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Un 25 aprile speciale senza nemici, senza amici in cerca di antichi valori fotogallery

Per la prima volta non si è trattato né di una celebrazione “antagonista”, nel senso che non c’era una voglia di rivalsa nei confronti di una forza di governo ostile, né di una festa del trionfo, nel senso che non si doveva mostrare al mondo quanto bene faccia una forza vicina al governo.

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Un 25 Aprile particolare questo del 2012.

Dopo tanti anni di celebrazioni, mai uguali a dire il vero, ma con uno o due comuni denominatori, stavolta l’atmosfera è parsa diversa, in qualche modo nuova, in qualche modo retrò.

Già, per la prima volta non si è trattato né di una celebrazione “antagonista”, nel senso che non c’era una voglia di rivalsa nei confronti di una forza di governo ostile, avversaria, nemica, né di una festa del trionfo, nel senso che non si doveva mostrare al mondo quanto bene faccia una forza amica, vicina al governo.

Non c’è Berlusconi, non c’è Prodi, non c’è la Lega, non c’è il Pd…. E questo stoppa sul nascere il teatro della contesa politica.

Eppure la gente c’è, eccome se c’è.

E’, a Bergamo, una mattinata solare (già per questo rara per i “consueti” 25 Aprile). Il corteo che parte dalla stazione è ricco e lungo, senza astio, potremmo dire sereno se non sapessimo che stiamo vivendo un momentaccio.

Le tensioni, almeno qui in città, però si stemperano in strette di mano, bandiere al vento, musiche amate…

E la deposizione della corona d’alloro alla torre dei Caduti, col sindaco Franco Tentorio (e senza, come sempre, il presidente della Provincia Ettore Pirovano) è accompagnata da un applauso spontaneo, raramente sentito in queste occasioni.

Il rituale è quello noto: il corteo, gli striscioni dell’Anpi, i sindaci, il “Silenzio” per la corona ai caduti, i discorsi sul palco a fianco della fiera dei librai, quello di Carlo Salvioni, presidente del comitato antifascista e della neo mamma Silvia Gadda e dello studente Pelliccioli, ma il clima no, quello è irrituale, privo com’è di astio o di esaltazione.

Qualcuno ha sorriso e ha detto: è un atmosfera da tecnici. Ma é una battuta: la sensazione è quella di una nuova voglia che va al di là della politica e che non è antipolitica.

E’ la voglia di cercare nuovi valori. Nuovi? Forse vecchi, forse antichi, forse al di là perfino delle diatribe sulla necessità o meno di una pacificazione.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Anonimo

    Articoli e foto di parte come sempre, un giornale deve fare informazione, non propaganda!!!

  2. Scritto da vincenzo

    bravi…., bel servizio fotografico…., e gli altri centinaia e centinaia di partecipanti antagonisti?? e il grosso corteo che a reso omaggio alla lapide del partigiano FERRUCCIO DEL’ORTO,? ah, quelli no?

    proprio belli allienati eh, al nuovo regime dei tecnici affamatori del popolo.

  3. Scritto da Sergio

    Gli antichi valori di libertà e democrazia, se ci aggiungiamo anche la mitica uguaglianza, hanno radici settecentesche…Antichi, si, ma erano necessari più che mai quando al governo dell’Italia vi era un certo clima “fascista” e “leghista” ed ora, con il gran tassatore di popolo che è il nuovo governo di necessità causato dai disastri del precedente, c’è necessità di aggiungere anche il valore di giustizia sociale…Antichi e nuovi valori da rispolverare e far applicare più che mai, soprattutto nell’attuale e sconquassata padania leghista..