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“La casa di Ninetta” Lina Sastri racconta la madre e la malattia

Lunedi 23 aprile "La casa di Ninetta" al teatro Sociale di Città Alta. Lina Sastri racconta infanzia, adolescenza, giovinezza e infine maturità di una donna. Un racconto ispirato alla figura della madre, di Ninetta.

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Al Teatro Sociale lunedì 23 aprile alle 21 ultimo appuntamento con la rassegna di prosa Altri Percorsi. Lina Sastri è protagonista e autrice di La casa di Ninetta, regia Emanuela Giordano, produzione Teatro Diana.

Così Lina Sastri, la figlia, ci presenta Ninetta: Ninetta profumata, profumata di confetti e di fiori, come una bambina, come una neonata piccola e capricciosa, che andava imboccata, e pulita e lavata, come una bambina, come una santa.

Quanta sofferenza hai subito, quanta vergogna sopportata, a braccia conserte, incrociate sul petto a difesa di quel corpo martoriato dalla malattia, umiliato, manipolato e toccato da mani estranee, non sempre amorose, rispettose di te, donna bella e indifesa e pura, e pudica, donna violata nell’intimo, da fuori e da dentro, non più giovane ormai, bambina ormai, piccola piccola piccola.

«Un flusso dell’anima, scritto di getto, senza correzioni, qualche tempo dopo la morte di mia madre. Un tributo alla donna più bella e straordinaria che io abbia mai conosciuto, Anna, detta Ninetta, che era mia madre.

E, attraverso la sua vita degli ultimi anni, crocifissa da una malattia che non perdona, che umilia il corpo e la mente, come l’alzheimer, una casa, una città sorprendente, bellissima e spietata come Napoli, un popolo di donne, e l’uomo, impossibile, e presente, a volte, come una condanna, o un destino immutabile. Un racconto senza lacrime, che parla di lacrime, ma anche di risate improvvise e capricciose, come quelle dei bambini, con la grazia e la leggerezza di chi guarda al dolore con la dolcezza del perdono, e che regala emozione e gioia, e speranza nella vita, interrotto e condotto ogni tanto, dal canto".

Un racconto scritto da Lina Sastri, qui alla sua prima prova di scrittrice, oltre che di interprete, che diventa monologo. Un flusso di coscienza. Si tratta di un racconto, in parte di ispirazione autobiografica, in parte letteraria, dedicato alla madre, una sorta di saga familiare, che prendendo spunto dalla vita reale degli ultimi anni di “Ninetta” appunto, si allarga e spazia nel quotidiano di un vicolo napoletano, toccando i rapporti madre figlia, uomo donna, famiglia, vita.

Nel luglio 2009 è stato pubblicato il romanzo dal titolo appunto La casa di Ninetta edito nella collana Gocce da Marsilio editore.

http://www.teatrodonizetti.it

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