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Lo strazio di Gregucci “Conoscere Mario è stato un dono divino”

L'ex tecnico dell'Atalanta, allenatore di Morosini a Vicenza dal 2007 al 2009, ci parla del suo "allievo prediletto": "Quando ho saputo della sua morte sono stato male fisicamente. Sono arrabbiato col destino, non se lo meritava".

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“In un mondo del calcio in cui tutto passa e i veri valori vengono spesso persi di vista, Mario ha lasciato dentro di me qualcosa di speciale, che custodirò sempre”. E’ straziante il ricordo di Piermario Morosini regalato a Bergamonews da Angelo Gregucci, l’ex allenatore dell’Atalanta che dal 2007 al 2009 ha guidato lo sfortunato centrocampista bergamasco nelle file del Vicenza.

“Quando ho appreso la notizia della morte di Mario – continua il tecnico pugliese – sono stato male fisicamente, il dolore è stato davvero troppo forte. Cadere nella retorica con parole che vanno al di là dello scontato è facile, ma quando qualcuno mi chiede di parlare di Morosini non posso far altro che spendere tutte le cose più belle che si possono dire di un ragazzo di 25 anni che dalla vita aveva ricevuto tanta sfortuna. Di Mario porterò per sempre dentro di me un bellissimo ricordo, il ricordo di un allievo prediletto, di un ragazzo meraviglioso, di un uomo vero costretto a crescere troppo presto. Per me conoscerlo e guidarlo ai tempi del Vicenza è stato un onore e un piacere, un dono divino che qualcuno mi ha voluto fare: tutti sapevamo delle disgrazie che, sin da giovanissimo, l’hanno accompagnato – spiega Gregucci -, ma quando cercavi di aiutarlo e di stargli vicino ti accorgevi che alla fine era lui, con la sua tristezza ma anche con la sua incredibile bontà, che donava qualcosa a te”.

L’ex tecnico di Atalanta, Sassuolo e Reggina pensa poi alla sorella di Morosini: “Adesso spero che il mondo del calcio sia sensibile e possa fare qualcosa per quella sfortunata ragazza che all’improvviso ha perso una delle persone più importanti della sua vita. Io ora faccio fatica anche a parlare di Mario – spiega Gregucci con la voce quasi rotta dal pianto -, sono arrabbiato col destino, vorrei prenderlo a pugni: come può riservare un simile disegno ad un ragazzo tanto buono?”.

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Commenti

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  1. Scritto da 1907

    Grande Angelo, nella tua piccola presenza a Bergamo, sei entrato in punta di piedi è ne sei uscito da signore !! Onore a te !!Bergamo non dimentica !!