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Siamo 60 milioni con il 6% di stranieri: triplicati in 10 anni

L'Istat ha diffuso i primi dati e le prime considerazioni sulle informazioni raccolte dal 15° Censimento del 2011. La popolazione italiana è vicina ai 60 milioni, con il 6,34% di immigrati e un rapporto tra i sessi 52/48 a favore delle donne. Sono triplicate le persone che abitano in baracche, roulotte o tende, indice di maggiore povertà.

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Com’è la nostra Italia? Il 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni del 9 ottobre 2011 ha cercato di rispondere – almeno in termini di dati statistici – a questa domanda. L’Istat inizia ora a diffondere i primi dati, anche se bisognerà aspettare altri otto mesi e la pubblicazione della popolazione legale per avere sotto mano tutti i numeri precisi. Pur nella sua parzialità, i dati già emersi dall’analisi dei questionari inviati dalle famiglie italiane evidenziano vari punti di interessi.

Partiamo dalle basi. I residenti in Italia sono 59.464.644 con un incremento rispetto al precedente Censimento (2001) del +4,3% (2.468.900 persone) (+4,3%), distribuiti tra nord (46%), centro (19%), sud e isole (35%). Il 70% degli 8.092 comuni ha una popolazione inferiore a 5 mila abitanti, ospitando il 17% della popolazione, mentre il 23% vive nei 45 comuni con più di 100 mila abitanti.

Tra i quasi 60 milioni di residenti, il 6,34% sono stranieri: negli ultimi dieci anni il loro numero si è triplicato, passando da 1.334.889 nel 2001 agli attuali 3.769.518, di cui il 36% vive nel nord-ovest del Paese, anche se nell’ultimo decennio la loro presenza nel Meridione è aumentata del 192%; rimane comunque sempre preponderante al nord l’incidenza della popolazione straniera su quella complessiva (85,9 per mille abitanti nelle regioni dell’ovest e 93 per mille abitanti in quelle dell’est, contro i 23,4 e 21,2 di sud e delle isole).

Aumenta anche il numero delle famiglie, da 21.810.676 a 24.512.012, anche se si riduce il numero medio di componenti del nucleo che passa da 2,6 a 2,4.

Per quanto riguarda la ‘guerra dei sessi’, le donne segnano un 52-48 contro gli uomini: ci sono 28.750.942 maschi e 30.713.702 femmine, quindi una media di 52 donne ogni 100 abitanti.

Analizzando ulteriori dati demografici, l’Istat ricostruisce un primo quadro della società italiana odierna. Alla maggiore eterogeneità sociale, si affianca un aumento della povertà: in dieci anni si sono triplicate le famiglie che dichiarano di abitare in baracche, roulotte o tende, aumentando da 23.336 del 2001 a 71.101. Un incremento che l’Istat ha definito ‘vertiginoso’ e che crea allarme e sconcerto, specie se affiancato ad un altro dato: in Italia ci sono 28.863.604 abitazioni,1.571.611 di abitazioni in più rispetto al precedente censimento, con un aumento del 5,8%. Dal confronto tra il numero di interni ad uso abitativo di ciascun indirizzo e il numero di famiglie registrate in anagrafe allo stesso indirizzo emerge che ci sono 2.708.087 potenziali abitazioni non occupate o di famiglie dimoranti non iscritte in anagrafe.

Con i primi dati del 15° Censimento, sono stati proclamati i primi ‘detentori di record’ del 2011. Roma si aggiudica i due titoli di comune più popoloso (2.612.068 residenti) e di quello più esteso (1.307,7 chilometri quadrati di superficie). Agli estremi opposti troviamo Pesina (Sondrio) e Fiera di Primiero (Trento), rispettivamente il comune meno popolato (30 residenti) e il più piccolo (0,2 chilometri quadrati). Il comune più densamente popolato è Portici (Napoli), con 12.311 abitanti per chilometro quadrato, mentre il comune il cui numero di abitanti è cresciuto maggiormente dal 2001 è Rognano (Pavia) con +220,1%, mentre quello con la decrescita maggiore è Paludi (Cosenza) con -41,2%. Tra i comuni più grandi, Brescia è la città con la maggior percentuale di popolazione straniera, ovvero il 16%.

E Bergamo? La parzialità dei dati finora diffusi non permette un’analisi approfondita, ma la città orobica viene menzionata tra i 28 comuni di grandi dimensioni che hanno avuto un incremento nella popolazione, bilanciando il calo di altri 17 località presenti nella stessa categoria di grandezza. Bergamo è stata anche menzionata tra i 108 comuni che hanno modificato i loro confini a causa di permute territoriali.

Essendo stato fatto questo Censimento in concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Italia, è sorto spontaneo fare un confronto con quello che era il nostro Paese subito dopo l’Unità: dal primo censimento del 1861 al più recente, la popolazione residente in Italia è quasi triplicata, passando da 22 milioni a circa 59,5 milioni, con un incremento demografico focalizzato soprattutto al centro-nord che ha interessato il 70% dei comuni settentrionali, bilanciato però da una decrescita della popolazione nel 60% dei comuni al sud e nelle isole.

Gli ultimi dati, invece, riguardano il Censimento stesso: il 44% dei questionari dell’Istat è stato consegnato agli uffici comunali, il 22,6% agli uffici postali e il 33,4% (8,2 milioni) via Internet.

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Commenti

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  1. Scritto da oscar

    6%? quelli censiti forse, in giro e sui mezzi pubblici vedi solo di loro

  2. Scritto da l'è semper chèla...

    Il 6% sono gli stranieri registrati, altrimenti l’Istat non disporrebbe del dato: questo significa che, così alla buona, sono almeno il doppio. E basta andare in giro per Brescia o per Genova per capire che, probabilmente, sono molti di più. Se si continua a far finta di nulla e non ci si attrezza, in senso sia attivo (a favore dell’integrazione), che passivo (a favore del controllo), prima o poi la bomba scoppierà. La Francia insegna. Non c’è da allarmarsi inutilmente, ma nemmeno da applaudire a vanvera o da mettere la testa sotto la sabbia: ci vogliono strategie per gestire il fenomeno, non chiacchiere e demagogia, da una parte e dall’altra. E il problema non è la Lega, è l’Italia.

  3. Scritto da GrazieLega

    Sotto il governo quasi sempre della Lega, nazionale e locale, l’immigrazione è TRIPLICATA in Italia e quindi molto di più in provincia di bergamo (qualche tempo fa si parlava di quadruplicata ed oltre).
    Da noi grazie soprattutto alle politiche che hanno devastato il territorio . In un paese in denatalità più costruisci più immigrati arrivano , senza contare l’impulso dato alle logistiche e ai suoi lavori di bassissimo contenuto. E si continua alla grande. Grazie Lega !