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“Esodati, 5000 in regione Le soluzioni della Fornero sono peggio del problema”

Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia “Le idee del Ministro Fornero per risolvere il dramma degli esodati rischiano di essere peggio del problema”. Nella sola Lombardia, circa 5000 lavoratori a piedi.

Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia “Le idee del Ministro Fornero per risolvere il dramma degli esodati rischiano di essere peggio del problema”. Nella sola Lombardia, circa 5000 lavoratori a piedi. La Fiom Cgil Lombardia risponde al ministro del Lavoro Elsa Fornero.

“Se esiste il caso “esodati” – spiega Mirco Rota segretario generale Fiom Cgil Lombardia – fino ad ora mai visto nelle precedenti riforme pensionistiche, è perché il governo, in una situazione di crisi dove le imprese si riorganizzano, chiudono e licenziano, ha pensato bene di allungare l’età e i requisiti per la pensione. Una decisione sbagliata e ingiusta tutta sulla pelle di chi lavora da anni e che vedeva il raggiungimento della pensione come un diritto meritato con anni di lavoro e attraverso contributi versati”. Se la riforma pensionistica del governo Monti a distanza di pochi mesi e non ancora a regime, sta creando tutti questi problemi, al punto che anche Cisl e Uil hanno organizzato una manifestazione insieme alla Cgil, il problema sta nel cuore della riforma sulle pensioni. Il Ministro Fornero, tra le soluzioni prospettate, fa riferimento alla possibilità di offrire al lavoratore licenziato o in cassa integrazione con un percorso di uscita, nuove possibilità occupazionali in funzione della ripresa economica, cioè di riassunzione. “Un’ipotesi che cosi detta lascia davvero molto perplessi- continua Rota – Molti dei lavoratori sono fuori usciti, per effetto di accordi di riorganizzazioni aziendali, che hanno ridotto, riorganizzato l’impresa e le sue dimensioni occupazionali. Una soluzione del genere, con tutte le sue complicazioni di applicabilità, dovrebbe potrebbe essere valutata se da parte del governo si intervenisse almeno su altri aspetti che oggi il governo invece trascura e su cui non interviene”. Ad esempio non si interviene per cancellare la detassazione degli straordinari, che molte imprese utilizzano massicciamente evitando di assumere. Oppure non si rendono più incentivati e vincolanti i contratti di solidarietà, dove in casi di crisi si potrebbe ridurre l’orario di lavoro senza licenziare. “Se non si interviene su questi aspetti, non solo diventa difficile garantire l’occupazione a chi lavora, – aggiunge Rota – ma far ritornare al lavoro gli esodati alludendo a una futura ripresa economica non è altro che una presa in giro”. Come in ogni riforma pensionistica precedente si è sempre considerato la fase a regime come un periodo che non potesse creare problemi ai lavoratori usciti dalle imprese anche per effetto di accordi sindacali. “Questa volta il ministro professore ha voluto dimostrare di essere più brava dei predecessori, ma ha combinato un disastro sociale. Per questo, non può esserci che una soluzione per tutti gli esodati, nessuno escluso, e a loro va riconosciuto quello che le leggi italiane avevano promesso al momento in cui hanno lasciato l’azienda” conclude il segretario generale di Fiom Cgil Lombardia.

Commenti

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  1. Scritto da Sleghiamoci

    Un governo serio deve essere al servizio dei cittadini e non del mondo finanziario, non dovrebbe nemmeno permettere di lasciare i cittadini che con il loro lavoro onesto hanno pagato le tasse di lasciarli senza lavoro o esodati. Ma questo governo fa solo quello che gli dicono le banche e l’europa e se ne frega se gli italiani che non hanno ne contribuito a questa crisi o al debito pubblico. Io non voto più nessuno, ormai ci comanda questo mondo finanziario e non il voto democratico e questo si chiama tecnocrazia cioè i ricchi che rubano ai poveri.

    1. Scritto da riccardo

      un tempo, nei primi anni ’70, si leggeva “Alan Ford” dove c’era “Superciuk”, uno dei personaggi più famosi inventato da Max Bunker, che con la fiatata alcolica rubava ai poveri per dare ai ricchi. Fumetto visionario…

  2. Scritto da in ricordo di Vittorio

    Un diritto si acquisisce nel momento in cui si maturano i requisiti in vigore x legge in un momento dato. Siamo d’accordo fino a qui? Persone che si sono licenziate PRIMA, di maturare tali requisiti, anche uno/due/tre anni PRIMA di maturarli, quali diritti possono vantare? Secondo me nessuno. A maggior ragione se la scelta è stata LIBERAMENTE presa e LAUTAMENTE incentivata. Faccio presente che io, il marzo scorso ho maturato 39 anni di contributi versati, figuratevi se sono incavolato, x quel che mi riguarda, dovrei essere in pensione da 4 anni! Adesso però, continuate senza di me, domani ho un aereo da prendere; anche un rivoluzionario da tastiera come me a diritto ad uno stacco. STAY HUMAN

  3. Scritto da max

    Carissimi i vostri capi di partito e non dite per l’ennesima volta falsità e cioè CASINI-BERSANI-per la uil non so che capo bastone mettere un po’ tutti,sostengono questo governo e anzi leccano i piedi a questa incapace della Fornero,anche uno scemo capiva che se allunghi l’età pensionabile i posti li crei solo licenziando,vanno mandati a casa il più presto possibile.

    1. Scritto da Ingenuo

      Allora la soluzione era non allungare l’età di pensionamento ?

    2. Scritto da leo cat

      Dimentichi che il maggior partito a sostenere questo governo è il PDL, senza il suo assenso, il governo Monti non sarebbe nemmeno nato.

  4. Scritto da mario59

    dopo questa ennesima mega fregatura attuata dal governo ai danni degli esodati..voglio vedere, come faranno le aziende a scaricare i vecchi prima del tempo…a già dimenticavo.. ora avranno la possibilità di usare a loro discrezione la riforma dell’ articolo 18..in quel modo tirandogli dietro quattro soldi, sbatteranno fuori chi gli pare…insomma sto governo dei ricchi, ha proprio pensato a tutto…sono i politici che lo stanno sostenendo, che non hanno capito che, tra un anno ci ricorderemo dei bei regali che ci hanno fatto…è inutile che continuino a sostenere che bisognava fare i sacrifici.. quello lo abbiamo capito tutti..come abbiamo capito che, li stanno chiedendo solo ai poveracci.

  5. Scritto da mario59

    Ma cosa sta dicendo….scommessa..quale scommessa, nessuno dopo anni di lavoro scommette rischiando di perdere lavoro e pensione… il problema degli esodati, è stato causato da questo governo che non ha tenuto in considerazione accordi già firmati.. se così non fosse stato, nessuno avrebbe accettato di firmare il proprio licenziamento..altro che scommessa…qua abbiamo a che fare con un governo deciso a far pagare tutto il conto della crisi ai dipendenti e pensionati…o cambia e chiede a tutti di pagare equamente, oppure esploderanno delle proteste fuori controllo.
    Ci dicono che se non vogliamo fare la fine della Grecia, dobbiamo accettare i sacrifici imposti, va bene, purchè a tutti.

    1. Scritto da leo cat

      Caro Mario, se fosse come dici tu, i truffatori, e i padroni, che poi sono la stessa cosa, avrebbero vita difficile. Non è così, ad avere la vita difficile siamo noi lavoratori, perchè siamo disposti a credere ogni sorta di panzane che la TV e i giornali, controllati da chi detiene il potere, ci propina. Chi ha accettato volontariamente un esodo incentivato se l’è cercata. Si è fatto ingolosire da un’offerta senza valutare correttamente i rischi, e i successivi fatti concreti, dimostrano che i rischi c’erano. Problema vero chi in un’azienda in crisi, o in mobilità, non ha avuto scelta. Il governo, che va cacciato al più presto, non poteva nemmeno sapere di accordi privati e personali.

      1. Scritto da Fiorenzo

        ci capisco sempre meno…..io, quindi, che sono in mobilità volontaria (la mia azienda ha dichiarato lo stato di crisi ed ha appunto utilizzato la mobilità + incentivi per alleggerire il suo “patrimonio umano”) dalla fine del 2010 e che raggiungerò i 40anni di contributi l’anno prox per poi andare in pensione a metà anno del 14 (poco dopo aver finito la mobilità), devo sentirmi un esodato oppure no ?

  6. Scritto da Oreste

    Sono un esodato delle Poste Italiane, iscritto alla Cisl. Cosa aspetta il sindacato a dichiarare uno sciopero generale contro questo governo che toglie il pane a chi lavora: dopo 36 anni di lavoro mi trovo senza pensione. Mi sembra di vivere in Grecia e non in Italia.

    1. Scritto da Greci@

      Piantatela di parlar male della Grecia, è un bellissimo paese, culla della nostra cultura. Da allora, se è vero che la tecnologia ha fatto passi da gigante, la filosofia, ha aggiunto poco o nulla al pensiero di Pericle, Sofocle, Aristotele. Per di più, dopo che il duce aveva promesso di romperle le reni, ci stavano spaccando il c… Senza i nazisti, le avremmo prese, eccome, dalla Grecia. Credo che dovremmo prendere esempio dalle prossime elezioni in Grecia, tra parentesi, là ne hanno fatti parecchi di scioperi generali.

  7. Scritto da leo cat

    “a loro va riconosciuto quello che le leggi italiane avevano promesso al momento in cui hanno lasciato l’azienda” Lavoro in un’azienda che da anni pratica l’esodo incentivato. Era ed è chiaro a tutti noi, che a fronte di una lettera di dimissioni, le leggi italiane non garantiscono alcunchè. Va fatta una distinzione netta, tra chi ha avuto, e chi non ha avuto POSSIBILITA’ di scelta. Chi si è volontariarmente assunto un rischio che poteva evitare di assumersi, NON HA DIRITTO A NULLA! Ha fatto una scommessa, ha perso. Che cosa pretende? Mai sentito che si incassino anche le scommesse perse.

    1. Scritto da il polemico

      mah,io sapevo che le scommesse si fanno verso qualcosa che non ha un esito sicuro,se il risultato è gia risaputo,non c’è scommessa,ma al massimo una puntata a colpo sicuro…se mi promettono la pensione tra 2 anni,io punto sicuro,se dopo avere puntato sicuro,mi cambiano le regole,direi che è una truffa bella e buona

      1. Scritto da leo cat

        Mi pare che i fatti dimostrino che l’esito, non era affatto sicuro, o non ci sarebbe il problema degli esodati, sbaglio? Il dipendente a fronte di un compenso in denaro, che è arrivato anche a 160,000 € lordi, (x 3 anni, comprensivi di stipendi, tasse e contributi previdenziali), firmava una lettera di dimissioni. L’accordo era con l’azienda, non con il governo e l’azienda non ha mai promesso la pensione dopo 3 anni. Perchè credi che altri non abbiano accettato? Proprio x non correre il rischio di restare senza stipendio e senza pensione. Il rischio c’era, eccome! Bisogna proprio essere degli “ingenui” x pensare che il padrone ti paghi x stare a casa, e senza correre rischi.

        1. Scritto da il polemico

          in un paese che 20 anni fa,ha introdotto tasse retroattive,è chiaro che non si può avere certezze,ma se governo in carica continua ad affermare che non tocca le pensioni,che le elezione sono tra 2 anni,uno che deve pensare?e poi come si legge in molti commenti,se l’azienda doveva tagliare personale,è chiaro che i primi sono quelli prossimi alla pensione…piuttosto il problema sarà adesso,che in caso di riduzione,più nessuno accetterà buonuscite,con tutti problemi che ne usciranno tra ditta e sindacati.per ultimo,cosi si dimostra che accordi firmati non hanno più valore….

    2. Scritto da Aleessandro

      E’ vero che le dimissioni non valgono nulla, ma nelle scorse riforme si consideravano quelli che avevano lasciato l’azienda senza penalizzarli. Questa volta no. Poi guarda che c’è già la Fornero a farela professoressa e i disastri. non abbiamo bisogno di altri che ce la insegnano.

    3. Scritto da Stefania

      Secondo me tu hai qualche problema….ma se una rassegna le dimissioni perchè la legge gli consente di andare in pensione tra due anni e poi gli cambiano la legge e gli dicono che deve andare dopo quattro avrebbe perso una scommessa? Secondo me gli hanno modificato un diritto,cosa c’entra la scommessa? scommessa di che? ma anche le incentivate dimissioni spesso sono velatamente forzate: lo sai?

      1. Scritto da leo cat

        No tesoro, il problema ce l’ha chi ha accettato l’esodo incentivato, bada bene, nella mia azienda in modo del tutto volontario. L’azienda ha emanato un comunicato, nel quale presentava le condizioni minime; chi voleva, contattava l’ufficio personale e migliorava (di parecchio) le condizioni minime (sto parlando di una cifra variabile tra 50/60,000 € lordi/anno). L’accordo è stato fatto con un’azienda, le regole previdenziali riguardano il governo. tra parentesi, ha cominciato a cambiarle Amato, parecchi anni fa, credo ad oggi, di aver contato una dozzina di modifiche, ed io me le sono prese tutte. Questo caso mai è il mio problema, peccato che il 26 maggio non ci sia anche la fornero.

        1. Scritto da Enzo

          Ma scusa possiamo sapere dove lavori, vista la tua competenza in materia e la tua sicurezza? grazie