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Pfm & Jan Anderson che nostalgia!

La Premiata Forneria Marconi live in Roma accompagnata dal leader dei Jethro Tull: per gli over 50 un tuffo in un passato indimenticabile. E questa settimana la play list sa di bei tempi andati e parla italiano.

Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi e andare al cinema

** se non ho proprio altro da ascoltare…

*** niente male!

**** da tempo non sentivo niente del genere

***** aiuto! Non mi esce più dalla testa

ARTISTA: Premiata Forneria Marconi (feauturing Jan Anderson)

TITOLO: Live in Roma

GIUDIZIO: ***

Una premessa è d’obbligo: il primo disco l’ho comprato nel 1972 ed era Thick as a Brick dei Jethro Tull; me lo aveva consigliato il mio amico Mike, troppo “avanti” per ognuno di quelli che gli stavano vicino.

Il secondo, frutto di una scelta personale, dopo lunghi pensieri e grandi titubanze (3.500 lire erano molte per uno studente di terza media che tirava avanti con la “paga” settimanale che il padre gli passava), fu invece Storia di un Minuto della Premiata Forneria Marconi. Lo comprai dopo aver letto la mia prima copia di Ciao 2001 che gli dedicava una recensione, chiesta con grande timidezza al mio edicolante al quale sino ad allora mi ero rivolto per L’Uomo Ragno, Devil, Alan Ford e i Fantastici Quattro.

Sarebbe stata quelle la mia prima e ultima copia per alcuni anni, posto che mi padre scoprì che all’interno del giornale vi era una rubrica titolata Psicologia e psicanalisi dove si parlava senza tanta retorica di sesso.

Entrambi i vinili li comprai nello stesso negozio che ancora oggi resta l’unico sopravvissuto a Bergamo e dal quale ancor oggi spesso e volentieri mi rifornisco, Dentico (al diavolo la pubblicità gratuita, bisognerebbe fargli un monumento).

Fatte queste premesse potrete capire quali sia stato il mio stato d’animo aprendo oggi la pagina di I. Tunes e vedendo l’annuncio della pubblicazione di un disco della “Premiata” insieme a Jan Anderson, leader ancor oggi dei Jethro Tull, nel quale si trovano le interpretazioni live di alcuni dei più bei brani dei due gruppi.

Ho sempre avuto un debole per la “Premiata”: in quegli anni in Italia aveva grande successo il progressive, un genere nato in Inghilterra caratterizzato da una certa influenza della musica classica e che ha avuto negli Emerson Lake and Palmer, negli YES, nei King Crimson, nei Jethro Tull appunto, alcuni dei più conosciuti rappresentanti. Era un genere nel quale l’immediatezza del rock n’ roll, lasciava spazio alla tecnica, ad una maggiore complessità delle partiture. A volte la lunghezza dei brani aumentava a dismisura per consentire agli strumentisti di esibire le loro capacità, l’orrendo moog era spesso il protagonista del palcoscenico, il soul, il blues erano banditi.

Non ero a mio agio: salvo Tarkus degli ELP, qualche cosa dei King Crimson e dei Jethro Tull le mie attenzioni erano rivolte altrove.

Ma la PFM era un’altra cosa. In Italia erano due i gruppi che si contendevano la piazza: la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso. Io parteggiavo per i primi anche se il mio amico Mike, senz’altro più competente ed esperto di me, continuava a dirmi che i secondi erano molto meglio.

Mah! Non so, nonostante siano passati molti anni e pur riconoscendo i tratti dell’arte in alcuni lavori quali Darwin, Io Sono Nato Libero e essendo ancora in grado di mandare a memoria il testo e la melodia di Non mi Rompete, io continuo ad apprezzare maggiormente la PFM. La quale PFM ha seguito un suo percorso che l’ha portata da alfiere del progressive italiano conosciuto in tutto il mondo ad interprete, sotto la guida del batterista Franz di Cioccio che nel frattempo ne aveva assunto la guida, di un rock più moderno e maggiormente influenzato da certe sonorità americane.

In questo tragitto impossibile dimenticare e non rimarcare la collaborazione della PFM con Fabrizio De André che in particolare ha dato vita ad uno splendido lavoro Live. Perché forse è proprio questa la versione che maggiormente si addice alla Premiata i cui componenti, non va dimenticato, sono tutti strumentisti d’eccezione che vale la pena ricordare: Franz di Cioccio (voce e batteria), Francone Mussida (chitarre) componenti del gruppo sin dalle origini, Patrick Djivas (basso) e Lucio “violino” Fabbri, (violino, tastiere e chitarre).

Il concerto è stato registrato a Roma nel 2010 in occasione di un evento che celebrava quarant’anni di musica “progessive”.

Credo sia inutile dilungarsi sulla descrizione di ogni singolo brano essendo tutti ultra conosciuti. Però non sarebbe giusto tralasciare di spendere qualche parola di elogio per La Luna Nuova (tratta da “L’isola di niente”) che apre il live e dove è possibile apprezzare la maestria tecnica dei musicisti che ne offrono una versione straordinaria.

Segue, ancora degna di menzione, Il banchetto (tratto da Storia di un minuto) con tutti i ricordi che si porta dietro. Non manca l’immortale Bourèe dei Jethro Tull, durante la quale Jan Anderson soffia senza risparmiarsi nel suo flauto (ma quanti anni ha?), mentre Maestro della Voce dedicata a Demetrio Stratos emoziona come ai bei tempi.

Il finale è dedicato agli hits della band: Impressioni di Settembre è quella di sempre, una melodia straordinaria e un senso di nostalgia che coinvolge l’ascoltatore, rapendolo; La Carrozza di Hans con il contributo di Jan Anderson e del suo flauto che dà possibilità alla band di esprimere tutte le capacità tecniche. Ai tempi il brano pareva un poco ingenuo, oggi suona un po’ lezioso, ma piace ugualmente.

È Festa e Celebration sono quelle di sempre: trascinanti, entusiasmanti e particolarmente adatte alle esibizioni dal vivo.

In definitiva un bel disco anche se suona un po’ datato ma di musicisti così in giro ce ne sono pochi e colpisce la voglia e l’entusiasmo che nonostante abbiano passato i sessanta anni continuano a mantenere. E poi il disco non è veramente niente male.

Brother Giober

SE NON TI BASTA ASCOLTA ANCHE:

Area – Areazione

Jethro Tull – Aqualung

Banco del Mutuo Soccorso – Darwin

ALTRO (dischi dimenticati, nascosti e meritevoli di menzione, oppure no )

THE BAND – Music from the Big Pink ***** Tanti anni fa, almeno 35 (purtroppo) noto la copertina di questo disco nella vetrina di un piccolo negozio vicino alla stazione delle autolinee di Bergamo. La copertina mi colpisce, so che quella è la band che accompagna Dylan dopo la sua svolta elettrica, ma non so cosa aspettarmi dalla musica. Così un po’ diffidente e dopo molte titubanze lo compro. Beh, ancora oggi quando ho bisogno di stare meglio metto lo stesso disco, o meglio il vinile sul giradischi e, nonostante siano passati così tanti anni la musica che ne esce è ancora in grado di emozionarmi. Un grande disco dove “il country” si sposa a perfezione con il gospel , il soul e il rock and roll. E le canzoni sono una più bella delle altre tanto che risulta inutile citarne solo alcune. Difficile dire se sia stato Dylan a influenzare The Band o viceversa. Un disco epocale!

ALABAMA SHAKES – Boys and Girls **1/2 Discreto esordio discografico per questa giovane band nata nel 2009 e proveniente da Athens (ricorda nessun altro?)che ruota attorno alla figura carismatica della cantante Brittany Howard, la quale in alcuni momenti del lavoro ricorda per trasporto e coinvolgimento la grande Janis Joplin. Come per altri giovani gruppi, il “passa parola” della rete ha attirato ben presto le attenzioni del mondo discografico sì che in poco tempo il gruppo è giunto a pubblicare il primo disco. La musica risente di influenze blues e soul e spesso la veemenza e il trasporto suppliscono ad una certa fragilità della scrittura compositiva. Ad ogni modo sono divertenti e forse si faranno

JANIS JOPLIN – The Pearl Sessions ****1/2. Questa è la terza volta che il più bel disco di Janis Joplin viene ristampato e rimasterizzato. La prima edizione, quella originale, risale all’oramai lontano 1971 e venne pubblicata all’indomani della scomparsa dell’artista avvenuta il 4 ottobre 1970; la seconda è stata pubblicata nel 1999 con l’aggiunta di quattro brani, mentre nel 2004 la ristampa ha beneficiato dell’aggiunta di sei nuove canzoni e di un secondo cd che raccoglieva la testimonianza di una esibizione dal vivo. Oggi esce un’ulteriore ristampa che raccoglie versioni inedite dei brani che poi faranno parte del lavoro finale. Ancor oggi il disco suona moderno con la sua mistura di soul, blues e rock ‘n’ roll e brani come Me and Bobby McGee (di Kris Kristofferson), o Cry Baby scuotono l’ascoltatore come pochi altri.

PLAY LIST: nostalgia canaglia

PFM – Dolcissima Maria

Banco del Mutuo Soccorso – 750.000 anni fa…l’amore?

Perigeo – Abbiamo tutti un blues da piangere

Area – Luglio, Agosto, Settembre (nero)

Alan Sorrenti – Vorrei Incontrarti

Edoardo Bennato – Festa di Piazza

Le Orme – Sguardo Verso il Cielo

New Trolls – Signore, Io Sono Irish

Loy e Altomare – Quattro giorni insieme

Antonello Venditti – Compagno di Scuola

Commenti

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  1. Scritto da Maurizio

    PER NON DIMENTICARE: nelle serate magiche di Roma, ricordo anche una grandissima( in tutti i sensi vista la mole) del grandissimo Thijs Van Leer dei Focus con la Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno ovviamente con HOUSE OF KING…MITICO !!! Ed assolutamente da non scordare David Jackson dei VDGG che assieme agli Osanna hanno dato vita ad un concerto memorabile ( in rete gira anche un concerto giapponese , fantastico ma un po basso di toni) con Theme one sopra le righe…E CHI SE LI DIMENTICA PIU’…!

  2. Scritto da Kalo

    Complimenti per la recensione.Avrei una domanda: desideroso di acquistare il cd, me lo sono prima scaricato (come spesso faccio) per verificarne il contenuto.Partita la prima canzone, sono inorridito:la qualità audio era piuttosto scadente, sembra quasi che il concerto fosse stato registrato con un cellulare.Mi puoi confermare questo fatto, oppure sono io che ho beccato dei cattivi file?

  3. Scritto da Paco

    PFM+Jan Anderson = trasmigrazione dell’anima ovvero espressione della stessa mente e di uno stesso corpo