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Jannone: “Salvare Ubi e rivitalizzarla Non cerco poltrone”

L'onorevole Giorgio Jannone, presidente di Cartiere Pigna, è intervenuto all'assemblea degli azionisti di Ubi Banca a Brescia.

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Intervento Assemblea Ubi 28 Aprile 2012 dell’onorevole Giorgio Jannone.

Presidente Faissola, Presidente Zanetti, Signori Soci,
intervengo in questa Assemblea, per la prima volta, in qualità di Presidente dell’Associazione Azionisti UBI Banca. A tal fine ho appena comunicato formalmente alla presidenza la costituzione notarile della nostra associazione.
Gli associati che rappresento,unitamente all’Associazione Tradizione in Ubi Banca di Cuneo, si prefiggono lo scopo di tutelare i diritti di tutti i soci e di salvaguardare il valore del nostro titolo e del nostro antico patrimonio. Siamo particolarmente orgogliosi della partecipazione record di azionisti a questa assemblea, partecipazione per la quale rivendichiamo, sinceramente, qualche merito. Porrò alcuni quesiti di matrice tecnica, che richiedono risposte puntuali, quesiti che prendono spunto dagli allarmanti dati di bilancio della nostra Banca. Partiamo dall’analisi della quotazione del titolo: ho letto, ed ho sentito anche stamane, interventi che giustificano il crollo del titolo UBI con la crisi generale dei mercati. Presidente,il titolo UBI ha fatto registrare una tra le peggiori performance del listino italiano, perdendo fino al 90 % del suo valore. Il crollo di Ubi risulta di gran lunga più pesante del calo medio registrato dalla Borsa e drammaticamente più grave della diminuzione di valore dei titoli degli altri istituti di credito. Analizziamo la realtà, il titolo UBI è il peggiore, di questo dobbiamo tutti essere consapevoli e abbiamo il dovere, senza arrancare vane giustificazioni, di ricercare i motivi di questo ribasso per trovare, se è possibile insieme, nuove soluzioni e rinnovate energie. Le quotazioni non sono casuali, sono frutto di precise valutazioni tecnico-economiche. Presidente, tutti i più importanti analisti del mondo hanno rilevato, a più riprese, la debolezza dei principali indici di valutazione del nostro istituto!!!
Se si leggono i report di Deustsche Bank, di Natixis, di Exane, di Kepler, di Standards & poors , di Moody’s, di Fitch per non parlare di EBA ( EUROPEAN BANKING AUTHORITY) e delle altre istituzioni europee, non si può in modo acritico e semplicistico attribuire le colpe al mercato, anche e soprattutto per il rispetto dovuto a tutti gli azionisti che consideravano il titolo Ubi come un patrimonio solido e redditizio !!! Oggi è stato massacrato il patrimonio e sostanzialmente annullato il rendimento !!! Presidente, dobbiamo, insieme, ricercare le motivazioni delle pessime performance di borsa così come delle negative performance aziendali e porre immediatamente i necessari correttivi !!! Noi crediamo che molto resti da fare in tema di rinnovamento, di ottimizzazione del patrimonio ,di comunicazione ai mercati, di valorizzazione dei dipendenti.
A tale riguardo, davvero nulla può essere imputato ai dipendenti medesimi, nemmeno sotto il profilo dell’analisi dei costi industriali. I lavoratori di UBI sono passati, dal 2007 ad oggi, da 21.700 a circa 19.000, con un calo vicino alle 3.000 unità. Nel contempo, questi dipendenti, già falcidiati da tagli lineari, da consulenze esterne e trasferimenti, hanno avuto la forza di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di restare una importantissima ed irrinunciabile risorsa della Banca. Numeri alla mano i dipendenti della nostra banca rappresentano una eccellenza a livello nazionale, risultando i migliori, in termini di impieghi e di raccolta diretta pro capite, di tutto il sistema creditizio italiano. Apportano circa il doppio in termini di raccolta e impieghi di molte tra le principali banche nazionali. I dipendenti rappresentano quindi una risorsa fondamentale e di eccezionale qualità ed hanno garantito ottime performances nonostante abbiano subito spesso l’onta e le fatiche di reiterate consulenze esterne che, oltre a gravare sul conto economico per centinaia di milioni di euro, poco o nulla hanno apportato di positivo alle strategie ed alle casse dell’Istituto.
Non frustrando quindi, ma al contrario valorizzando i dipendenti, daremo valore e merito alla principale ed intangibile risorsa di questa banca !!
Ma veniamo alle domande, per le cui risposte Vi richiamo all’importanza di una replica che avviene nel corso nell’Assemblea dei Soci, ossia nel momento apicale della vita di una società quotata in Borsa che vanta oltre 70.000 soci di cui oltre 6.000 presenti.
Chiedo a Voi Signori Presidenti ed a Lei, Amministratore Delegato, come può essere giustificato nelle poste di bilancio un costo del credito, ossia il parametro che esplicita la qualità del credito, pari allo 0,61%, ossia la percentuale più bassa dell’intero sistema? Meno della metà, a titolo esemplificativo, rispetto alla Banca Popolare di Milano ?
Come è possibile che gli accantonamenti per sofferenze, siano diminuiti per ben 100 milioni di euro nel bilancio 2011, mentre le sofferenze sono passate da 7,5 miliardi nel 2010 ad 8,5 miliardi di euro circa nel 2011?
La risposta non potrà certo essere ricercata nelle maggiori garanzie acquisite perché queste garanzie non hanno sin qui apportato alcun beneficio concreto o potenziale.
Questa immensa generazione di crediti in sofferenza come può trovare corretta corrispondenza nel piano industriale che prevede nel 2015 addirittura una ulteriore diminuzione del costo del credito, portato incredibilmente allo 0,40 %?
Dobbiamo, dovete essere realisti. Le strutture decisionali di Ubi sono cadute in tutte le principale truffe ed in tutti i principali default degli ultimi anni, ne cito solo qualcuna, Madoff, Burani, San Raffaele, per non parlare delle numero di inchieste in corso da parte delle Autorità di Vigilanza in Centrobanca, UBI Leasing e UBI Factor. Come possono gli attuali Amministratori ipotizzare davanti a cotante sofferenze, sofferenze per miliardi di Euro, dovute troppo spesso ad una eccessiva concentrazione del credito in pochi, ben noti soggetti, come si possono ipotizzare vistose diminuzioni degli accantonamenti per sofferenze?
Chiedo all’Amministratore Delegato se ritiene questi accantonamenti congrui e capienti rispetto alla situazione di contesto ed alle sofferenze maturate ed in corso di maturazione nell’esercizio 2012.
Chiedo come possano essere compatibili la crescita delle sofferenze, la diminuzione degli accantonamenti e la contemporanea riduzione del costo del denaro prevista nel Piano Industriale, piano peraltro già in buona parte sconfessato.
Per primo, da solo, sovente criticato pubblicamente da alcuni amministratori avevo preannunciato e previsto, un risultato di bilancio particolarmente negativo. La perdita di 1,84 milardi di Euro, che stiamo per ratificare, conferma purtroppo in toto le mie previsioni.
Con questo bilancio, presidente, vengono poi formalizzate perdite su avviamenti di eccezionale rilevanza. Il primo dato che si evidenzia è una svalutazione sugli avviamenti che passa da 5 milioni del 2010 a 2.200 milioni nel 2011, una svalutazione 400 volte maggiore. Come è possibile che in un solo esercizio si sia riscontrato una tale diversità di valutazione degli avviamenti perduti? Esistono perizie che attestano la congruità delle grandezze che ho evidenziato?
Vi prego poi di dare conto all’Assemblea delle modalità di calcolo e di valutazione degli avviamenti delle controllate: Banca 24-7, Centrobanca, IW Bank, Ubi Leasing, Ubi Factor, Banco di San Giorgio. Certo, si evidenzia in tutta la sua gravità la svalutazione di valori connessi a controllate che rappresentavano solo fino all’anno scorso una parte consistente del patrimonio della Banca, per storica solidità e per la qualità dei servizi resi alla clientela.
Immagino quanto possa essere costato a Lei presidente Faissola, dall’orgoglioso animo ligure, cancellare il marchio dell’antichissima Banco di San Giorgio, il brand della banca più antica del mondo, fondata nel 1407, banca da cui poteva recarsi Cristoforo Colombo, ma da ora non più gli azionisti e la clientela Ubi.
Ma non si può non riflettere su tutti gli altri valori perduti per strada, di quelli che erano “gioielli di famiglia”, l’ultimo dei quali Centrobanca, gioielli spesso contraddistinti da storie fatte di decenni di successi, successi creati da professionisti straordinari.
Per senso di responsabilità, Presidenti, e solo per senso di responsabilità, consapevole che l’obiettivo comune di tutti è di salvare e rivitalizzare questa nostra Banca, lasciamo ai nostri associati libertà di voto sul primo punto posto all’ordine del giorno.
Presidente, questa banca vanta i migliori dipendenti del comparto creditizio, è parte irrinunciabile del territorio più produttivo d’Italia, ha le sue fondamenta in una storia meravigliosa ed ultracentenaria, abbiamo il dovere di ricercare energie e strategie coraggiose per renderla nuovamente una grande e solida banca, riferimento e patrimonio delle imprese e dei suoi azionisti !!!

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Commenti

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  1. Scritto da Tremo

    Se è per quello, peggio della politica c’è solo la CDO basta vedere il nuovo valido acquisto di UBI il Signor Rossano Breno.

  2. Scritto da la politica in banca

    ricordo che la politica in banca fa solo disastri….vedi il Paschi di Siena …. il peggio del peggio….
    lasciamolo a stampare i quaderni che è meglio!

  3. Scritto da Picchio

    Dopo anni che bazzico la borsa e mastico dati finanziari, mi permetto un commento sulla replica di Massiah, non ha risposto a gran parte delle domande poste da Jannone ma, in modo alquanto stizzito, ha tentato di far credere ai presenti (che non sono fessi) che tutto va a gonfie vele. Che non fosse un genio lo avevamo capito tutti, ma almeno dategli tutte le risposte per controbattere altrimenti la figura da ciula non la fa solo lui ma il gruppo intero.

  4. Scritto da Collega UBIBANCA

    purtroppo non sono stato presente in assemblea ma molti colleghi mi han riferito di uno jannone in grande spolvero. con questo obiettivo il dott jannone potrà sicuramente contare sul parere favorevole di molti dipendenti studi e delusi di essere soprattutto trattati come degli operai..

    1. Scritto da veritas

      Scusa collega UBIBANCA, visto che non eri presente, sei a conoscenza che l’ Onorevole Jannone in grande spolvero, come lo definisci, ha poi votato a favore?
      Quindi non solo i dipendenti , ma la quasi totalità dei presenti ha votato a favore delle proposte di Ubi Banca.
      Spero che Tu capisca il concetto, l’Onorevole è solo paladino di se stesso, come del resto la sua storia personale finisce per insegnare, se ti informi un poco

      1. Scritto da massimo c.

        La quasi totalita’ dei dipendenti ha votato a favore semplicemente per senso di responsabilita’ e per senso di appartenenza nei confronti della propria banca. Votare contro non aveva nessun senso se non quello di rendere ancora più drammatica la situazione. I vertici sarebbero rimasti gli stessi anziani che ci sono da 60 anni. L’anno prossimo sara’ tutta un’altra storia… Parola di un dipendente. E da ieri ho richiesto l’iscrizione all’associazione azionisti ubi perche’ sono stanco di farmi prendere …

        1. Scritto da LUIGI

          I dipendenti soci devono stare ZITTI e MUTI e alzare la loro manina solo per votare a favore. In caso contrario avrebbero tutto da perdere (personalmente) anche xkè quando voti contrario o astenuto devi presentare le tue generalità NOME E COGNOME. e allora sì che gli si scatenerebbe addosso la vendetta mobbing della governance.

  5. Scritto da resistere-resistere

    Il solito politico….. se gli riesce la scalata, si prende una poltrona strapagata, trasforma la banca in SPA e la vende al miglior offerente. ….e visti i suoi precedenti, non è una previsione ma una certezza. Politica e lobby (ad es.CL e compagnia delle opere) nelle banche hanno combinato solo disastri !!!!!

    1. Scritto da Libertà

      Se tutti i politici fossero così l’Italia sarebbe un paese migliore. L’On. Jannone oltre ad essersi sempre impegnato con professionalità in parlamento ha saputo ridar vita ad un’azienda come la Pigna ormai defunta salvando oltretutto un sacco di posti di lavoro e di famiglie.

      1. Scritto da veritas

        Libertà, prova a guardare i bilanci della Pigna e cambierai idea.

        1. Scritto da la verità

          prima di jannone gli operai pigna erano il doppio……..

      2. Scritto da DipendenteUbi

        Ci risiamo:crediamo ancora nel ricco cavaliere che scende in campo nel caso specifico come paladino dei dipendenti e dei piccoli soci.
        Pensavo che il periodo storico che stiamo vivendo fosse più che sufficiente per dimostrare quanto questa favola ci abbia già fatto male.
        L’onorevole sarà sicuramente tra quelli tagliati dalla scure dell’antipolitica e non presentati alle prossime elezioni e quindi cosa c’è di meglio di una nuova poltrona in UBI?
        Quanto ai miei colleghi dipendenti vorrò vedere se saranno della stessa opinione qualora l’onorevole riuscisse a realizzare con Ubi la stessa operazione realizzata in passato con la cessione del Credito ad un gruppo straniero…

        1. Scritto da Dipendente anche io

          Se sei veramente un collega come dici di essere mi stupisce il fatto che tu riesca ancora a sopportare i problemi, la disorganizzazione, le attività inutili, lo sperpero di denaro e soprattutto una amministrazione lontana anni luce dalla realtà della gente e del mondo. Ben venga un rinnovamento che sia Jannone o altri purchè venga e presto. Non ce la facciamo più.
          Dipendente UBI

          1. Scritto da DipendenteUbi

            Io non ho detto che la situazione attuale mi vada bene,anzi credo che nessuno possa dire nulla di simile,ma semplicemente che non vedo la prospettiva Jannone come la panacea dei nostri problemi.
            Tutti sanno quali sono le priorità dell’onorevole:ricapitalizzare al massimo il proprio investimento in ubi con una bella cessione con supervalutazione delle azioni ad un gruppo straniero(con ovvia riorganizzazione e razionalizzazione degli sportelli e dipendenti)e ovviamente una bella poltrona di comando.tutte ambizioni legittime,ma non vedo i vantaggi per noi dipendenti!scegliamo bene a chi affidate il nostro futuro!

      3. Scritto da Johnny

        Se devo giudicare dal partito che ha scelto e dalla fine che ha fatto l’italia con questo partito ….. beh ……..

  6. Scritto da antonio

    wwwwwww

  7. Scritto da Deluso

    Sicuramente un grande intervento, ricco di dati concreti. La gente e’ stufa di questa gestione fallimentare…ci stanno portando via un sacco di soldi per i loro errori! E’ ora di finirla di prenderci in giro

  8. Scritto da dipendente UBI

    politico. Imbonitore. Populista. Vuole fare breccia nel cuore di chi lo deve votare tra un anno,al rinnovo delle cariche. Che caso!

    1. Scritto da Dipendente anche io

      Breccia o no io ho deciso di seguirlo è l’unico in tutti gli anni che partecipo all’assemblea che finalmente ha detto qualcosa di vero. Tutto il resto non conta, ma quello che si farà da ora in poi …
      Cambiamento!!!

    2. Scritto da Uno INDIGNATO

      ubi banca è un bene di tutti. Giustamente il dott jannone vorrà tutelare il proprio patrimonio ma chi non lo farebbe? io sostengo questa battaglia perchè sono stanco di perdere continuamente i risparmi di una vita solo per demeriti altrui. Purtroppo non ho lo stipendio del caro amministratore delegato Massiah e non ho mai neppure preso bonus, quindi sarei solo felice di mantenere sani i miei risparmi

  9. Scritto da bergamoCentro

    Ho sentito ottimi interventi della FABI

    1. Scritto da dip Bpb

      … e’ vero!
      fabi = collega
      gli unici dalla ns parte

  10. Scritto da E.

    Convincente nella dialettica ma aspettiamo proposte concrete.

  11. Scritto da Soche

    Jannone vuole solo la poltrona. I politici, e lui è un politoco, sono solo capaci di parassitare

    1. Scritto da Pietro

      Hai ragione, basta parassiti, questa generazione di politici è la peggiore in assoluto..pensano solo ad arricchirsi a spese di chi lavora e produce.

  12. Scritto da billi

    Direi che è un ottimo intervento. Penso che sia doveroso non lasciare affondare la nave e riscattare quello che una volta era un fiore all’occhiello.. Solo ridando fiducia alle banche italiane possiamo contrastare la feroce avanzata di GS e DB e salvaguardare il patrimonio nazionale

  13. Scritto da Giacomo Ranghetti

    Oggi, per la prima volta nella storia di Ubi, la dirigenza ne esce indebolita e scalfita. Ho sentito una serie di interventi per lo più critici che hanno ben sottolineato il malumore dei soci. L’AD Massiah ha tentato di replicare alla affermazioni di Jannone ma bucando clamorosamente.
    Jannone decisamente convincente. Ottimo intervento!

    1. Scritto da Germano

      peccato che Jannone abbia “toppato” clamorosamente sui dati.

      1. Scritto da Sede Bergamo

        Signor Germano, non so se lei sia un collega, io mi occupo prevalentemente di quei dati di cui ha parlato Jannone e devo ammettere che pur non essendomi l-onorevole molto simpatico, purtroppo per noi i dati citati sono reali checche ne dica Massiah

      2. Scritto da socio

        La mia non vuole essere una diffesa d’ufficio di Jannone (penso che se la cavi da solo), anche perchè, spero fortemente che la politica resti fuori da Ubi Banca. Premesso questo, constato che come al solito, quando si esaminano i fatti non serenamente, si tende a mettere in evidenza la pagliuzza è non la trave. Su tanti dati citati, due errati ci possono stare. Molto più preoccupanti sono stati l’arroganza e gli equilibrismi di Faissola e Massiah, sbagliare l’accento sul nome del AD, è gravissimo e da puntualizzare, probabilmente per chi ha la coda di paglia.

  14. Scritto da Socio Ubi

    Sono stato presente per buona parte dell’assemblea e devo dire che l’intervento del Dott. Jannone e’ stato decisamente il migliore, sincero e appassionato. Ha detto cose sacrosante ma che nessuno ha il coraggio di dire, soprattutto quando si tratta del proprio lavoro..

  15. Scritto da Filini

    cacciamo le cariatidi da ubi banca.

  16. Scritto da Antonella

    ottimo intervento

  17. Scritto da Alex

    Si scrive Standard & Poors’s

    1. Scritto da buffone

      grazie Professore