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Parole e musica per riflettere sulla creatività

Lunedì 23 aprile «Aver cura della bellezza. Immagini dalla mente estetica». Filosofia, musica e letteratura si incontrano al Centro congressi. Pweer

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Lunedì 23 aprile «Aver cura della bellezza. Immagini dalla mente estetica». Performance a partire dal libro di Raffaella Trigona al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo.

Nell’ambito della terza edizione del Festival Internazionale della Cultura, filosofia, musica e letteratura si incontrano per dar vita a un appuntamento che intende offrire agli spettatori interessanti spunti di riflessione sui meccanismi che stanno alla base dei processi creativi: Raffaella Trigona, docente di Antropologia culturale e autrice del saggio «Aver cura della bellezza. Immagini dalla mente estetica» (Moretti & Vitali 2012).

L’attore Oreste Castagna, l’artista Luisella Traversi Guerra e il Rob Sudduth quintet , sassofonista californiano che vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale insieme a Claudio Angeleri (pianoforte), Marco Esposito (basso) Tony Arco (batteria) e Paola Milzani (voce), sono i protagonisti dell’incontro, organizzato da «Notti di Luce» della Camera di Commercio di Bergamo, in programma lunedì 23 aprile, alle ore 17.30, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII.

Cosa significa oggi aver cura della bellezza? È da questo interrogativo che muove la riflessione avviata da Raffaella Trigona, autrice del saggio «Aver cura della bellezza. Immagini dalla mente estetica» (Moretti & Vitali, 2012).

Una riflessione per comprendere in modo consapevole e competente l’importanza della dimensione estetica nei processi di apprendimento e, in particolare, di alcune capacità connesse al sentire, come la capacità di osservare e di ascoltare, intese come presupposti indispensabili per qualsiasi ricerca.

La dimensione estetica può fornire le condizioni di un apprendimento costruttivo, favorendo l’emergere di processi creativi tanto nel nostro agire quotidiano quanto nel campo delle scoperte scientifiche e delle produzioni artistiche.

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Commenti

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  1. Scritto da Piero

    E’ quasi sicuramente la seconda, a mio avviso, Paolo. Si grida tanto alla mancanza di cultura e poi la sbobba è sempre pronta…per l’amor del Cielo, Dio me ne salvi! Ma un pò di cultura, quella vera creativa e competente, quando riusciremo a metterla in mostra? Non c’è bisogno di andare a scomodare Calvino o chissà chi; cominciamo dal basso, umilmente, come una volta. Non si può proprio signori miei?

  2. Scritto da paolo

    Assisto incuriosito e scopro che Calvino più che recitato è abbaiato, la relatrice autoreferente non distingue un concetto filosofico dall’altro, preferisce un polpettone di buone intenzioni spacciato per emozioni, sì, da esselunga,(presentato alla comunità scentifica sai i fischi e i lazzi) schifato me ne vado con la seguente domanda: MA questa gente ci crede veramente o è ignorante a tal punto da credersi geniale.