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Salvezza ipotecata Ma all’Atalanta resta la fame di vittorie fotogallery video

Colantuono sogghignante e rilassato ritiene ancora indispensabili almeno due punti. La Fiorentina di domenica prossima merita di essere battuta.

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di Luciano Passirani

L’Atalanta ha di nuovo fame di vittorie, il Chievo un poco meno pensando troppo al pareggio quale miglior risultato, a cominciare da uno stucchevole portiere Sorrentino, così vince meritatamente la Dea.

Le dichiarazioni del dopo partita dell’allenatore del Chievo, Di Carlo, vanno in una direzione opposta: “L’Atalanta poteva vincere solo con un euro-gol e così è stato, a questo si deve aggiungere un nostro secondo tempo sottotono".

Soliti distingui e tatticismi del dopo, ancor più che in campo, ma la battaglia tra pelati finisce veramente per vincerla il nostro, inteso come mister Colantuono che sempre nelle dichiarazioni del dopo riceve la giusta consacrazione dal direttore Marino che afferma quanto Colantuono sia stato il vero trascinatore della squadra, Denis colui che ha dato la spinta iniziale per colmare la penalizzazione.

L’analisi della partita dice che il Chievo ha finito per reggere solo un tempo, poi è stata l’Atalanta a tener molto bassi Pellisier e compagni, così da impedirne le consuete e micidiali ripartenze. Vince la squadra che crede nella vittoria, consapevole che le prossime gare sarebbero meno abbordabili, vince anche per una condizione fisica invidiabile. Salvezza ipotecata aspettando però i risultati del pomeriggio, Colantuono sogghignante e rilassato ritiene ancora indispensabili almeno 2 punti. Moralez una spanna su tutti, deva fare due reti per vedersene assegnare una, la più bella per esecuzione, così come per costruzione del gioco, con Cigarini che imbecca Schelotto con un’apertura alla Luisito, inteso per il Suarez che ho visto giocare da ragazzo e con lo stesso tornante argentino che si divora tutta la fascia per consegnare il sugello del gol a Maxi.

Dopo gli screzi di Catania con mister Colantuono Schelotto rimarca di stare bene a Bergamo, di avere ancora tre anni di contratto, che di mercato si occupa il suo procuratore, però che all’Inter c’è il suo connazionale Zanetti, ma non solo e che è onorato se le voci di un suo passaggio all’Inter fossero vere. Che sia ora tempo di mercato non è nemmeno tanto una novità, che le classifiche finali di questa stagione le deciderà Palazzi ancor di meno, cosa volete di più : certo che ieri sera abbiamo avuto la riprova che questa squadra ha nel dna il 4-4-1-1, con il quale Moralez torna decisivo, anche con la prima rete sotto la curva e tutti gli altri possono esprimersi al meglio, iniziando da un riscoperto Raimondi, riproposto a sorpresa e impeccabile a fare il quarto di destra di difesa.

Non vorrei vi sentiste orfani delle mie polemichette di una primavera che tarda, allora vi dico che Cigarini e Stendardo potevano fare a meno di farsi ammonire, perché la Fiorentina di domenica prossima a Bergamo merita di essere battuta per non fare alcun piacere ai Della Valle ed entrambi sarebbero stati utili, invece finiranno per non essere della partita.

Fuori dal coro

A metà contesa appare in curva uno striscione “Criminalizzate chi vive di passione, solidali con chi ha difeso la storia del Grifone” che ricordando la rivalità con gli stessi , il vecchio gemellaggio con la Doria compreso, mi ha un poco sorpreso, con particolare riferimento ai fatti accaduti domenica a Marassi, che ai miei occhi sono stati solo una brutta e imbarazzante storia di una giornata di calcio, partita con i dolci ricordi di PierMario Morosini e finita con la resa e la vendita di dignità da parte della gloriosa società genoana e della maggior parte dei suoi giocatori, cominciando dal suo ineffabile presidente.

Questo senza nulla togliere alla storia del Genoa, oggi non dimentichiamolo rappresentato da un presidente, beccato con una valigetta piena di soldi mentre andava a comprare una partita e da giocatori la cui imbarazzante dignità ha finito per cedere al ricatto, diciamolo chiaro, di levarsi la maglia.

Da non credere, per questo mi auguro che per questa squadra sia proprio serie B.

Per il resto mi faccio una domanda che più d’uno mi ha rivolto, ma alla quale non so rispondere: ma a Genova quale ordine pubblico vige in tema di sicurezza negli stadi, forse quello di passare tranquillamente da un settore all’altro dello stadio, senza nemmeno chiedere permesso? Oltre non vado.

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Commenti

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  1. Scritto da David

    Certo che leggere certe cose mi vengono i brividi. Lei si augura la retrocessione del Genoa e fa le morali a preziosi, quando tifa per una squadra che non doveva nemmeno essere in serie A per le note vicende di scommessopoli. Si ricordi che l’Atalanta è stata graziata, al contrario del Genoa che ha pagato ben oltre le sue colpe facendo un doppio salto A-C, mentre l’anno dopo squadre come Milan Lazio e fiorentina, con la stessa responsabilità del Genoa(diretta) mantennero la addirittura la categoria.

    Le ricordo anche che l’atalanta ha ancora 2 partita sotto indagine con l’aggravante di avere anche dirigenti di mezzo. In questo caso sarebbe serie B diretta, mio caro moralizzatore.

  2. Scritto da enzo

    In ogni caso anche in caso di retroccessione d’ufficio per le note vicende ( sempre se confermate) l’Atalanta ha fatto un grande campionato. I risultati in campo di questa formazione quest’anno non si discutono. enzo

  3. Scritto da Marco

    Intanto altre illazioni (di oggi) sul destino dell’Atalanta:
    http://www.calcioline.com/2012/04/26/calcio-scommesse-atalanta-siena-e-lecce-verso-la-retrocessione-143102/

  4. Scritto da El Shaarawy

    Da quello che dicono i ben informati ci saranno 5 retrocessioni e 5 promozioni.. occhio Atalanta

    1. Scritto da andry87thedj

      se cosi fosse lecce novara cesena genoa e siena

    2. Scritto da John Locke

      Guarda Crudeli piangere Stephen, non ti curar di noi….

  5. Scritto da controcampo

    perfettamente d’accordo sul commento in merito ai fatti di Genova.
    A Bergamo non puoi nemmeno transitare dalla tribuna centrale a fine partita per scendere più facilmente verso il parcheggio del Lazzaretto.
    A Genova passano dalla curva ai distinti senza trovare nessuna opposizione.