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Boehringer Ingelheim Fatturato sale del 6,2%

Il gruppo tedesco Boehringer Ingelheim, che ha in bergamasca lo stabilimento Bidachem di Fornovo San Giovanni, chiude il 2011 con un fatturato di 13,2 miliardi di euro.

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Boehringer Ingelheim ha solide basi per il futuro. Nell’esercizio 2011 il fatturato – al netto degli effetti di cambio – segna un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro.

L’utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%. In bergamasca il gruppo tedesco vanta il sito produttivo Bidachem a Fornovo San Giovanni, che da 30 anni produce principi attivi. Proprio tre anni fa è stato inaugurato, grazie a un investimento di oltre 60 milioni di euro da parte del Gruppo tedesco, il nuovo impianto di produzione Sintesi II, considerato tra i più moderni ed efficienti nel panorama europeo.

Come già annunciato negli anni precedenti, in questo modo l’azienda ha realizzato con successo i propri piani, fra cui una crescita intorno al 5%.

"I risultati del 2011 sono una conferma della nostra strategia di crescita organica" ha dichiarato Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Ricerca e Sviluppo e Medicina, in occasione della conferenza stampa annuale, tenutasi oggi a Ingelheim nella sede dell’azienda. Secondo Barner, grazie al proprio spirito altamente competitivo, l’azienda di famiglia Boehringer Ingelheim garantirà efficacemente e a lungo termine la propria indipendenza.

"Grazie ai continui investimenti nella nostra attività di R&D ci troviamo all’inizio di una nuova fase di sviluppo" sostiene Barner. La maggior parte del fatturato di Boehringer Ingelheim, il 77% del fatturato netto, è da ricondurre ai farmaci da prescrizione.

"Sia PRADAXA®, di recente introduzione, sia farmaci affermati come SPIRIVA®, MICARDIS® e COMBIVENT® hanno registrato una crescita molto soddisfacente" ha affermato Hubertus von Baumbach, Membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile di Amministrazione e Finanza e della Divisione Veterinaria.

Soprattutto l’introduzione sul mercato dell’anticoagulante orale PRADAXA®, che nel 2011 ha prodotto un fatturato di 629 milioni di euro, ha contribuito in misura decisiva alla crescita di Boehringer Ingelheim nell’anno trascorso.

"L’introduzione sul mercato di PRADAXA® è uno dei lanci più riusciti nel settore farmaceutico degli ultimi anni." La Divisione dei Farmaci da Prescrizione nel 2011 ha registrato un incremento dell’8,2%, superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%. L’organico è stato positivamente influenzato da questo andamento: il numero di dipendenti nel 2011 è cresciuto, infatti, in tutto il mondo di 1.800 unità rispetto al 2010, raggiungendo un totale di 44.000 (pari ad un incremento del 4%).

Forte ricerca e sviluppo per essere preparati al futuro Con nuovi risultati, ottenuti grazie alla propria attività interna di ricerca, l’azienda pone le basi per un positivo andamento anche nel futuro: "Vogliamo offrire nuovi farmaci, soprattutto per il diabete, per l’oncologia, per l’epatite C, la fibrosi polmonare idiopatica e le patologie respiratorie" spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Sono in corso i test per l’impiego di tiotropio contro l’asma, lo studio di nuovi approcci terapeutici per l’epatite C cronica e lo sviluppo di nintedanib per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica. "Questi nuovi prodotti si tradurranno in progressi terapeutici concreti per i pazienti" sostiene Barner. Per poter proseguire nello sviluppo di prodotti innovativi come PRADAXA® e TRAJENTA® l’azienda si è posta l’obiettivo di continuare a reinvestire una quota significativa del fatturato netto nella propria attività di ricerca e sviluppo.

Nel 2011 gli investimenti in R&D di Boehringer Ingelheim ammontano a 2,5 miliardi di euro (+3% rispetto all’anno precedente), pari al 23,5% del fatturato totalizzato con i farmaci da prescrizione. Con questo rapporto Boehringer Ingelheim si posiziona, quindi, al di sopra della media del settore. Notevole miglioramento del risultato dell’azienda Alla crescita di Boehringer Ingelheim nel 2011 hanno contribuito tutte le divisioni: i farmaci da prescrizione, i prodotti di automedicazione, i farmaci veterinari e la divisione Clienti industriali, in modo particolare con il comparto dei biofarmaci. Il fatturato netto è salito complessivamente da 12,6 a 13,2 miliardi di euro.

La redditività netta delle vendite sale dal 15,1 al 17,3%; con una quota di capitale proprio del 40% Boehringer Ingelheim ha una posizione molto solida.

"Una sana situazione finanziaria è il presupposto per conservare l’indipendenza come azienda di famiglia, che costituisce il nostro obiettivo prioritario" ha dichiarato von Baumbach. La solidità della situazione finanziaria è emersa anche nell’anno precedente, con un incremento dei flussi di cassa da attività operative di 514 milioni, per un totale di 2,6 miliardi di euro. Anche i farmaci senza obbligo di prescrizione hanno registrato nel 2011 un andamento positivo. Il fatturato – al netto degli effetti di cambio – segna un incremento del 7,1%. Alla crescita hanno contribuito soprattutto i marchi “chiave” BUSCOPAN®, DULCOLAX®, MUCOSOLVAN®, PHARMATON® e BISOLVON®, che nei rispettivi mercati si collocano tutti nelle prime tre posizioni. Come nell’anno precedente, Boehringer Ingelheim si posiziona al sesto posto nel gruppo delle dieci maggiori aziende nel mondo per l’automedicazione.

Fatturato per continente

In America il mercato più importante

L’andamento positivo del fatturato è da attribuire in misura determinante alle aree America e Asia/Australia/Africa (AAA). Con un fatturato pari a 6,1 miliardi di euro, la regione America registra un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente. Questa regione, con una quota del 46% del fatturato complessivo del gruppo, si conferma il mercato più importante per Boehringer Ingelheim. Con un fatturato di 4,0 miliardi di euro l’Europa segna una lieve contrazione del -1,3%, da ricondurre all’inasprimento delle regolamentazioni. A registrare la crescita maggiore è la regione Asia/Australia/Africa (AAA), che sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Con un fatturato netto di 3 miliardi di euro (+ 9,9% rispetto al 2010), questa regione, contribuisce per il 23% al fatturato complessivo del gruppo. Si procederà all’espansione delle attività soprattutto nei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ma anche in altri mercati nel Vicino Oriente, in Asia, Africa o America Latina in cui l’azienda vede un significativo potenziale di crescita. Nella sola Cina Boehringer Ingelheim conta già circa 2.700 dipendenti. Anche la divisione veterinaria cresce di più della media del mercato La divisione veterinaria cresce anche nel 2011, con un fatturato che passa dai 921 milioni di euro dell’anno precedente ai 976 milioni, pari ad un incremento di circa l’8% (al netto degli effetti di cambio), grazie al quale Boehringer Ingelheim si colloca fra i produttori di farmaci veterinari con il miglior andamento al mondo e segna ancora un tasso di crescita superiore alla media del mercato. Crescita che è stata trainata soprattutto dai vaccini per suini, primo fra tutti INGELVAC CIRCOFLEX®, che con 257 milioni di euro è il prodotto veterinario più importante per l’azienda in termini di fatturato. La Divisione veterinaria contribuisce per il 7% al fatturato complessivo del gruppo.

Con il nuovo Boehringer Ingelheim Veterinary Research Center (BIVRC) di Hannover l’azienda ha creato ora anche in Europa un centro di ricerca sui vaccini veterinari.

 

Divisione Clienti industriali: crescita trainata dai biofarmaci

La Divisione Clienti industriali, che comprende attività nel comparto biofarmaceutico e la produzione di farmaci e di componenti chimici per conto terzi, registra una crescita del 9,2% al netto degli effetti di cambio. Il fatturato netto di 697 milioni di euro (638 milioni di euro nel 2010) corrisponde a circa il 5% del fatturato netto complessivo del gruppo. Questa crescita è da ricondurre principalmente all’andamento positivo dei biofarmaci che, con una quota del 74%, giocano un ruolo decisivo in questa Divisione.

Previsioni per il 2012

Come negli anni precedenti, anche in futuro il cardine della strategia di Boehringer Ingelheim saranno la ricerca e lo sviluppo di farmaci innovativi. "Abbiamo in programma l’introduzione di farmaci per aree terapeutiche nelle quali il fabbisogno è ancora elevato; per questo, anche negli anni a venire, intendiamo investire molto nell’attività interna di ricerca e sviluppo” ha sottolineato Barner. È necessario consolidare il posizionamento sul mercato dei nuovi farmaci PRADAXA® e TRAJENTA®. Anche il comparto dei biofarmaci e la divisione veterinaria devono continuare a crescere.

Per il 2012 Boehringer Ingelheim prevede un ulteriore incremento e si attende una crescita del fatturato, piuttosto consistente, ad una cifra. Ciò avrà ricadute positive anche sulla redditività.

Boehringer Ingelheim Italia

Con un fatturato netto 2011 pari a 463 milioni di euro, in calo del 12% rispetto all’anno precedente – flessione in linea con le previsioni fatte a seguito della perdita del brevetto di Mirapexin – Boehringer Ingelheim Italia si colloca a livello nazionale tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico del nostro Paese nella politica industriale del Gruppo sia per la ricerca di base e clinica, sia per la produzione dei principi attivi. E proprio in merito alla ricerca, BI Research Italia, società autonoma del Gruppo dedicata alla ricerca di base, nata nel luglio 2010, ha identificato oltre 8.000 entità chimiche nel 2011, due delle quali già candidate alla fase di sviluppo pre-clinico, “a testimonianza del contributo fondamentale del nostro Paese – commenta Enrique Manzoni, Presidente di Boehringer Ingelheim Italia – che da sempre ha partecipato in modo significativo alla R&D di nuovi farmaci a livello internazionale, e quindi all’innovazione”. “Innovazione che continua ad essere per noi l’elemento cruciale su cui puntare per vincere le sfide poste dai nuovi scenari internazionali e per rendere competitivo il comparto in Italia – continua Manzoni – Se da una parte abbiamo prodotti “maturi” che continuano ad essere apprezzati dalla classe medica, siamo fortemente impegnati nello sviluppo di prodotti nuovi e innovativi in aree terapeutiche molto importanti quali quelle delle patologie cardiocerebrovascolari, oncologiche, metaboliche e infettivologiche.”

Nel 2011 Boehringer Italia ha lanciato RESPIMAT®, un nuovo sistema di erogazione di tiotropio, ad oggi il farmaco per il trattamento della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva più prescritto al mondo, che si avvale di un inalatore di nuova generazione, senza propellente, che coniuga una tecnologia innovativa alla comprovata efficacia del principio attivo, rappresentando un importante passo avanti nella somministrazione per via inalatoria della terapia per la BPCO, ritenuta da molti pazienti di difficile gestione. L’Italia sta, inoltre, per lanciare dabigatran, un innovativo anticoagulante, già approvato in USA, Canada, EU, Giappone ed altri Paesi, per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, per il quale il nostro Paese sta attendendo l’autorizzazione all’immissione in commercio.

“A fronte di investimenti consistenti che sono stati fatti dal Gruppo nel nostro Paese, auspichiamo che l’Italia riconosca concretamente lo sforzo delle aziende che perseguono una reale innovazione – aggiunge Manzoni – E il primo riconoscimento sarebbe un taglio ai tempi di introduzione sul mercato dei farmaci che rappresentano un reale miglioramento nel trattamento delle patologie per il paziente e per il medico. E’, ad esempio, il caso di dabigatran, che ha dimostrato di modificare radicalmente l’approccio alla prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale, oltre a migliorare la qualità di vita dei pazienti”.

“La nostra azienda per tradizione ha puntato sempre sulla ricerca e sullo sviluppo di soluzioni terapeutiche all’avanguardia – conclude Manzoni -. Ma per continuare in una politica di investimenti, e poter guardare con ottimismo al futuro, garantendo la presenza delle aziende e dei livelli occupazionali, è necessario poter contare su regole certe, che permettano programmi a lunga scadenza”.

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Commenti

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  1. Scritto da DD

    ben vengano imprese serie come questa.