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Bergamo e turismo: la terra dei “mille” potenziali da sfruttare

Confesercenti traccia un quadro delle tendenze del turismo bergamasco negli ultimi anni, facendo il punto sulla situazione attuale e tracciando linee guida per il futuro: Bergamo e provincia hanno molte potenzialità turistiche, che però non vengono sfruttate in maniera adeguata per la mancanza di un progetto complessivo.

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In questo periodo di crisi, quale è la situazione e quali sono le prospettive per il turismo bergamasco? Con il primo trimestre del 2012 alle spalle, la Confesercenti tira le somme, analizzando i dati rilevati da Unioncamere e tracciando un quadro dell’attività turistica orobica passata, presente e futura. Da quest’analisi emerge il raggiungimento di buoni e promettenti risultati, la cui positività è però smorzata da alcune criticità e da potenzialità non ancora pienamente sfruttate.

Partiamo dalle note positive. Il settore turistico bergamasco sta affrontando una ripresa: nell’ultimo trimestre del 2011, Bergamo ha venduto il 53,3% delle stanze (con un picco di 60,1% a ottobre), segnando un +14,9% rispetto allo stesso periodo dell”anno precedente, un incremento che in Lombardia è secondo solo a quello di Milano. Molto incoraggianti anche i dati relativi all’inizio del 2012: le prenotazioni del primo trimestre sono in netta crescita rispetto a un anno fa, con +18,8% a gennaio (37,3%), +24,8% a febbraio (35,3%) e +20,5% a marzo (30,8%). Questo successo, tuttavia, si focalizza principalmente in città e nell’hinterland: se l’area urbana assiste speranzosa a questa rifioritura, con 6 hotel in più nel capoluogo e 5 nei comuni limitrofi, tra il 2006 a oggi sono state costrette a chiudere 11 attività nelle valli, soprattutto nelle zone ad altitudine più bassa.

Cosa si può dedurre da tutto ciò? Confesercenti sostiene che Bergamo possiede un grande potenziale turistico, che però può essere sfruttato solo formulando una strategia complessiva, per mostrare al turista tutto ciò che la Bergamasca ha da offrire: troppo spesso, infatti, i viaggiatori considerano Bergamo solo come una meta di transito o sono interessati a visitare esclusivamente Città Alta.

Quali sono le soluzioni a questi problemi e le chiavi per dischiudere le potenzialità nascoste bergamasche? Secondo Confesercenti, occorrono pacchetti articolati, che offrano pernottamenti anche nelle località di montagna e lacustri e che convincano i visitatori a fermarsi più a lungo sul territorio bergamasco: il turismo “mordi e fuggi” finisce infatti con il portare vantaggi parziali, offuscando potenzialità ben più redditizie e positive. Servono anche strumenti pratici, come un monitoraggio costante delle presenze per capire in tempo reale qual è l’andamento della stagione e agire di conseguenza e si sente il bisogno di proporre un nuovo modello di accoglienza del turista, basato sulla professionalità, sulla conoscenza delle lingue e sulla simpatia.

In quest’ottica di sviluppo turistico è necessario chiedersi anche se Bergamo voglia diventare per davvero una città a misura di turista, ridisegnando e rivitalizzando il centro cittadino e potenziando il trasporto pubblico, con un ruolo fondamentale per il collegamento ferroviario con Orio al Serio. Altri punti di interesse sarebbero lo sfruttamento adeguato del settore enogastronomico – ricchissimo, ma non promosso in maniera efficace – e del patrimonio artistico, troppo spesso custodito quasi ‘gelosamente’ al punto da lasciarlo in ombra: ad esempio, molte chiese celano bellezze nascoste che alimenterebbero un turismo religioso che è già in crescita.

Ma per raggiungere questo scopo è necessaria cooperazione: Provincia e Comune devono promuovere il territorio e favorire le condizioni per un incremento del flusso di visitatori, senza però sovrapporsi agli operatori. Con una pianificazione intelligente, il turismo può e deve rappresentare una possibilità di rilancio, contrastando una crisi pervasiva e di lunga durata.

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Commenti

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  1. Scritto da un addetto ai lavori

    mi chiedo se i dati raccolti siano sufficenti per poter presentare questa statistica che assolutamente credo non rispecchi la realtà.
    le aziende sono alle prese con margini sempre più ristretti e costi in aumento costante. Aziende che non possono più permettersi investimenti e questo procurerà grosse difficoltà nel medio-lungo periodo.
    Affermare questi dati superficialmente è piu’ simile ad una propaganda grossolana e assolutamente fuori luogo con i bilanci che sono in continuo peggioramento ormai da diversi anni e che sono diventati ormai insostenibili

  2. Scritto da Daniel

    D’accordissimo con i commenti qui sopra.
    Aggiungerei solamente una motivazione di carattere “sociologico”, che non riguarda solo Bergamo ma anche altre belle città lombarde: una mentalità, da parte della popolazione, fortemente legata alle storiche attività manifatturiere/industriali e poco sensibile al turismo, spesso visto come un settore di serie B nonché, magari, foriero di eccessivi cambiamenti ed “aperture” all’esterno da parte della città.

  3. Scritto da edoardo

    ma sto benedetto comprensiorio sciistico della valseriana si fa o no? con cosa volete fare turismo, con la sagra della taragna di Stabello (peraltro fantastica)? con il casinò a 7 stelle di san Pellegrino?sveglia! meno capannoni e seconde case + servizi SENSATI!!!

  4. Scritto da MarcoArlati FLI

    Il vero problema risiede nella politica fallimentare che Pirovano e la Provincia hanno messo in atto negli anni, dal ritardo del nuovo sito internet, a tutte le iniziative poco efficaci messe in atto ad oggi. Ho sempre sostenuto e ne sono convinto che Bergamo ha un enorme potenziale, ma bisogna mettere in atto un’azione di promocommercializzazione, rendendo le nostre materie prime turistiche (musei, chiese, laghi, ecc) dei reali PRODOTTI TURISTICI da offrire sul mercato, partendo dai servizi che servono per fruire le materie turistiche e un vero piano di destination marketing che Provincia e Comune devono mettere in atto INSIEME: più soggetti pubblici e privati ma un unico piano marketing!

  5. Scritto da Paolo

    solo parole: da anni mio padre e mia madre gestiscono un bed & breakfast nella provincia, lontano dalla città. il risultato è che con il nostro sito arrivano quasi solo stranieri da tutto il mondo e fa più promozione al piccolo comune ed a quella zona del lago d’iseo lui che comune o provincia (che non fanno NULLA)

  6. Scritto da giovanninaT

    bla bla bla….. solo parole… dove sono tutti i progetti e la pianificazione intelligente…. forse è quella di confesercenti …e poi…. con una amministrazone provinciale del genere cosa volete pianificare…