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Esce di scuola compra vodka e la scola 14enne in ospedale

La studentessa al termine delle lezioni, con un'amica è entrata nel supermercato e le due hanno acquistato la bottiglia, poi hanno bevuto per strada e una delle due si è sentita molto male.

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Esce di scuola e si va a comprare un bottiglia di vodka al supermercato. Poi se la scola e finisce in ospedale. E’ successo a una ragazzina di Bergamo di soli 14 anni che ha rischiato il coma etilico anche se ora sembra stia meglio.

La studentessa lunedì al termine delle lezioni, con un’amica è entrata nel supermercato Unes, in città e le due hanno acquistato il superalcolico, poi l’hanno bevuto per strada e una delle due si è sentita male: sono stati alcuni passanti ad accorgersi e a chiamare i soccorsi. L’ambulanza ha portato la giovanissima agli Ospedali Riuniti dove, dopo un primo momento in cui le sue condizioni sembravano preoccupanti, la situazione sembra essersi normalizzata.

Intanto il padre della ragazza punta il dito sul supermercato che ha venduto a due ultra-minorenni la bottiglia di vodka e la setssa titolare del supermercato ammette che per legge non si può, ragion per cui andrà verificato quanto successo.

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Commenti

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  1. Scritto da Jo

    Una ragazza di 14 anni che a mezzogiorno si scola una bottiglia di vodka. Dove siamo arrivati? Di ragazze che bevono a quell’età ce ne sono parecchie, ma lo fanno il sabato sera, non in pieno giorno dopo scuola. I genitori invece di incolpare il supermercato dovrebbero darle alla figlia fino a farle capire che è un’idiota e quando dice che ha capito e non lo farà più dargliene ancora per sicurezza. I genitori devono avere un maggior controllo dei figli e non cercare di essere loro amici.

    1. Scritto da Alessandra

      Non sono un’idiota e tu non sei nessuno per giudicare in base ad un articolo sul giornale. Prediligi il fatto che i miei genitori avrebbero dovuto “darmele” per farmi capire cosa avevo fatto? Bene, così quando leggerai un articolo sulla violenza domestica potrai giudicare anche lì. Sinceramente penso di aver ben capito le mie colpe nello stesso momento in cui aprii gli occhi in ospedale. Mio padre non ha mai dato nessuna testimonianza, non ha mai dato la colpa a nessuno se non a me. non esco il sabato sera, non vado in discoteca,passavo un periodo difficile, non avevo intenzione di fare quel che ho fatto, la situazione mi è semplicemente sfuggita di mano.

    2. Scritto da andre

      Pienamente d’accordo!!!

  2. Scritto da verita'

    Seguire di piu’ i figli?No e’.E parte di colpa anche a chi vende ai ragazzini.

  3. Scritto da lamagraz

    E se un giorno rapineranno banche, diamo la colpa agli impiegati perchè custodivano i soldi !!!

  4. Scritto da gigi

    inaccettabile che il padre se la prenda con il supermercato,un po’ di mea culpa non guasterebbe, ai miei tempi per molto meno avrei subito punizione esemplare, altro che prendersela sempre con gli altri !

    1. Scritto da oscar

      ma è sempre colpa degli altri no?

  5. Scritto da edoardo

    succedeva anche 20anni fa, quando io ne avevo 14, probabilmente continuerà a succedere ancora. i superalcolici sono DROGA LEGALIZZATA, eroina di stato, crack tassato e distribuito capillarmente in ogni angolo del mondo. Dove sono i proibizionisti che vogliono la galera per uno spinello? Sveglia, questa roba qui è molto peggio!

  6. Scritto da Donovan

    Nella società del “così fan tutti” o del “cosa c’è di male” prima o poi capitano queste cose.
    Ho senitito dei ragazzi affermare che se non si beve al sabato sera non ci si diverte o che chi non beve o non fuma o altro.. è uno sfigato. Mi è venuta in mente la storiella della rana: “Una rana buttata nell’acqua bollente salta fuori subito dalla pentola per non morire, se invece la temperatura dell’acqua viene fatta aumentare un po’ alla volta la rana non se ne accorge, piano piano perde le forze e la capacità di salvarsi…e muore lessata.”
    Aiutiamo i nostri ragazzi a non fare la fine delle rane con l’esempio e con la sana capacità di porre dei paletti quando servono.
    Buona giornata a tutti

  7. Scritto da PIO

    MAGARI puntare sull’educazione dei figli e non sempre demandare
    le responsabilita a terzi a mio modesto parere queste ragazzine bevono gia in casa.
    ovviamente non poteva vendere alcolici a minori poi sono molti i fattori da tenere in considerazione
    con il mio bar non ho mai dato da bere ai minori di 16 anni come dice la lgge ma quando il bar è pieno non hai temo di vedere se ha 14 o 16 anni alla base EDUCAZIONE FAMILIARE

  8. Scritto da Rizzetta

    Nei supermercati dovrebbero comunque avere la sensibilità di chiedere un documento, quando alla cassa si presentano ragazzini con super-alcoolici. Invece tutto passa nell’indifferenza generale, con le conseguenze disastrose che sappiamo.