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"Pd, bilancio trasparente ma accidenti che spese pazze!" - BergamoNews
Le pulci ai conti

“Pd, bilancio trasparente ma accidenti che spese pazze!”

Rocco Gargano e Roberto Trussardi (Micromega Bergamo) commentanto le dichiarazioni di Antonio Misiani, parlamentare di Bergamo nonché tesoriere del Partito democratico e mostrano quanto spende il partito: per es. più di 2 milioni in un anno per viaggi, ristoranti, alberghi.

Rocco Gargano e Roberto Trussardi, di Micromega Bergamo commentanto le dichiarazioni di Antonio Misiani, parlamentare di Bergamo nonché tesoriere del Partito democratico, rilasciate in questi giorni ai giornali. L’on. Misiani in sintesi ritiene che il Pd non  possa rinunciare all’ultima tranche del rimborso elettorale perché il partito ha un disavanzo di 43 milioni di euro.

 

Misiani si vanta del fatto che il bilancio del Pd sia l’unico certificato tra quelli dei partiti italiani, come se bastasse questo a giustificare le spese sostenute dal suo partito, che si trova in profondo rosso per più di quaranta milioni di euro nonostante negli ultimi quattro anni abbia ricevuto più di duecento milioni di contributi pubblici.

E leggiamolo questo bilancio.

Una prima cifra salta subito all’occhio: sotto il capitolo spese per viaggi, ristoranti, alberghi etc. risulta che il PD avrebbe speso nel solo 2010 oltre due milioni di euro (per la precisione €uro 2.165.138,00!!!).

E la considerazione che viene spontanea non può che essere: ammazza quanto se magna bene nel piddì! Bene e a spese nostre.

Ma non solo, buttando l’occhio sulle spese sostenute per la sede nazionale di Roma si scopre che la stessa oltre che essere condotta in locazione a peso d’oro (nel 2010 il PD ha versato tre milioni di euro di cui 1.783.000 per regolazione di poste pregresse) evidentemente deve essere stata ristrutturata dalle fondamenta al tetto dato che nel solo anno 2010 per manutenzioni, ma anche per vigilanza, assicurazioni e pulizia (ma si sa che nel Piddì son fissati con la pulizia) se ne sono andati la bellezza di euro 1.862.000,00!

Insomma, per dare un tetto ai poveri dirigenti nazionali del PD a Roma nel 2010 ci siamo svenati con più di tre milioni di euro. Salute.

Ma non finisce qui: c’è il personale dipendente da pagare. Per la modica cifra di oltre dodici milioni di euro nell’anno 2010 sono stati pagati:

• 173 dipendenti, tra i quali ben 5 autisti a tempo pieno ed indeterminato (mica vorremo mandarle in taxi le alte sfere del PD?);

• 17 giornalisti (che chiaramente non possono essere quelli de l’Unità, dipendenti della Nuova Iniziativa Editoriale SpA), tra cui 1 direttore, 8 capiredattori, 1 vicecaporedattore, 2 vicecaposervizio e 6 redattori semplici: i generali son più delle truppe nel Piddì;

• 12 collaboratori.

E ancora: vuoi che il PD nonostante l’esercito di oltre 200 dipendenti non abbia bisogno di qualche – non meglio precisata – consulenza o collaborazione esterna? Per quelle nel 2010 ne sono andati niente meno che 1.466.00,00 euro. Per nostra fortuna, però, nel 2010 sono state anche finanziate iniziative imprescindibili per il mantenimento della democrazia in Italia, che nel bilancio sono segnalate tra gli eventi più significativi della campagna elettorale delle regionali 2010, quali:

• Dopofestival a Saremo (non ci potevamo credere neanche noi ma è scritto proprio così: Dopofestival a Sanremo!);

• La grande mobilitazione “Porta per porta” (mai visti, almeno a Bergamo. Si saran confusi con Porta a Porta?);

• L’incontro tenuto a Pollica nientemeno che sul tema “la dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco”!

• etc etc

Molto altro ci sarebbe da dire, ma del resto il bilancio è consultabile sul web e chiunque può farsi un’opinione leggendolo direttamente.

Sostiene Misiani che il finanziamento pubblico dei partiti è indispensabile al funzionamento della democrazia perché altrimenti i partiti sarebbero facile preda delle lobby.

Invece con i soldi pubblici no?

Ma via, guardiamo in Lombardia, dove, nonostante il finanziamento pubblico, il PD non ha minimamente contrastato lo straripante potere ciellino.

O guardiamo a Bergamo, dove il centrosinistra al termine di 5 anni di governo è stato mandato a casa con l’accusa di aver ceduto più volte al partito dei costruttori ed aver così cementificato la città.

In conclusione: è davvero così inconcepibile che, in tempi di nera recessione e ristrettezze, i partiti non gravino così pesantemente sulle tasche degli italiani e non possano tirare la cinghia (o quanto meno rinunciare a qualche cena al ristorante a carico nostro) destinando le risorse così liberate a chi ha davvero bisogno?

Riconosciamo comunque un merito al PD: avere pubblicato, a differenza di altri partiti, il bilancio sul web così da rendere effettivamente un po’ più trasparente la vita del partito. Ma questo, evidentemente, non basta.

Per Micromega Bergamo

Rocco Gargano

Roberto Trussardi

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