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Zanetti: “Fare banca per bene è il nostro ideale non uno spot pubblicitario”

Emilio Zanetti, presidente di UBi Banca, non nasconde le difficoltà del momento economico ma evidenzia la solidità del gruppo bancario.

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Pubblichiamo l’intervento del presidente di Ubi Banca Emilio Zanetti all’assemblea ordinaria dei Soci in svolgimento alla Fiera di Brescia.

 

"Nell’esercizio 2011 la crisi finanziaria ha trovato un nuovo pericoloso focolaio nell’area dell’euro, coinvolgendo via via, con imprevedibile intensità, i debiti sovrani di alcuni Paesi, fra cui l’Italia, caratterizzata da un elevato debito pubblico e da deboli prospettive di crescita nel medio periodo.

I crescenti timori d’insolvenza degli emittenti sovrani si sono riflessi sul mondo bancario, determinando un brusco peggioramento delle condizioni di provvista all’ingrosso per le banche italiane, strette fra richieste di rafforzamento patrimoniale ed esigenze di sostegno alle medie e piccole imprese, struttura portante del sistema produttivo del Paese. In tale contesto, grazie alle scelte strategiche perseguite nel tempo e in particolare all’adeguatezza dell’aumento di capitale concluso nel luglio 2011, la Banca ha potuto confermare una buona solidità patrimoniale, che permette al Gruppo di qualificarsi tra i più solidi a livello nazionale, una struttura di bilancio equilibrata, una contenuta rischiosità, un’appropriata liquidità, senza pregiudicare la focalizzazione sul servizio alla propria clientela (piccole/medie imprese e famiglie), punto di forza delle Aziende del Gruppo.

I coefficienti patrimoniali, calcolati con il modello standardizzato, si presentano in miglioramento: 8,56% il Core Tier 1 (dal 6,95% di fine 2010) e 13,5% il Total capital ratio (dal precedente 11,17%). Ai fini del raggiungimento del 9% di Core Tier 1 raccomandato dall’Autorità Bancaria Europea (EBA), gli eventuali fabbisogni che dovessero ancora residuare, se sostanziali, saranno coperti sulla base dei dati riferiti al 30 giugno 2012, con il ricorso ad una serie di misure e, in particolare con la puntuale definizione delle attività di rischio ponderate secondo il metodo avanzato, se validato come auspichiamo da Banca d’Italia, con l’autofinanziamento di periodo e, solo come “ultima ratio”, con la parziale conversione del prestito obbligazionario convertibile in essere; viene esclusa qualsiasi nuova operazione di aumento di capitale sociale.

Al 31 dicembre 2011 la raccolta totale del Gruppo, costituita dalle masse complessivamente amministrate per conto della clientela, sfiora i 175 miliardi di euro, di cui circa 103 miliardi di raccolta diretta e 72 miliardi di raccolta indiretta (quest’ultimo valore penalizzato dalle quotazioni dei mercati finanziari).

La raccolta diretta della clientela ordinaria, che rappresenta circa il 75% della raccolta diretta totale, assomma a 75,3 miliardi (+2,3% rispetto al 31 dicembre 2010). Dal lato degli impieghi, in un quadro congiunturale certamente non facile, la strategia di gestione è stata finalizzata a garantire il pieno sostegno alle imprese e alle famiglie, con la riduzione delle esposizioni verso il segmento “large corporate”. Infatti, gli impieghi verso la clientela “core” (retail e PMI captive) risultano in crescita del 2%. Complessivamente, gli impieghi verso la clientela al 31 dicembre erano prossimi ai 100 miliardi (il 77% del totale dell’attivo) con un rapporto impieghi/raccolta pari al 97% (95,4% a fine 2010). Il Gruppo non evidenza alcuna esposizione sovrana verso Grecia, Portogallo e Irlanda.

La qualità dei finanziamenti del Gruppo si conferma elevata, con un rapporto sofferenze/impieghi netti del 2,49%, che si confronta con il dato medio riferito al sistema bancario italiano del 3,09%. Il costo del credito si presenta in miglioramento, con un’incidenza pari allo 0,61% (0,69% a fine 2010). Le attività finanziarie rappresentano l’8,5% dell’attivo di bilancio: in particolare i Titoli di Stato italiano ammontano al 6% circa del totale attivo di bilancio. Il presidio della liquidità nel corso dell’anno è stato garantito da molteplici linee di intervento: fra queste si ricordano il potenziamento della riserva di liquidità rappresentata dagli attivi stanziabili per il rifinanziamento con la Banca Centrale Europea e la partecipazione alle due operazioni di rifinanziamento da parte della BCE con durata triennale (con l’aggiudicazione di 12 miliardi). Sono oltre 25 i miliardi di attività stanziabili presso la BCE.

 

La gestione economica dell’esercizio 2011 è stata ancora condizionata dal quadro congiunturale non positivo.

I proventi operativi, pari a 3.438,3 milioni segnano un regresso dell’1,70%. Gli oneri operativi, pari a 2.389,6 milioni registrano una diminuzione del 3,2%. Il risultato della gestione operativa, pari a 1.048,7 milioni presenta una crescita del 2,1%. L’utile consolidato, al netto dell’impairment di avviamenti e intangibili, assomma a 349,4 milioni di euro rispetto ai 177,3 milioni del 2010 (+97,1%), grazie alla buona tenuta dei ricavi, pur nella variabilità delle condizioni di mercato, al progressivo contenimento dei costi e alla diminuzione delle rettifiche sul cattivo credito. Il Gruppo UBI Banca, adottando i consueti criteri prudenziali, ha effettuato l’impairment dell’avviamento e delle attività immateriali a vita utile definita iscritti essenzialmente in seguito all’aggregazione fra l’ex Gruppo BPU Banca e l’ex Gruppo Banca Lombarda e Piemontese. Così come effettuato dai maggiori gruppi bancari, UBI ha cioè rettificato in termini significativi (2,4 miliardi di euro lordi, equivalenti al 44% dell’ammontare complessivo in essere a fine 2010) i valori contabili a cui erano stati iscritti. Per quanto tali valori siano stati generati da un’operazione “carta contro carta”, senza cioè esborsi di denaro, il meccanismo introdotto dai principi internazionali IAS/IFRS prevede il transito della rettifica in conto economico – che conseguentemente ha evidenziato una perdita di 1,8 miliardi – anche se di fatto tale rettifica produce effetti dal solo punto di vista contabile, non influenzando l’operatività gestionale del Gruppo, né riflettendosi sulla liquidità, sui coefficienti patrimoniali (in quanto già calcolati deducendo tutti gli attivi immateriali) o sulla redditività prospettica.

 

La copertura della perdita, determinata dall’impairment, avverrà tramite l’utilizzo della Riserva sovrapprezzo azioni, che era stata alimentata dagli importi rivenienti dall’aumento di capitale al servizio dell’operazione di fusione con Banca Lombarda e Piemontese. Successivamente alla copertura della perdita, il patrimonio netto contabile del Gruppo (comprensivo della quota dei terzi) ammonterà a circa 9 miliardi di euro. In presenza di una solida struttura patrimoniale e quale segno di apprezzamento per il sostegno che i Soci e gli Azionisti continuano a dimostrare al Gruppo UBI Banca, il Consiglio di Gestione propone all’Assemblea dei Soci la distribuzione di un dividendo unitario di 0,05 euro alle 900.546.759 azioni ordinarie in circolazione, al netto delle azioni proprie acquistate.

Dividendo che, se deliberato nella misura proposta, sarà messo in pagamento a partire dal 21 maggio 2012 con valuta 24 maggio 2012. Il monte dividendi ammonterà a circa 45 milioni di euro, a valere sulle riserve straordinarie. Circa la prevedibile evoluzione della gestione, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, si evidenzia quanto segue.

 

Il contesto di riferimento (recessione economica, basso livello dei tassi a breve termine, vincoli derivanti dalle raccomandazioni/indicazioni EBA, pressione competitiva sul costo della raccolta retail) condizionerà la redditività dell’esercizio 2012. L’esercizio beneficerà tuttavia delle azioni commerciali già intraprese nel 2011, nonché dei risultati positivi attesi dalla gestione attiva della struttura finanziaria del Gruppo. L’andamento del primo trimestre, sulla base di dati ancora non definitivi, presenta evidenze positive. Gli oneri operativi sono previsti in ulteriore riduzione rispetto a quelli registrati nel 2011, grazie alla prosecuzione delle azioni di contenimento che dovrebbero consentire di controbilanciare gli incrementi derivanti dagli automatismi contrattuali, dall’inflazione, dalla piena entrata a regime degli aumenti delle imposte indirette. Le azioni intraprese sul fronte del monitoraggio della qualità del credito dovrebbero consentire di contenere le rettifiche ad un livello prossimo a quello registrato nel 2011.

Conseguentemente, per l’anno 2012, è prevedibile un’evoluzione sia pur leggermente positiva della redditività dell’attività ordinaria a fattori economici costanti. L’evoluzione prospettica della gestione si fonda, anche e soprattutto in presenza delle note contingenze generali, su questi essenziali criteri: solidità patrimoniale, equilibrio strutturale degli aggregati di bilancio, razionalizzazione progressiva dell’organizzazione dell’operatività, qualificazione professionale del personale. In anni nei quali si accentuano le difficoltà in ogni settore dell’economia, si vuole ribadire quanto efficacemente richiamato anche nel bilancio sociale: “fare banca per bene” non è un semplice motto pubblicitario o uno slogan promozionale. Corrisponde ad un ideale e ad un impegno al quale si vuole ispirare tutta la gestione del Gruppo, che sinteticamente trova significativa espressione in alcuni aspetti che, sulla base di modalità innovative, attengono alla costante attenzione alle occorrenze della clientela, nelle sue varie componenti, alle iniziative impostate per il mondo giovanile ed a quelle più in generale a favore delle comunità servite, a sostegno delle loro attività sociali, culturali e solidaristiche.

Desideriamo formulare i più sinceri e sentiti ringraziamenti al Personale per l’impegno profuso in uno degli esercizi tra i più complessi della nostra storia e ai Soci e agli Azionisti che hanno sostenuto il disegno strategico del Gruppo. Un particolarissimo ringraziamento ai Clienti tutti, ai quali vogliamo confermare ogni nostra migliore attenzione.

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Commenti

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  1. Scritto da pesce lesso

    …detto da un ottuagenario mi fa stare sereno sul mio futuro di ventenne………
    ma per piacere…..