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Renato Lamera, mira e freddezza da record mondiale

In occasione dell’inaugurazione a Brescia dell’EXA 2012 il bergamasco Renato Lamera, recordman mondiale della specialità “tiro a volo dinamico” si esibirà presso lo stand “Bettolino” di Trenzano.

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In occasione dell’inaugurazione a Brescia dell’EXA 2012, la più importante esposizione dell’industria delle armi sportive e da caccia, oggi e domani 15 aprile il bergamasco Renato Lamera, recordman mondiale della specialità “tiro a volo dinamico” si esibirà presso lo stand “Bettolino” di Trenzano che sarà collegato all’EXA da apposita navetta per i visitatori. Il “tiro dinamico” è una disciplina sportiva tra le più impegnative e spettacolari, che richiede forza fisica, controllo emotivo, dedizione e conoscenze tecniche specifiche, nata per sorprendere e divertire lo spettatore. Renato Lamera col suo fucile semiautomatico a dodici colpi è maestro nell’intrattenimento di un pubblico sia competente che profano e le sue performance atletiche sono vere e propri show d’eccellenza.

Lo scorso 9 aprile allo stand “Cieli Aperti” di Cologno al Serio ha eguagliato il suo record mondiale di tiro dinamico con 11 target su 11. Si aspettava questa performance? Assolutamente no, perché io vado in forma verso fine stagione quando ho grandi prove alle spalle. Riuscire a 61 anni a ripetere il record del mondo a distanza di sette anni ha lasciato di stucco me e il pubblico, soprattutto per la perfezione assoluta con cui è avvenuto. Per un risultato del genere bisogna che tutte le combinazioni siano giuste. In un attimo ho sentito il vento calare e mi sono detto “adesso o mai più”. Dai nove piattelli sono saltato agli undici, ho fatto un lancio d’incredibile forza e sono uscite, d’istinto, undici fucilate in sequenza millimetrica e in esatta scansione di tempo. Mi ha salvato non l’idea di colpire undici piattelli ma il coraggio di tentare cose impossibili. Riuscire in cose difficili appartiene alla categoria dei tenaci e degli audaci e io ho una testa da bergamasco, me lo diceva mia madre “te set u crapù”.

Sarà special guest all’Exa di Brescia. Può essere questa l’occasione per sfidare di nuovo il suo record? Io non devo sfidare la provvidenza, ai 12 piattelli sono molto vicino ma non sono ancora pronto. All’EXA non tenterò gli 11 ma i 12 piattelli proprio come allenamento in vista della Coppa del mondo che si terrà il prossimo 2 maggio a Lonato alla presenza di 70 nazioni. Devo arrivarci con un po’ di esperienza alla spalle, non solo tecnica ma anche emotiva. E’ abbastanza semplice ottenere un risultato quando si è da soli, ma sotto gli occhi di migliaia di persone entrano in gioco l’emozione, il carattere, la paura, la voglia di riuscire… I grandi eventi si fanno solo alla presenza del pubblico e l’atleta deve avere un’ottimale gestione dello stress, oltre a sapere coinvolgere la gente con buona dialettica. Perché in questa disciplina il pubblico ha bisogno di capire cosa si sta facendo, di essere guidato nei 40 minuti che precedono il record attraverso le tappe di avvicinamento via via da pochi piattelli fino al gran finale.

Lei ha al suo attivo due pubblicazioni di grande successo internazionale sul tiro al piattello specialità fossa olimpica. Ha in previsione anche un trattato sul “tiro dinamico”? No, il “tiro a volo dinamico” non si insegna coi libri ma con la pratica. E’ una disciplina che mi ha fatto capire tanti aspetti della persona umana, cosa vuol dire essere determinati e avere una buona dose di passione, ma soprattutto cosa significa essere campioni, non per avere vinto ma campioni nell’umiltà della vita. Insomma questo sport mi ha insegnato con umiltà che si può toccare il basso ma si può toccare anche il cielo quando tutto funziona nel verso giusto, se si ha coscienza pulita e si sta bene con se stessi.

Non ha pensato di inviare il video delle sue performance a Londra al comitato organizzatore delle Olimpiadi? È un pensiero che avevo avuto due olimpiadi fa, quando la mia mente era esaltata da ciò che facevo. Adesso che ho maturato esperienza e risultati è un’idea che non ho più coltivato. Però sarebbe un sogno, dovrei portarlo avanti attraverso la mia storia e i miei sponsor. Non posso aspettare altre Olimpiadi, perciò questa potrebbe essere davvero una buona occasione.

Stefania Burnelli

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Commenti

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  1. Scritto da alba

    grande renato! sei il migliore!