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Trasloco dell’ospedale L’ennesimo rinvio

La Dec, azienda a capo del gruppo di imprese impegnate nella realizzazione del nuovo Giovanni XXIII, chiede una serie di proroghe alle scadenze fissate per la consegna dell’ospedale. In particolare si andrebbe addirittura a dicembre per il collaudo vero e proprio.

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Le parole rassicuranti della dirigenza dei Riuniti ormai non bastano più. Di fronte alle prescrizioni della commissione per il collaudo della struttura c’è ben poco da dire. La Dec, azienda a capo del gruppo di imprese impegnate nella realizzazione del nuovo Giovanni XXIII, chiede una serie di proroghe alle scadenze fissate per la consegna dell’ospedale. In particolare si andrebbe addirittura a dicembre per il collaudo vero e proprio “a causa delle difficoltà incontrate nell’approvigionamento di materiali e per le difficoltà organizzative”. L’inaugurazione di conseguenza sarebbe da rimandare al 2013. Le prescrizioni della commissione sono una lista da far venire i brividi: si parte dalle ormai celebri infiltrazioni d’acqua finite nel fascicolo del pm Giancarlo Mancusi per l’assegnazione dei lavori della trincea, per passare poi alle vetrate da sostituire, i limiti di rumorosità non rispettati, i camini dei gruppi elettrogeni che scaricano fumo sulle rampe di scale e via dicendo. Insomma, il lavoro non manca e con tutta probabilità andrà avanti almeno fino alla fine del 2012. Con buona pace del trasloco in programma nell’autunno di quest’anno.

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Commenti

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  1. Scritto da angilberto

    Siamo diventati una nazione di buffoni e ladri (ma forse lo siamo sempre stati). In Giappone avrebbero costruito l’ospedale anche sott’acqua in metà tempo, altro che dire che la zona non è adatta.. Siamo noi dei disadattati, oggi la tecnica edilistica risolve tutti questi problemi ed altri… e pensare che solo 20/30 anni orsono eravamo i primi al mondo a costruire dighe, strade, viadotti, ospedali, gallerie…..SICH.

  2. Scritto da expaul

    mi piacerebbe sapere che cosa pensa il ” comitato dei garanti” che era stato attivato ai tempi dell’iniziale progetto : scienziati, cardinali,illustrissimi vari!!!

  3. Scritto da oscar

    vorrei tanto sapere chi è, o sono, quei dotti e saccenti che hanno individuato quell’area per costruire, quando anche i sassi sanno che è pieno d’acqua. Chi sono questi professoroni, queste menti illuminate…che non pagheranno mai la loro manifesta incapacità, sempre che non ci siano interessi strani

  4. Scritto da Profondo Sud

    Eccellenza Lombarda.

  5. Scritto da Pierpaolo

    Quando decideranno di fare EDILIZIA forse avremmo dei cambiamenti.

  6. Scritto da Berryman

    Secondo voi, arriverà il giorno in cui tutti coloro che hanno concorso a mettere in piedi questo disastro, finalmente pagheranno la loro insipienza, la speculazione fatta su un’area che da sempre ha rappresentato una spugna impregnata d’acqua? Bastava chiedere ai contadini del posto, per farsi un’idea del disastro a cui si sarebbe andati incontro. Purtroppo, qui in Italia alla fine non paga mai nessuno, e lo scaricabarile è iniziato da tempo!

  7. Scritto da lamagraz

    Per me si è sbagliato progetto, li ci vedevo bene delle piscine, tanto l’acuqa non mancava di certo !

  8. Scritto da Arturo

    Secondo voi, arriverà il giorno di grazia in cui capiranno che un edificio di vetro, oltre ad essere molto fragile, crea solo dei problemi? Per giunta si tratta di un ospedale!