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Assemblea Ubi Banca Approvato il bilancio 2011 Il sì di 3.480 soci su 3.500 fotogallery

Dalla Fiera di Brescia l'assemblea ordinaria dei soci di Ubi Banca

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Ore 15.09 – L’assemblea si avvia alla chiusura.

Ore 14.38 – Approvato il bilancio e la distribuzione del dividendo. Hanno votato a favore 3.480 su 3.500 soci presenti. Sono 19 i contrari e uno solo l’astenuto;

Ore 14.37 – Chiusa la discussione sul primo punto. Sono 3.500 soci, 1681 per delega, 87 quali come rappresentanti legali;

Ore 14.33 – Jannone torna all’attacco: "Il titolo Ubi è il terzo tra i peggiori. Mi scuso se ho parlato di Banca 24/7 e non della banca online di Ubi. Per quanta riguarda le consulenze, se noi sommiamo gli esercizi si conferma la mia osservazione che le consulenze sono costate centinaia di milioni di euro". "Il mio voto sul bilancio è positivo";

Ore 14.31 – Massiah: "La perdita dei clienti: i clienti si perdono e si prendono. L’importante è il risultato finale. Ci sono anche clienti che abbiamo voluto perdere: e sono 33mila. Ma il saldo è positivo perché ne contiamo 7mila in più. Crescono i conti correnti di 35mila unità";

Ore 14.28 – Massiah: "Non comunichiamo abbastanza? Non so, ma il nostro brand è nei primi cinque in Italia, nei primi cinquanta in Europa e a livello mondiale siamo al 139° posto nel mondo. Questo significa che forse non comunichiamo male, ma siamo un brand che dà solidità ed è di riferimento"; Ore 14.25 – Massiah: "E’ giusto preoccuparsi per i giudizi di rating, ma se osserviamo bene le agenzie di rating ci hanno messo come affidabilità al terzo posto, eppure siamo quinti come grandezza in Italia. I giudizi erano negativi sull’Italia e naturalmente paghiamo indirettamente queste valutazioni";

Ore 14.17 – Massiah: "Perché abbiamo aumentato le svalutazioni? Perché è aumentato significamente il rischio sovrano, però lo abbiamo aumentato dall’8,5 all’11%"; Ore 14.15 – Massiah: "Siamo una banca perfetta? No. Il caso Madoff ha truffato altre banche e ha truffato anche noi";

Ore 14.14 – Applausi in sala per Massiah;

Ore 14.10 – Massiah risponde a Jannone: "Sul costo delle consulenze è bene essere chiari. La vera e propria consulenza è nell’ordine al massimo di cento milioni e non di centinaia. E fanno riferimento alle spese legale per il recupero dei crediti. Ci sono delle componenti di sviluppo software…. aggregando tutto, abbiamo 90milioni, in calo del 12% rispetto al 2010";

Ore 13.56 – Victor Massiah, amministratore delegato: "Non prendo Bonus da quattro anni". "Quello che sta succedendo a livello complessivo, dobbiamo stare attenti a non confodere con lo stare a galla e lo stile libero. Noi siamo uno dei pochi gruppi che chiude in positivo nell’utile normalizzato"; "Banca Intesa è indubbiamente uno dei punti deboli. Quando è avvenuta la prima parte della svalutazione? Nel primo anno c’è stata buona parte della svalutazione di Banca Intesa";

Ore 13.51 – Interviene il presidente di Ubi, Emilio Zanetti: "Solo noi e Banca Intesa abbiamo deciso di distribuire il dividendo, nonostante la richiesta di Banca d’Italia";

Ore 13.40 – Faissola: "La banca unica non ha grandi potenzialità di redditi. Stiamo avviando una consistente semplificazione del gruppo, ma non si può far guidare il gruppo da pochi. Il costo degli amministratori è stato ridotto";

Ore 13.40 – Faissola: "La nostra visione strategica, e cercherò di rispondere ai molti interventi. Noi vediamo un contesto generale a livello europeo ed italiano e un arichiesta di patrimonalizzazione delle banche, noi abbiamo un patrimonio abbondante, pur tuttavia ci viene chiesto di fare ulteriori sacrifici. Non possiamo certo esimerci da quanto le autorità ci chiedono, ma stiamo cercando di immaginare dei percprsi diversi, a metà della vacche grasse, tutti quanti noi avevamo ipotizzato. Dobbiamo realizzare alcuni obiettivi salvaguardano i nostri valori, fare banca utilizzando meno patrimonio, fare banca come avveniva prima degli anni Duemila: a servizio del credito a medio e lungo termine per le imprese che sono sul nostro territorio, delle famiglie. Valorizzare al massimo la nostra presenza di sportelli, le risorse umane e le competenze"; "Tutti i modelli hanno i loro vantaggi e i loro svantaggi, la banca unica ridurrebbe i costi del personale, che sarebbe il 60% dei costi operativi";

Ore 13.33 – Riprende la parola Corrado Faissola che cercherà di rispondere ai numerosi interventi. "Nel 2007 ci siamo aggregati per affrontare le sfide del futuro. Ci sono stati dei benefici, ma non ha dato ancora tutti i frutti che poteva dare. E’ bene non dimenticarlo altrimenti se rischia di fare delle strane conclusioni. Da quattro anni abbiamo fatto scelte per la stabilità del gruppo, come capacità di sopravvivere allo tsunami, ma quando torneranno alle condizioni normali saremo in grado di affrontare nuove sfide. L’anno scorso abbiamo deciso l’andamento di capitale, e rispondo all’onorevole Jannone, il nostro titolo con Intesa San Paolo è stato il meno peggio";

Ore 13.31 – Davide Giorgio Reale: "Ho 502 azioni da una manciata di anni, chiedo quali siano le prossime strategie del gruppo";

Ore 13.30 – Demetrio Rodinò, socio;

Ore 13.27 – Achille Epis, socio, rimarca il malumore sull’andamento del titolo; Ore 13.25 – Prende la parola Alba Vitale, la più anziana dei soci in sala: "Non venderò mai le mie poche azioni di Ubi. Mi è costato venire qua. Sono contenta di essere qua, sono venuta per sostenere le mia banca. Sono contenta di avere questi maestri in banca".

Ore 12.50 – Interviene Claudio Napoletano della Fiba Cisl: "Il piano Ubi presentato l’anno scorso manca di indicazioni, di spunti efficaci. Pressioni insopportabili per vendita di prodotti";

Ore 12.47 – Parla la socia Flora Oggioni: "Dobbiamo valorizzare i tre pilastri su cu si basa Ubi: i soci, i clienti e i dipendenti. Cerchiamo gli interessi di tutti per trovare il bene della banca";

Ore 12.42 – Interviene Giuseppe Allevi: "Avevamo previsto tutto, già dieci anni fa. Siamo convinti di vivere in un mondo che non ci appartiene. Ci piacerebbe presentarci l’anno prossimo con una lista per il rinnovo delle cariche, magari alleandosi con qualcuno che condivida le nostre richieste. Vorremmo limitarci ad avere una banca che raccoglie risorse sul territorio, desideriamo una banca con amministratori che percepiscono emolumenti in proporzione alle performance della banca". "Ubi è diventato un partito politico";

Ore 12.38 – Andrea Battistini, socio e sindacalista Cisl di Ubi Banca.

Ore 12.32 – Flaviano Martini, socio: "Parlare contro Ubi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Dobbiamo invece parlare dei costi e sulle rendite";

Ore 12.30 Interviene il socio Guido Previtali: "Vorrei conoscere le vostre politiche di supporto per le imprese del territorio. E come giudicati i giudizi di rating di alcune agenzie su Ubi";

Ore 12.27 – Interviene il socio Francesco Cavagna;

Ore 12.24 – Il socio Marcello Rosti prende la parola;

Ore 12.19 – Parla Dario Alfiero per l’associazione degli azionisti di Cuneo;

Ore 12.00 – Prende la parole l’onorevole Giorgio Jannone, presidente di Cartiere Pigna; Un Intervento appasionato, ricco di spunti e di interrogativi rivolti al presidente Emilio Zanetti e a Corrado Faissola, presidente del Consiglio di Sorveglianza di UBI Banca. "Abbiamo il dovere di ricercare energie nuove e strategie coraggiose" conclude il suo intervento Jannone;

Ore 11.59 – Interviene Alba Franzi: "La quotazione delle azioni è sì scesa, ma neo di altre banche. Ubi poi ha prodotto reddito è questo non è poco";

Ore 11.55 – Prende la parola il socio Francesco Rimbotti;

Ore 11.49 – Parla Ettore Ongis, ex direttore de L’Eco di Bergamo. "Anche una banca ha un’anima. Anche noi come banca abbiamo inseguito il reddito immediato, sbagliando. Il sistema federale ha bisogno di qualche miglioramento. C’è bisogno di più sussidiarietà per dare più autonomia a chi sa far bene. Nell’attuale gestione di Ubi Banca ci sono persone capaci e il presidente Zanetti è stato ed è il principale interprete. Le buone aziende funzionano se non si perdono i valori fondamentali. Ubi non ha bisogno di polemiche".

Ore 11.40 – Prende la parola Fabrizio Sangalli: "Voterò contro per il bene dei lavoratori di questo gruppo";

Ore 11.35 – Alberto Barcella, socio Ubi e presidente di Confindustria Lombardia, anche perché Ubi conta 852 spoertelli dei 1875 presenti nella nostra regione: "Il tema del credito credo accentui la dialettica tra le banche e le imprese nei momenti di difficoltà. E’ chiaro che c’è una restrizione del credito, la Banca d’Italia ha rilevato che nel solo trimentre dicembre 2011-febbraio 2012 si è ridotto. Il problema della restrizione del credito esiste ed è grave. Anche la nostra banca ha ristretto i crediti di circa due miliardi. Non faccio elogi alla banca, perché ha fatto solamente il suo dovere, ma per onestà intellettuale si deve riconoscere che c’è una coerenza tra la sua attività e la sua mission". "La stragrande maggioranza dei clienti è anche socia della banca – aggiunge -. L’attenzione che la banca rivolge verso i suoi clienti azionisti credo vada riconosciuta e meriti il nostro sostegno in un momento difficile";

Ore 11.29 – Guido Guizzi, socio, propongo che l’Ubi attraverso l’Abi informatizzi il libro soci, con due date luglio 2011 e maggio 2013. Vorrei sapere quanti sono i soci amici della banca per difendere chi sono gli speculatori e chi sostiene la banca";

Ore 11.23 – Prende la parola Carlo Vimercati, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, si augura che Ubi continui la sua azione di vicinanza sul territorio e a sostegno delle imprese;

Ore 11.20 – In platea Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia; Matteo Zanetti, figlio di Emilio e vicepresidente della Camera di Commercio; Rossano Breno che guida la Compagnia delle Opere e membro del Cda della Banca Popolare di Bergamo; Ettore Ongis, ex direttore de L’Eco di Bergamo;

Ore 11.15 – Il socio Attilio Granelli, segretario nazionale della Fabi, contesta l’acquisto da parte di Ubi Banca di azioni da destinare al manager del gruppo: "A me pare che questa vostra proposta di acquistare ulteriori azioni per i top manager sembra uno schiaffo morale a noi soci, alle nostre famiglie, ai pensionati. La Fabi è neutrale in vista dell’assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche prevista per il 2013";

Ore 11.08 – La parola al socio Piergiorgio Maciachini: "Mi chiedo se non sia il momento di guardare meno alla finanza e più all’economia reale";

Ore 11.00 – Paolo Citterio, socio e rappresentante Fabi: "Chi guida le banche Ubi? E’ fondamentale posizionare persone giuste nei posti giusti, ora siamo noi che chiediamo ai manager competenza e lungimiranza. Le risorse giuste all’interno del gruppo ci sono ed è su questi presupposti che si deve partire. Serve maggior rigore, non solo verso i dipendenti. A voi chiediamo di usare tutta questa intransigenza verso voi stessi. Altrimenti come si spiegano i richiami di Banca d’Italia. E’ importante concludere le procedure con il sindacato. Il piano 2012-2015 prevede l’uscita di duemila persone e l’assunzione di 1.900, come intende muoversi la banca di fronte alle nuove direttive imposte dal ministro Fornero?";

Ore 11.00 – Iscritti a parlare sono 32 soci;

Ore 10.53 – Arrigo Schilke, socio: "L’anno scorso denunciai la composizione di un gruppo che raccoglie nove banche fotocopie con nove presidenti, nove consigli di gestione…. le poltrone degli amministratori sono 241, mentre nei collegi sindacali ci sono 90 professionisti. Se la nostra società capitalizza 2 milairdi e 500milioni, come è possibile che a fronte dell’aumento di capitale di un miliardo dell’anno scorso che il titolo valga così poco di fronte alla buona gestione della banca. Ho spulciato i bilanci ed ho scoperto che ci sono un’infinità di cartolizzazioni che partendo dagli Stati Uniti ha infettato il mondo intero. Avevamo dentro titolo tossici. Al di là delle belle parole di Faissola, andiamo malissimo. Siamo in migliaia di soci, occorre che cambi la governace";

Ore 10.47 – Ezio Falco, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo: "Noi rappresentiamo un territorio, abbiamo investito 21 milioni di euro in Ubi, ci dispiace che il dividendo stia svanendo. Anche nel sistema bancario serve linfa nuova e occorre inserire un ricambio generazionale";

Ore 10.41 – La parola al socio Silvano Benassi: "Vedo un vistoso calo di fiducia, le difficoltà sono sorti più che per la recessione economica per errori nostri, per scelte nostre, tra tutti quelli del segreto bancario. Per il resto deve esserci una chiusura totale al fisco". "Se non vogliamo fare la fine del Concordia all’Isola del Giglio" e aggiunge: "Propongo di prendere contatto con il provveditorato degli studi e organizzare una visita degli studenti nella nostra banca";

Ore 10.33 – Il socio Daniele Bonetti contesta la partecipazione di Intesa San Paolo che è stata svalutata a fine anno e che è "costata a Ubi Banca una perdita di 108milioni di euro, il doppio dell’ammontare del monte dividento. Si chiede un cambiamento nella gestione in politiche così penalizzanti";

Ore 10.28 – Parla il socio Donato Corsini, socio. "E’ il dolore della casa, è la nostalgia dei nonni guardare al passato, ai bei tempi";

Ore 10.12 – Prende la parola il socio Feliero Muzzi, un socio, lamenta il dividendo e lo definisce come un’elemosina;

Ore 10.05 – Prende la parola Emilio Contrasto, socio, lamenta la gestione federale di Ubi Banca;

Ore 10.02 – In platea, in prima fila Giorgio Jannone, presidente di Azionisti Ubi Banca;

Ore 9.53 – Prende la parola il presidente Emilio Zanetti che legge la sua relazione; Ore 9.48 – Un momento di silenzio per ricordare i dipedenti scomparsi;

Ore 9.40 – Sono presenti 2.184 soci, di cui 1.323 per delega;

Ore 9.30 – Corradio Faissola, presidente del Consiglio di Sorveglianza di UBI Banca, dà l’avvio all’assemblea ordinaria dei soci di Ubi Banca che si svolge alla Fiera di Brescia;

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Commenti

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  1. Scritto da luciano

    bella anche la trovata di far depositare le schede nelle urne facendo intendere che tutto fosse finito, aprendo la mensa al parco buoi , e mentre tutti erano a sfamarsi mettere ai voti la proposta di acquisto
    di azioni proprie al servizio del piano di incentivazione. la sala era vuota, presa per i fondelli

  2. Scritto da stefano

    il bilancio è costruito sulle spalle dei dipendenti.
    il resto è fuffa.
    vedi banca24/7.
    questa è gente gran brava quando il mercato va bene e va da solo.
    quando c’è da dimostrare strategie risolutive hanno sempre combinato guai, dalla fusione con bpci in poi (per non parlare di quella con la lombarda). e guarda caso la crisi internazionale inizia in quegli anni. il rimedio peggio della malattia.
    ma fate silenzio!

  3. Scritto da nuova primavera

    Bisognava mandare a casa tutti in questa assemblea altro che la porssima!!

  4. Scritto da Ernesto

    Ha ragione Allevi, ormai la ubi e’ un partito politico e, come tale, va trattato.

    1. Scritto da Mariotto

      Personaggio catatonico.

  5. Scritto da Nonsenepuòpiù

    Ongis : “C’è bisogno di più sussidiarietà per dare più autonomia a chi sa far bene”. Ci dica cosa connota “chi sa far bene ” ! Abbiate pietà, per caso sarebbe la “sussidiarieta” ciellina ? Un chiarimento : saper far bene è sostenere ad es. il passato governo che ci ha portati sull’orlo del fallimento ? Saper far bene è quello dei berlusconi, dei bossi, delle minetti, del disfacimento morale e dell’impresentabilità internazionale ? Quello delle tante inchieste sull’amministrazione lombarda , dei problemi dell’ospedale di bergamo ecc. ecc. O forse ho capito male e ci si riferisce ad altro ?

    1. Scritto da basta con ongis......

      …….????????????????????????
      non si è capito xchè ongis sia venuto a parlare!

  6. Scritto da medaglietta ubi

    http://www.amicidiubibanca.it/ITA/homepage.aspx
    http://www.azionistiubi.it/

    Due cordate o due facce della stessa medaglia ?