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La cenere come opera d’arte La mostra di Maria Novello

La Galleria Fumagalli ospita fino al 20 giugno la rassegna "Liridi", con le opere della vicentina Maria Elisabetta Novello: filo conduttore e materiale fondante delle creazioni artistiche è la cenere.

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Per chi non l’ha ammirata in occasione degli eventi collaterali della Biennale di Venezia, questa è l’occasione per conoscere da vicino l’arte di Maria Elisabetta Novello, in mostra alla Galleria Fumagalli fino al 20 giugno.

Filo conduttore di questa esposizione, ma anche della poetica della giovane artista vicentina, è un materiale povero ma di straordinaria suggestione: la cenere, ottenuta dalla combustione di legno e materiali affini. Teche di vetro con onde di cenere bianca o in infinite gradazioni di grigio, tappeti di provette riempite di microresidui a creare giochi optical e tattili di materico incanto, telai per pale d’altare ricoperti di pulviscoli e vetro riflettente come fossero finestre su un altrove di sabbia e di oblio ma anche su cieli solcati da nuvole in cui rispecchiare noi stessi.

La Novello, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha scelto un titolo evocativo per questa rassegna, “Liridi”, dal nome di uno sciame meteorico attivo ogni anno in questo periodo, tra il 15 e il 28 aprile. E di astrale in effetti c’è molto in queste visioni che appartengono allo stesso tempo all’aldiquà e all’aldilà e che indagano le possibilità di riciclare e dare nuova vita a una materia che sembra aver compiuto il suo ciclo. Non mancano installazioni interattive che richiedono allo spettatore un coinvolgimento diretto, come una serie di caleidoscopi montati a parete che, se fatti girare a mano, mettono in circolo polvere, frammenti di carbone e residui in ferro in una sorta di vertigine di specchi che moltiplicano la visione in infinite strutture simmetriche dove la materia si aggrega in modo sempre nuovo e non ripetibile.

Di particolare seduzione l’opera “Causa-Effetto”: in una stanza buia, attraverso il suono registrato di un respiro, un velo finissimo di polvere di cenere viene mosso e sollevato mentre una telecamera proietta a circuito chiuso l’immagine ingrandita dei pulviscoli nell’aria. L’effetto è organico e impalpabile al contempo e ci interroga sulla nostra sostanza effimera a partire dalla stessa fisicità del fiato.

I paesaggi immateriali della Novello partono dalla cenere, tappa ultima di un ciclo di composizione e sfaldamento, per ricomporre nuove forme di identità in visioni liriche ed originali dove il tempo e lo spazio, l’individuo e il cosmo entrano in intima, quanto enigmatica, congiunzione.

La mostra è allestita alla Galleria Fumagalli, via Paglia 28, fino al 20 giugno. Orari: da lunedì a sabato 10-12.30 e 14.30-19.30.


Stefania Burnelli

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Commenti

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  1. Scritto da dario flautista

    d’accordo ma se poi queste opere le vogliamo spostare, va cenere dappertutto