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Mazzoleni: “Bergamo deve contare di più a livello nazionale”

Il presidente di Confindustria Bergamo, Carlo Mazzoleni, alla trasmissione "Uno contro tutti" affronta i temi dell'occupazione, del credito e sul futuro di Confindustria non ha dubbi per il territorio bergamasco: "Conterà sempre di più"

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“Bergamo per la sua realtà imprenditoriale, per il suo manifatturiero, deve contare di più a livello nazionale all’interno di Confinustria”. Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo – ospite alla trasmissione “Uno contro tutti” di Bergamotv condotta dal giornalista Massimo Sonzogni in onda martedì 17 aprile – smussa i toni, sfoggia diplomazia, dimostra tutta la sua capacità di mediare ma non manca di rimarcare alcuni punti. E’ vero, al presidente degli industriali di Bergamo, quel “contro” nel titolo della trasmissione lo eliminerebbe per sostituirlo con qualcosa di più appropriato alla creazione di una squadra, di un gruppo, di un tavolo di lavoro.

Per esempio, se nella sfida tra Squinzi e Bombassei, Bergamo ha sostenuto in patron di Brembo, Mazzoleni rimarca che: “Ci troviamo di fronte a due giganti, a due figure di spicco dell’imprenditoria italiana – afferma Mazzoleni –. Abbiamo sostenuto il candidato che aveva espresso un programma chiaro e riteniamo che una riforma dell’associazione sia necessaria. L’ultima è stata fatta da mio padre, ma oggi Confindustria deve pensare all’Europa, deve essere più competitiva e al passo con i tempi. Bergamo, per esempio, con il suo manifatturiero deve poter contare e conterà di più”.

Ci saranno ancora dei vicepresidenti di Confindustria orobici?

“Il gioco delle totonomine non mi piace – risponde Mazzoleni – ma la proposta di Carlo Pesenti, che presiederà la commissione di riforma di Confindustria, mi sembra sia una figura di primo piano del territorio bergamasco e che conterà in giunta”.

Sull’articolo 18 e la riforma del mercato del lavoro ha un giudizio tranchant: “Credo che si sia persa un’occasione importantissima. Non è l’articolo 18 in sé che andava cambiato, ma una flessibilità in entrata e in uscita dell’intero mercato del lavoro che avrebbe permesso all’Italia di attrarre investimenti e imprese dall’estero”. Il presidente di Confindustria Bergamo coglie la palla al balzo e non si esime dal voler dare la buona notizia della giornata: Dhl resterà a Bergamo. “E’ una conquista per tutto il territorio bergamasco, considerato il fatto che questa multinazionale ha ricevuto proposte da altri scali – commenta Mazzoleni -. Sono stati salvati centinaia di posti di lavoro e con loro tutto un indotto che dà respiro alla nostra economia. L’aeroporto di Orio rappresenta un’eccellenza e anche la recente indicazione europea che lo segna tra gli scali più importanti ne è la conferma”.

Nella palude dei giudizi sulla politica non mette piede. Anzi, cerca di stare alla larga. Mazzoleni riconosce però gli importanti rapporti costruiti con le amministrazioni locali sul territorio per uscire da alcune situazioni di crisi, come in Val Seriana. Per altri aspetti della politica si ferma a “certo si poteva fare di più, ma c’è sempre il margine per fare meglio”. E l’Expo? Bergamo rischia di perdere il treno per l’appuntamento mondiale del 2015?

“Viste le finanze pubbliche mi pare ormai certo che questo progetto non si riuscirà a realizzare – conclude – non per questo il collegamento ferroviario tra lo scalo di Orio al Serio con Bergamo e quindi con Milano non sia importante. Anzi, andrebbero trovate altre formule per poterlo realizzare e mi auguro si trovino al più presto”.

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Commenti

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  1. Scritto da inMinoVeritas

    Giusto. Mandiamoli a casa questi sfaticati: al loro posto mettiamoci il sig. Mino, o il sig. Veritas o sig. Camillo. Tutta gente che ne sa e che ha dimostrato coi fatti quello che si deve fare. Non capisco il problema della classe dirigente: in Italia ci sono 65 milioni di presidenti, direttori, di sindaci e…non dimentichiamoci, di allenatori della nazionale di calcio.

  2. Scritto da Mino

    Anche noi vorremmo contare di più a livello nazionale… ma con un gruppo dirigente come quello bergamsco mi pare impossibile. Mazzoleni, Carrara, Ghilardi, Zucchi, Pirovano, ecc…… siamo destinati al provincialismo perenne.

    1. Scritto da Camillo

      Ti sei dimenticato, Piccinini,Ciccerrone,Bresciani. Sono di complemento, ma ti assicuro che per il provincialismo perenne danno un ottimo contributo.
      E poi il Bomba6, pluritrombato in Confindustria…..
      Come siamo ridotti a Bergamo, ragazzi.
      Il Trota da noi farebbe bella figura.

      1. Scritto da Mino

        Non solo il TROTA. Anche il BEPI, BORGHEZIO, DONI, ecc. sarebbero dei grandi nella nostra Bergamo. Per non dire di altri, che nella scala sociale vivrebbero in cantina….

  3. Scritto da Veritas

    …e i risultati per le imprese bergamasche sono quelli che vediamo tutti: zero assoluto! Speriamo nei nuovi nomi e volti perchè i vecchi non hanno per nulla lasciato un segno positivo.

  4. Scritto da Andy baumwolle

    Solita mania di protagonismo bergamasco
    I due candidati erano bergamaschi
    Chi ha retto il walfare negli ultimi 8 anni era di Bergamo
    Chi si occuperà della riforma di Confindustria e chi l’ha fatta anni fa sono bergamaschi
    Moltrasio vice presidente per anni pure
    Mi sembra che di spazio i Bg ne hanno avuto moltissimo….