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Mercati come il meteo: previsioni pessime e tempeste in arrivo

L'analista di Bergamonews: "Consigliamo di astenersi dall’assunzione di posizioni a rischio e preferire un profilo di liquidità, perché con queste turbolenze non bene definite si rischia di trovarsi con perdite anche rilevanti".

Il rimbalzo di martedì pare debba essere archiviato dopo il segno meno di ieri (mercoledì) e la conferma della debolezza dei prezzi. Pertanto lo scenario per la Borsa italiana permane difficile con una pressione di vendita diffusa.

Lo spread pare essersi stabilizzato intorno ai livelli dei giorni scorsi ed è probabile un suo ulteriore aumento nell’area 400 da dove prevediamo una correzione verso quota 320/340; queste sono le speranze che vengono alimentate dall’osservazione grafica che indica un Bund decennale verso quote storiche massime intorno a rendimenti del 1,5%, soglia da cui il trading dovrebbe farlo scendere nei prossimi 15/20 giorni.

Quindi consigliamo di astenersi dall’assunzione di posizioni a rischio e preferire un profilo di liquidità, perché con queste turbolenze non bene definite si rischia di trovarsi con perdite anche rilevanti.

In questi giorni vanno accumulandosi una serie di previsioni negative che abbracciano i consumi interni e la valutazione degli immobili essendo già chiaro l’impatto non positivo dell’Imu; insieme maturano i rischi di aggravamento della situazione bancaria spagnola che, a dire il vero, non è molto più allarmante di quella italiana.

Se si dà credito alla previsione del Censis che ‘vede’ un calo dei prezzi degli immobili del 20%, la stabilità degli attivi bancari rischia di peggiorare per la diminuzione del valore di realizzo dei beni dati a garanzia dei mutui incagliati od in sofferenza; quindi ulteriore crescita delle sofferenze nette.

La mancata ripresa del mercato immobiliare, che anzi in tutta Europa vede peggiorare le prospettive a breve termine, rischia di proiettare in contenzioso parecchi operatori immobiliari che non hanno la liquidità sufficiente a far fronte al pagamento delle rate.

Peraltro si fa sempre più spazio tra gli economisti la convinzione che una diminuzione del debito degli Stati ed insieme delle Banche non possa essere accompagnato da ripresa economica se non a lungo termine.

Ci troviamo ad essere banco prova di tutte le teorie economiche che si sono sviluppate dopo la grande depressione del 1929 e che peraltro non sono mai sicura medicina per scenari in forte movimento. C’è chi propende per un maggior grado di liberismo e per la drastica eliminazione dell’assistenzialismo diffuso come modello di sviluppo, e chi sulla scia di un Keynes rivisitato vorrebbe lo Stato dappertutto anche ad assumere gente che scava le buche e le ricopre.

Le mosse di Monti puntano a sortire effetti non sempre dichiarati ma di importanza cruciale nella ricostruzione della nostra economia, che parte sempre dalla formazione di quel risparmio che si è bruciato in questi anni alla rincorsa di folli chimere finanaziarie.
J.T.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    ultima cosa:leggendo varie interviste di persone del mestiere,sono tutti d’accordo nel dire che per rilanciare una qualsiasi economia,serve che il cittadino cominci a spendere nelle sue possibilità,almeno per alimentare economia interna,e evitare di infondere paure e allarmismi,che inducono a non spendere e a fermare tutto.e pure le aziende devono essere alleggerite per cercare di essere competitive.le tasse introdotte adesso alle imprese,chi le paga?il consumatore con rincaro prodotti,però se poi costano troppo cari,il consumatore non compera?il precedente governo spingeva il cittadino a fare vita di sempre e non guardare alla crisi,ma è stato sistematicamente attaccato..che ha ragione?

  2. Scritto da il polemico

    ci si lamenta che in italia si pagano troppe tasse,poi ci si lamenta perchè berlusconi ha tolto l’ici?e quello attuale oltre a reintrodurla,’lha quasi raddoppiata..per quale scopo?per azzerare debito?non credo sia possibile,e quindi per che motivo?forse per raschiare tutto il possibile dal fondo prima che la barca affondi?se cosi deve andare,non è meglio affondare con la pancia piena?se queste tasse le avesse introdotte governo berlusconi,che sarebbe successo?già l’opposizione per l ‘aumento di 1%di iva ha gridato allo scandalo,però adesso vedo che approva tutto,e ci mancherebbe,dopo avere fatto di tutto per cambiare non potrà mai dire che si va peggio,anche se effettivamente andiamo peggio

  3. Scritto da angilberto

    Vorrei rispondere a “il polemico” chiedendogli quale sarebbe secondo lui la persona o il gruppo politico giusto da mettere al posto di chi ora secondo lui si limita a eseguire il compitino. Quelli di prima si sono limitati a non fare nulla e quelli di prima ancora.. nulla ancora. Quelli di oggi non al governo, sono ancora quelli di prima e di prima ancora…

    1. Scritto da il polemico

      semplice,il voto di 3 anni fa ha stabilito un risultato,che piaccia o meno,se c’è democrazia,questa deve essere di ogni stato sovrano,e non imposta da altre istituzioni.più che non fare nulla,da quello che si può vedere in questi mesi,c’è forse stato da parte del governo berlusconi,di una volontà a non soccombere ai poteri degli investitori,cosa che sta facendo quello di adesso..non ha notato?vara piano di riforme,,lo spread diminuisce,i sindacati si impuntano su una riforma specifica,lo spread aumenta…sembra come per dire:o fate come diciamo noi,o vi facciamo pagare più interessi sul debito..per mio parere,meglio fare come argentina,ripudiare debito e ricominciare da capo

  4. Scritto da il polemico

    beh,sarebbe una brutta notizia un calo del 20%degli immobili?
    finalmente qualcuno ha capito che aumentare le tasse per diminuire debito pubblico,non significa ripresa economica…peccato che a non capirlo sia rimasto il nostro economo di palazzo chigi….oppure l’ha capito,ma non se ne cura in quanto sta assolvendo al compitino imposto dalla germania e francia per essere stato messo a capo del governo italiano