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Saita: “Il nido Levati non chiude Chi crea ansia?”

Il sindaco spiega: "Tornerà a essere gestito da una cooperativa. L'amministrazione controllerà che sia garantito un ottimo servizio. Dove è, dunque, il problema?".

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l servizio dell’asilo nido Carla Levati è garantito. “Non chiuderà”, puntualizza il sindaco Silvana Santisi Saita, a cui preme dare spiegazioni.

A seguito di alcune campagna mediatiche e gazebo, il sindaco di Seriate, dichiara: “Prendiamo atto con dispiacere che molte famiglie sono state indotte in errore da notizie prive da ogni fondamento. Il nido non chiude. In ogni intervista è stata garantita la continuazione del servizio. Siamo stupiti che si giochi sull’ansia dei genitori senza un perché, siamo stupiti che si raccolgano firme a Seriate e fuori Seriate su una falsa notizia suggerita da vere preoccupazioni o da malafede?”.

Come prevede la normativa recente (decreto delle liberalizzazioni) si restringe la possibilità di affidare servizi pubblici locali a società partecipate pubbliche, come la Sanitas S.r.l., a causa della soglia rigida che vieta servizi che superano il valore di 200 mila euro annui, come nel caso del nido.

Sul futuro del servizio, il sindaco spiega: “Il nido, gestito prima da una cooperativa e poi dalla “Sanitas” a partire dal 2006, ha offerto sempre un servizio di qualità. Ora, non per nostra volontà, ma per una legge del governo Monti non può più essere gestito dalla “Sanitas”. Tornerà ad essere gestito da una cooperativa. Toccherà all’amministrazione comunale un rigoroso controllo perché si continui a garantire un ottimo servizio. Dove è, dunque, il problema? A chi giova creare ansia? Noi non abbiamo risposte, ma ribadiamo di avere sempre erogato servizi sociali di qualità per le famiglie e ora siamo impegnati a garantire un futuro al nido Carla Levati”.

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Commenti

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  1. Scritto da 5 stelle

    Per mammadalmine: la strategia non-informativa sembra la stessa sia a Dalmine che a Seriate. A chi giovano le privatizzazioni “silenziose” degli asili nido? Quali sono le intenzioni di queste amministrazioni? Cosa devono nascondere?

  2. Scritto da mammadalmine

    A Dalmine il comune si guarda bene di dare la notizia “ufficiale” perche’ sa benissimo come la prenderebbero i genitori… pero è un fatto che l’ufficio servizi sociali non accetta piu’ le domande per ordini superiori e quindi qualcosa di vero ci sara’. Ma puo’ anche darsi che aspettino i fondi da via Bellerio visto che La Padania ha chiesto di segnalare i comuni e gli enti bisognosi ai quali devolveranno i rimborsi elettorali. In compenso in ossequio ai voleri di partito, la giunta verde ha gia’ espresso ampie approvazioni alla nuova autostrada BG-treviglio… come se di veleni nell’aria non ne avessimo gia’ abbastanza: bambini a casa e avvelenati! Grazie politici!

  3. Scritto da Fausto

    Pare che anche a Dalmine si intenda affidare la gestione del nido ai “privati” ……. Padroni a casa propria ? Non sembra proprio ….
    Asili privati , Strade a pagamento, Inceneritore che brucia i rifiuti di Sondrio,Varese …. menomale che la Lega è vicina al territorio …….

  4. Scritto da Movimento 5 Stelle Bergamo

    E’ singolare come un’amministrazione che affida alle indiscrezioni giornalistiche la notizia che il nido è “a rischio chiusura” poi si lamenti dell’allarmismo da parte di genitori cui viene privato un servizio e operatori che rischiano lo stipendio. In queste dichiarazioni registriamo l’ennesimo voltafaccia del Comune che torna a dar la colpa a Monti e non più al bilancio di Sanitas, oltre alla notizia (e questa è la novità tra le righe…) che comunica ai cittadini che il nido sarà “dato in affidamento” a una cooperativa privata e cioè esattamente quello che si intendeva evitare: la privatizzazione del servizio, il licenziamento degli educatori e il mantenimento delle rette su base ISEE.

  5. Scritto da Un genitore molto preoccupato

    OK che l’espressione campagna mediatica è particolarmente di moda negli ultimi tempi (soprattutto in bocca agli amici leghisti !), ma ragàss…….si sta parlando di un piccolo gazebo gestito in prevalenza da genitori preoccupati e dipendenti del nido. Ricordo le parole pubblicamente pronunciate dall’assessore al Bilancio e Soc. partecipate M. P. Sisana: “Se il decreto sulle liberalizzazioni venisse approvato così com’è, il Comune di Seriate non potrebbe più tenere il suo asilo nido, e sarebbe costretto a dismetterlo entro la fine di giugno”. Signora sindachessa, che sia stato il suo assessore ad aver diffuso notizie prive di ogni fondamento? Da che parte sta dunque la malafede? Ci pensi!