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Zanetti: “Ubi è solida E io confido in un’assemblea serena”

Emilio Zanetti, presidente di Ubi Banca, alla vigilia dell'assemblea ordinaria dei soci che si svolgerà sabato 28 aprile a partire dalle 9.30 alla Fiera di Brescia, spiega l'andamento del titolo, la solidità patrimoniale dell'istituto di credito e i vincoli dettati dall'Eba.

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Rassicura che la banca è solida e anche se confida in un’assemblea serena, si dice pronto ad ascoltare critiche e suggerimenti per garantire alla banca un futuro positivo e redditizio. Emilio Zanetti, presidente di Ubi Banca, alla vigilia dell’assemblea ordinaria dei soci che si svolgerà sabato 28 aprile a partire dalle 9.30 alla Fiera di Brescia, spiega in un’intervista a Bergamonews l’andamento del titolo, la solidità patrimoniale dell’istituto di credito e i vincoli dettati dall’Eba.  
Sabato 28 aprile ci sarà l’assemblea dei soci di Ubi Banca. È trascorso un anno dall’aumento di capitale di un miliardo di euro che poi i mercati hanno divorato. Che assemblea sarà? Che cosa si aspetta?

Mi auspico che la prossima assemblea sia serena; saranno affrontati i temi di più stretta attualità e saranno fornite le risposte a tutte le domande poste dai soci. Siamo disponibili all’ascolto, ma anche a recepire critiche e suggerimenti per garantire alla banca un futuro solido e redditizio.

Il titolo negli ultimi mesi aveva recuperato, poi sono iniziate una serie di sedute negative. Quali sono secondo lei le cause? Ce le può elencare?

Le ragioni dell’andamento del titolo in borsa, come per quelli di tutti gli istituti di credito italiani, sono esogene, come dimostra l’elevata volatilità che si è registrata nelle ultime sedute. L’andamento dei mercati è stato influenzato in primis dalla crisi economica che ha colpito l’intera area euro e dalle notizie sulle decisioni prese in ambito europeo , a questo si è sommata la debolezza del nostro paese a causa del forte debito pubblico.

Che cosa dirà agli azionisti dopo dodici mesi così difficili per i mercati finanziari e per l’economia?

Mi limiterò ad evidenziare che, stante il perdurare della crisi, UBI Banca ha potuto confermare, grazie anche all’aumento di capitale concluso lo scorso luglio, una buona solidità patrimoniale, una struttura di bilancio equilibrata, una contenuta rischiosità, un’appropriata liquidità, senza pregiudicare la focalizzazione sul servizio alla propria clientela, piccole e medie imprese e famiglie, che restano il punto di forza del nostro Gruppo. Il risultato del 2011 dimostra questo, al netto delle svalutazioni effettuate sugli avviamenti, l’utile è cresciuto del 97%. In presenza di una solida struttura patrimoniale e quale segno di apprezzamento per il sostegno che i Soci e gli Azionisti continuano a dimostrare al nostro Gruppo il Consiglio di Gestione ha deciso di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,05 euro per azione. Fra i gruppi bancari maggiori, siamo gli unici, insieme ad Intesa SanPaolo, che propongono un dividendo. Infine, in questo contesto, escludo pertanto qualunque nuova operazione di aumento di capitale sul mercato.

Come risponde alle accuse – lanciate dall’Associazione Azionisti di Ubi Banca, guidata dall’onorevole Giorgio Jannone – che contestano ad Ubi Banca il “notevole numero di amministratori e di sindaci, una pletora di cariche: 241 amministratori e 90 sindaci, oltre a gravi diseconomicità e una catena decisionale troppo laboriosa”?

In occasione della fusione con Banca Lombarda e Piemontese abbiamo ritenuto di optare per un modello federale integrato. Tale modello resta attuale proprio perché l’autonomia giuridica delle singole banche consente snellezza operativa, più diretta vicinanza al cliente, forte inserimento nei territori in cui opera. Un modello diverso potrebbe consentire economie di costi, ma è difficilmente valutabile quale impatto potrebbe avere in termini di redditività rispetto a singole banche del territorio, come sono attualmente le nostre.

Dal febbraio scorso sono entrati nel consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bergamo due imprenditori: Rossano Breno, presidente della Cdo, braccio economico di Comunione e Liberazione, e l’imprenditore Paolo Agnelli. Che cosa rappresenta questo cambio? Vi sentite più vicini alle imprese del territorio?

Nel Consiglio della Popolare di Bergamo erano già presenti dei rappresentanti del mondo imprenditoriale varesino e bergamasco, con questa decisione abbiamo ritenuto di promuovere la partecipazione di altri imprenditori anche in funzione del ruolo associativo che ricoprono, ma guardando alle persone. La Banca ha nel suo DNA la vicinanza alle imprese del nostro territorio, ed è cresciuta negli anni con esse, queste due nomine testimoniano ancora una volta la nostra attenzione al mondo imprenditoriale in particolar modo a quelle delle piccole e medie imprese.

Molte imprese accusano le banche di non aprire al credito per far ripartire l’economia. Da imprenditore e da presidente di un colosso bancario, che cosa risponde?

Per quanto riguarda il nostro Gruppo nel 2011 c’è stata una flessione solo nel il segmento large corporate. Gli impieghi sono invece aumentati del 2,2% per quanto riguarda la nostra clientela tradizionale, fatta di PMI e famiglie. Nel frattempo si è creata una situazione assurda: i vincoli dettati dall’EBA ci limitano nel fare il nostro mestiere, quello di sostenere lo sviluppo dei crediti sani. Dato che un’espansione degli impieghi ha un impatto negativo sugli indici patrimoniali, si potrebbero verificare difficoltà nell’erogazione da qui al 30 giugno. Sicuramente le famiglie e le PMI saranno comunque le ultime che andremo a toccare.

Ad un giovane, a una famiglia, ad un’impresa che intende accantonare i propri risparmi consiglierebbe di acquistare azioni di Ubi Banca in questo momento così turbolento per i mercati?

Non sono uso a fare raccomandazioni sugli investimenti, l’andamento del titolo è dipeso soprattutto da fattori esogeni che non sono ancora svaniti. Di certo c’è che il titolo UBI Banca sta quotando a circa il 27% rispetto il patrimonio ovvero il 40% rispetto al patrimonio netto tangibile. 

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Commenti

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  1. Scritto da venezuelano

    La UBI banca non va molto bene, ma se entra nel consiglio di amministrazione il noto politico bergamasco, cominceranno a comprare buoni del tesoro venezuelani e allora saranno dolori………
    A buon intenditor poche parole.
    Robinson

  2. Scritto da santommaso

    Lo spirito cooperativo s’e’ l’e’ portato via la fusione con il Banco Di Brescia. La Banca del territorio e’ diventata il territorio di chi campa di Banca e di ambizione propria. La difesa della poltrona viene prima della difesa del tessuto imprenditoriale locale. Altre svalutazioni sono alle porte e non si dica che e’ colpa del mercato. Il mercato nel bene e nel male ha sempre ragione

  3. Scritto da fabbi

    basta formager…. a casa tutti…la banca in mano ai dipendenti, quelli che l’hanno fatta grande….

  4. Scritto da bravo emilio...

    …e domani vi spartirete ancora una volta le stock options….ma il rosso di bilancio è quasi di 2 miliardi di euro…….
    vergogna zanetti….vai a vendere il formaggio!!!

  5. Scritto da pedroni

    La Banca Popolare di Bergamo era un vero e proprio gioiello e lo avete svuotato e depredato

  6. Scritto da lisa64

    certo coi me solc!!!!!!!!!!!
    vergogna

  7. Scritto da andrea

    zanetti vergognati hai fregato gli azionisti con la caduta del titolo e ora soffochi tutti coi rientri stai zitto almeno andrea

  8. Scritto da gelo

    Il modello federale potrebbe anche andare bene se ci fossero dirigenti competenti.

  9. Scritto da Arianna

    La banca è sana ma gli azionisti hanno perso fior di quattrini, neturalmente i dirigenti non hanno nè ridotto i loro compensi, nè si preoccupano di tagliare gli organici, servono tutti… queste sono le risposte che sanno dare. Mi auguro che in assemblea le associazioni esigano risposte più precise e cambi di rotta…

  10. Scritto da Abracadabra

    Una bella regolata a stpendi e bonus . DI TUTTI !

  11. Scritto da Francesca

    Sapete se quelli di http://www.sociubi.it parteciperanno all’assemblea?
    Sono gli unici che si erano opposti alla fusione con Comindustria.

  12. Scritto da merlo

    E’ finita la festa. E’ finito il tempo delle pere cotte. E’ finita la pazienza.

  13. Scritto da achille

    Dove sono finiti i soldi dell’aumento di capitale? Siamo sicuri che li abbia mangiati il mercato e non la mastodontica struttura di consigli?

  14. Scritto da tolla

    Con che faccia domani lei ci dirà che tutto va bene??

  15. Scritto da c'era una volta

    La Banca era vicina al territorio…ora il territorio è stato tradito

  16. Scritto da soluzione delle soluzioni

    L’unica via di uscita per Ubi è un altro aumento di capitale…

  17. Scritto da tranquilli tranquilli

    Tranquilli tranquilli che loro intanto i mega emolumenti li pigliano sempre…

  18. Scritto da Ubi

    I risultati dell’attuale modello federale li dobbiamo scontare noi dipendenti quotidianamente: ingolfamento di ogni singola pratica, difficoltà di comunicazione tra le stesse banche rete e chi “mette la faccia” con i clienti siamo sempre noi.

  19. Scritto da M.M.

    E per fortuna che c’è l’EBA che vi limita nel fare il VOSTRO MESTIERE…altrimenti sarrebero guai senza limiti.

  20. Scritto da Pazzesco

    Se Emilio cerca salvezza in un soggetto come Rossano Breno (vedi fallimento di fatto della banca Pmi) siamo morti !

  21. Scritto da Pecio

    Sciur Zanetti ades la colpa l’è la me? Al parla tant e l ghe dà semper la colpa ai oter. Indì a cà tocc!

  22. Scritto da Matteo

    L’assemblea potrà anche essere serena ma gli unici azionisti sereni siedono negli svariati consigli e continuano a dirci che tutto va bene chissà perchè!

  23. Scritto da Sandrino

    BALLE!!! Quando la Borsa di Milano perde, le azioni UBI perdono sempre il doppio!! Basta guardare! E intanto continuano a dirci che la banca è STRA-SOLIDA. A casa tutti Zanetti, Massiah e compagnia!

  24. Scritto da mastro geppetto

    Forse non avete capito che chi sbaglia deve pagare di tasca propria e il mercato ha sempre ragione.

  25. Scritto da giorgio

    241 amministratori e 90 sindaci sono il minimo per una struttura snella ed efficiente.
    Per contenere i costi alcuni amministratori e sindaci sono stati costretti ad accettare più incarichi.
    I compensi ad Amministratori e sindaci non possono essere ribassati o legati ai risultati per un problema di immagine.

    1. Scritto da No Hope

      Cose ‘e pazz. E’ per questo che non c’è speranza.

    2. Scritto da MAURIZIO

      Più che giusto. Da noi vige la via italiana al capitalismo : il capitalismo d’immagine. Come per la Moda. Una scarpetta di pelle, vale come come una mandria di mucche perchè l’ha disegnata un discendente di Leonardo da Vinci. Quindi : se l’azienda si sviluppa è merito del management. Se l’azienda perde valore è colpa delle cause esogene. In entrambi i casi, i grandi managers guadagnano come prima e più di prima. Inoltre, non hanno mai fatto compravendita di azioni Ubi. Ne siamo sicuri: i loro patrimoni azionari milionari si sono svalutati del 90%. Grazie delle rassicurazioni. Ci fidiamo al 100%.

  26. Scritto da berghem

    Questa sarà anche tranquilla, ma nel 2013 tutti a casa!!!!!!!!

  27. Scritto da MAURIZIO

    E’ verissimo, il piccolo azionista deve essere sereno perchè : 1. in meno cinque anni il valore dell’azione è passato da 23 a 2 euro, distruggendo il patrimonio di alcune generazioni di risparmiatori. Ma il crollo è legato a fattori esogeni, non endogeni. E’ colpa degli altri. 2. il management guadagna come prima e più di prima (in Ubi valgono le regole del capitalismo italiano, non quelle del capitalismo americano, giapponese o di molti paersi europei : se crollano quotazioni e rendimenti, pagano gli azionisti, non i dirigenti.) 3. il dividendo è passato da 0,90 euro a zero 4. non c’è trasparenza sulle eventuali compravendite di azioni del management. Dunque, la banca è sana.

    1. Scritto da Doctor

      Certo. Ma il paziente è morto

      1. Scritto da BERGAMASC

        visto la perdita di valore dei titoli azionari, invece di UBI Banca, si propone il nuovo nome: RUBI Banca…