparmio deve assolutamente essere fatto. Il timore (si veda anche il caso olandese) è che, anche a fronte del necessario rigore sulle cose superflue, le diffoltà continuino per ragioni da noi indipendenti. Cordialmente

  24. Scritto da Ecchediamine

    Crisi finta ? Quasi il 50% del ns debito è in mano straniere, se portano via i soldi noi non siamo in grado di pagare le pensioni, i dipendenti pubblici, le banche saltano e con loro i risparmi ed il lavoro. E’ una finzione?Ci pensa lei?Che la finanza sia a livello criminale è un fatto, ma tant’è !Cosa vuole che ci importi delle Province, mica si vuole abolire l’area geografica, si vuole accorpare la struttura amministrativa che non serve ad un cavolo specialmente da quando abbiamo una costosissima struttura regionale , che pure dovrebbe essere alleggerita. Quanti altri soldi dobbiamo buttare in tempo di crisi in strutture che servono solo a pagare stipendi a qualcuno ?

    1. Scritto da Giovanni Cappelluzzo

      Caro Ecchediamine, intendevo proprio questo: gli effetti sono disastrosi, ma le cause, in realtà, sono inesistenti come fatti concreti.

  25. Scritto da il polemico

    beh,ci si stupisce ancora?dall’imposizione di un ex funzionario europeo a guida del governo,con promozione a superministro di un banchiere con le mani sporche per truffe a migliaia di risparmiatori,altro banchiere alla guida della grecia…il bello è però vedere se si seguiranno i consigli della bce,perchè credo che in caso di rifiuto,l’arma dello spread verrà usato.per buona pace del pd che ha fatto di tutto per non seguire esito votazioni