BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Brembo apre a Nanchino per frenare il drago cinese

Un investimento di 70 milioni di euro, darà lavoro a 850 persone e grazie a 41 linee produttive produrrà un output di circa 6 milioni di dischi l'anno.

Più informazioni su

Il Gruppo Brembo inaugura il nuovo polo produttivo a Nanchino in Cina, alla presenza del Presidente Alberto Bombassei e dei principali rappresentanti delle autorit… italiane e cinesi.

Dopo oltre 10 anni di presenza nel mercato cinese, Brembo ha concentrato le attività produttive del Gruppo in un’unica area di 95.000 metri quadrati alle porte della città di Nanchino. All’interno del nuovo sito, sono state integrate tutte le fasi produttive della catena del valore, dall’arrivo delle materie prime alla spedizione dei prodotti finiti, per un investimento totale previsto di 70 milioni di euro. Gli stabilimenti danno lavoro a 850 persone (a regime saranno circa 1000) e, grazie a 41 linee produttive (fra dischi e sistemi) e alla fonderia, sarà in grado di produrre un output di circa 6 milioni di dischi all’anno.

All’inaugurazione, avvenuta martedì 25 aprile, ha partecipato il presidente dell’azienda, Alberto Bombassei, oltre all’Ambasciatore italiano in Cina, Attilio Massimo Iannucci, al Console Generale di Shanghai, Vincenzo De Luca, e al segretario locale del partito, Zhou Qian.

"Questa è per noi una seconda nascita in Cina – afferma il presidente Bombassei – per dare una risposta adeguata a questo mercato che sta crescendo in maniera molto forte. Quando dieci anni fa siamo arrivati, la produzione locale era di circa un milione di autovetture, ora sono diciotto milioni. Da parte nostra era un pò una necessità e un pò un obbligo di avere una presenza, una produzione importante".

"Non è una delocalizzazione – aggiunge Bombassei – come non lo è mai stato nella nostra tradizione. Da 20 anni facciamo investimenti nuovi all’estero come internazionalizzazione, finalizzati a dare risposte ad un mercato o esistente o nascente. In questo caso siamo già presenti in Cina da 10 anni ma avevamo cominciato un pò in sordina".

Brembo è sbarcata con una joint venture a Nanchino nel 2001 sulla scia di Naveco, la JV della Iveco per la produzione di veicoli industriali.

"Siamo pronti – conclude il patron della Brembo – ad essere partner delle case automobilistiche cinesi, perchè stanno investendo su nuove vetture e hanno bisogno di prodotti tecnologici. Per noi essere qui è un obbligo, una necessità".

"L’Italia oggi – dichiara l’ambasciatore italiano in Cina Attilio Massimo Iannucci presente all’inaugurazione – festeggia il consolidamento della sua presenza industriale in Cina grazie alle scelte oculate di una delle aziende per le quali ci si può giustamente vantare di essere italiani". 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Monica

    Se non è una delocalizzazione che cos’è? Internazionalizzazione adesso la chiamano? In ogni caso il lavoro se lo fanno i cinesi e crescono, crescono, crescono, comprano e poi compreranno anche voi..Attenzione a delocalizzare, anche se capisco che i costi per produrre qui in Italia sono veramente proibitivi!!!

  2. Scritto da tamtam

    pensare a produrre in italia no?

    1. Scritto da poli

      forse in Cina ci sono minori costi di produzione no ?
      forse in Polonia ci sono minori costi di produzione no ?
      forse in Italia ci sono tasse su tasse da pagare no ?
      Se io fossi un imprenditore non ci penserei due volte a esportare la produzione. La colpa non è degli imprenditori, ma dello stato che incentiva questo fenomeno !

  3. Scritto da giustino

    IN PRINCIPIO FU IL KILOMETRO ROSSO, ADESSO DIVENTERA’ KILOMETLO LOSSO

  4. Scritto da Pietro

    è questo il vero danno all’economia Italiana…spostare le produzioni all’estero, e poi ci si chiede perchè il PIL cinese cresce e il nostro cala, e tutto questo sotto il naso dei nostri ottusi politici…

    1. Scritto da Luca

      il danno dell’italia è la politica gestita da incapaci !