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“Poniamo fine alla paludosa gestione di Uniacque”

Pubblichiamo il comunicato dell'Api che chiede di porre fine alla gestione dell'acqua pubblica da parte della società Uniacque e di fare chiarezza su quanto è accaduto negli ultimi anni.

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Pubblichiamo il comunicato dell’Api che chiede di porre fine alla gestione dell’acqua pubblica da parte della società Uniacque e di fare chiarezza su quanto è accaduto negli ultimi anni.

In un periodo così difficile per i consumatori, per le famiglie e le imprese, ogni e qualsiasi spreco, spesa inutile e aggiuntiva, specie se causata da pessima amministrazione, distrazione ed insipienza nella gestione della cosa pubblica non può più essere tollerata. Da oltre 5 anni la gestione dell’intero ciclo idrico integrato nella Provincia di Bergamo per volontà fortemente condivisa pressochè unanimemente dai Sindaci e dall’ex amministrazione della Provincia di Bergamo e da un vasto consenso politico è stata affidata ad un unico soggetto gestore, la Uniacque spa, società interamente pubblica costituita dai Comuni e dalla Provincia di Bergamo. Ciò è avvenuto sulla base del presupposto che dovesse scomparire la miriade frammentata di gestioni consortili, comunali e societarie, con l’obiettivo di una tariffa unica d’ambito provinciale uguale per tutti i cittadini ( di città, di pianura e di montagna ), una tariffa dimensionata per consentire la gestione e gli investimenti necessari a completare gli impianti di prelievo e distribuzione dell’acqua, di fognatura e depurazione fortemente deficitari in alcune aree della Provincia di Bergamo. Una tariffa che equilibrasse zone ricche e zone povere, zone forti e zone deboli, conseguendo economie di scala nella gestione e riducendo gli sprechi e le superflue spese politiche della gestione. A distanza di 5 anni vi sono alcune realtà che, in barba alla legge, in barba alle decisioni della competente Autorità d’Ambito Provinciale, nel più totale silenzio, insipienza e latitanza degli amministratori che dovrebbero intervenire, continuano a gestire i servizi senza regolare affidamento e in contrasto con l’affidamento ad Uniacque. Significativi sono alcuni episodi ed esempi che sono stati oggetto di segnalazioni e denuncia in questi giorni. La Provincia di Bergamo oltre ad essere per legge l’ Ente costitutivo dell’Ufficio d’ambito, l’Autorità che ha in capo l’assegnazione, la vigilanza ed il controllo sull’affidamento del servizio ad Uniacque , è anche socio fondatore e maggiore azionista di Uniacque, ma è anche socio azionista di due società: Cogeide e Idrogest, società che si sono opposte all’affidamento del servizio unico ad Uniacque e continuano a gestire i servizi illegittimamente senza regolare titolo. Uniacque ha recentemente acquisito con un costo di ben 23,5 milioni di Euro, le azioni della BAS SII, ex gestore dei servizi della Città di Bergamo, società anch’essa non titolata a mantenere la gestione del servizio. Vi è il rischio concreto che quella che riteniamo essere una impropria ed improvvida operazione di acquisto della BAS SII costituisca l’esempio per altre analoghe operazioni di acquisizione di società che illegittimamente continuano ad esercitare la gestione dei servizi idrici, in barba alle amministrazioni comunali ed alle società che in questi anni, coerentemente alle comuni scelte condivise, hanno conferito le loro reti a costo zero come disposto dalla normativa di settore. Tutto questo ha comunque un costo che si trasferirà sulle tariffe a carico dei consumatori e non si trasformerà nei necessari investimenti nei servizi di cui la comunità bergamasca ha bisogno a partire da quelli della fognatura e depurazione previsti da un Piano d’ambito che continua a rimanere sulla carta. Chiediamo alle Autorità di vigilanza competenti, ed alla Provincia di Bergamo nelle sue diverse e contradditorie funzioni, che si ponga fine a questo stato di paludosa indeterminatezza e gestione, e che sia fatta piena luce sulle operazioni di acquisizioni societarie affinchè sia ristabilito un regime di trattamenti equitari fra tutte le amministrazioni comunali della Provincia di Bergamo.

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Commenti

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  1. Scritto da Max Pezzoli

    Scrivi i tuoi reclami verso Uniacque qui:
    https://www.facebook.com/pages/Uniacque-reclami-e-disservizi-pagina-spontanea-dai-cittadini/646060325415276
    scoprirai che non sei solo, siamo in tanti ad avere avuto problemi con Uniacque. Aiutateci a diffondere questa pagina, solo così ci ascolteranno, mettete il mi piace e condividetela.

  2. Scritto da Rosa

    Volevo aggiungere il fatto che son pure peggio di equitalia visto che spn disoccupata con 2 minori a carico e siccome ho chiesto la rateizazione dopo la scadenza non la concedono e io x 500 euro che non so dove prendere ma che potrei pagare un po x volta da settimana prossima sono senza acqua ! Grazie x l umanita di questi avidi n.b loro x 3 anni non mi hanno mandatp bollette x darmi la mazzata che schifo!!!!

  3. Scritto da Mah

    A dire il vero questo articolo tralascia alcuni argomenti. La tariffa prima di tutto non è stata fissata da Uniacque ma da Finlombarda che ha previsto una tariffa d’ambito teorica. Proprio perchè teorica non teneva conto della realtà della provincia, dove i comuni meno efficienti e più costosi ed incampaci sono confluiti in Uniacque (prettamente posti dove non esistono economie di scala e quindi si paga più di quanto si guadagna) mentre BAS continuava a gestire la zona più redditizia (Bergamo città). La stessa Fin. ha previsto un piano di investimenti che si reggeva su una cassa (inestistente) di 80 mln di euro, e su un vol. d’acqua eccessivo. In pratica ha sovrastimato gli introiti.

    1. Scritto da adriano58

      questa idea che ci sono comuni inefficienti o incapaci e comuni più efficienti come bergamo servita da bas è fuorviante. Un conto è fornire l’acqua con un tubo di 10 metri a 1 abitante e un conto è fornirla a 100 abitanti, questo è il tipo di rapporto tra città e paesini sparsi, è chiaro che i costi sono diversissimi e poi a Bergamo città l’acqua scende a gravità dalla montagna e in pianura bisogna prelevarla a 100 metri di profondità con enormi costi di energia..è per questo che la tariffa unica serve ad equilibrare realtà ricche e povere in termini di servizio idrico, è questa una sussidierietà istituzionale vera non a slogan

      1. Scritto da Infatti...

        è proprio di questo che mi riferisco con inefficienza (tecnica, non manageriale) ed economie di scala. E proprio perchè questo “riequilibrio” funzioni, Uniacque deve comprende entrambe le realtà: quelle a basso profitto e quelle ad alto costo. Ora come ora la tariffa fa una “media” delle due realtà. Chiaramente Uniacque prendendo solo il “male” non ha possibilità di fare gli investimenti previsti (ad aggiungersi ad assunzioni errate.. volumi d’acqua troppo elevati, cassa elevate… etc)

    2. Scritto da il gipeto

      ma che c’entra finlombarda !!! la tariffa l’ha fissata l’autorità d’ambito…

    3. Scritto da il gipeto

      ma che c’entra finlombarda !!! la tariffa l’ha fissata l’autorità d’ambito…

      1. Scritto da L'autorità d'ambito...

        la approva… ma non ha alcun potere nel fissarla. La scorsa tariffa è stata calcolata da Finlombarda seguendo il metodo normalizzato della legge Galli. Prima del referendum è stata invece calcolata dall’università di Bergamo sempre seguendo le normative. L’ATO non ha alcun potere di fissare la tariffa ma, semplicemente, la approva di concerto con la provincia.

  4. Scritto da bigina

    Con questa torbida storia della gestione dell’ acqua mi sa che federconsumatori ha fatto proprio centro ! E il silenzio dei maggiori partiti e di gran parte della stampa locale la dice lunghissima !!! Bravi API e BN

    1. Scritto da Rosa

      Oltre a tutta questa acqua torbida che gira intorno a questa uniacque possi aggiungere che sono aguzzini prggiori di equitalia dal momento che non sanno rateizzare 500 euro ad una disoccupata cin due minori a carico solo perche non mi sono presentata prima della scadenza della bolletta!bhe posso dire che oltre alle acque torbide non c e piu senso di umanita!! Bello schifo e non sono neanche libera di cambiare gestore questa e l italia

  5. Scritto da paolo sarti

    Speriamo che i sindaci bergamaschi vigilino sulla nostra acqua e non consentano per i ricatti delle segreterie dei partiti di regalare ai privati anche questo bene come hanno già fatto con telecom e autostrade. Uniacque deve uscire dall’acquitrino della politica in cui PDL Lega e PD l’hanno cacciata, deve diventare un’azienda vera che da servizi e fa gli investimenti. Ma per questo devono cambiare le teste !!!

  6. Scritto da Sunclair

    Si può fare di meglio: l’Azionariato Utenti! Così la si finisce con questa mafia cripto-marxista di stipendiati pubblici che agiscono da satrapi di provincia. L’acqua è dei cittadini, chi paga le bollette è l’azionista di diritto. Sarà la volontà dei cittadini-azionisti a stabilire la politica e gli organigrammi, a votare i bilanci, a finalizzare gli utili. Basta uomini ombra, infiltrati ovunque dai partiti. Basta illegalità, disfunzioni, lassismo , manipolazioni di bilanci, appropriazione di utili societari. Gli immobili, i capitali, tutto si è formato sui soldi delle nostre bollette. Quindi gli azionisti di diritto siamo noi, non la lega dei girasedie della Provincia. Basta!

    1. Scritto da alex

      è una proposta intelligente, non è solo un commento, da votare al 100%!
      sarebbe una scelta democratica

    2. Scritto da Avatar

      Condivido soprattutto sull’esistenza degli uomini ombra…. E’ una situazione indecente dove si continuano a creare debiti e poi dovremo ripianare con l’aumento delle tariffe.
      Possibile chi i sindaci non se ne accorgono ? La gestione costosissima ė sulla bocca di tutti ma non si ha il coraggio di chiedere trasparenza e soprattutto di vedere i costi di gestione….

      1. Scritto da lubri

        Verissimo, ma non solo ,sembra quasi certo che ci sia un buco di bilancio 2011 di 60 milioni di €, e di 800 milioni di € spalmati sulla durata della concessione di 30 anni.

  7. Scritto da Osiamo!

    E se provassimo a “Porre fine alla paludosa gestione di ciò che è governato dall’asse CL-Lega nella provincia”?
    … e poi magari anche in Regione…?

  8. Scritto da massimo

    E’ una cosa indecente! Uniacque dovrebbe ridurre costi e favorire gli investimenti, ma non è stato così. I costi sono aumentati spaventosamente . Oltre alla tariffa dell’acqua anche i costi di allacciamento sono aumentati tantissimo. La beffa è che per operazioni finanziarie sbagliate, debba pagare l’utente finale ( come sempre). Si parla tanto di gestione pubblica dell’acqua e di non privatizzarla, ma è già una gestione privatizzata.

    1. Scritto da Giacomo Testa

      Se ho ben capito, nel corso di quest’anno, l’Amministrazione comunale di Vertova dovrà sborsare 75000 euro per la riparazione di alcuni tratti dell’acquedotto ridotti a colabrodo, cosa che competerebbe a Uniacque, perchè quest’ultima non è in grado di sostenere la spesa, oltretutto dopo un aumento piuttosto marcato delle bollette. Decidete voi se ci troviamo difronte ad un ente utile e virtuoso o meno……..

      1. Scritto da Paolo

        E perchè il virtuosissimo comune di Vertova non ha provveduto a riparare questi tratti di acquedotto prima di cedere il servizio a Uniacque? Oppure le tubazioni si sono rotte tutte negli ultimi anni? E’ sempre così i comuni cedono il servizio e poi presentano la lista della spesa (ovvero le cose che non funzionano…)

  9. Scritto da Tuditanus

    Non sarebbe meglio per l’industria italiana (piccola, grande o media che sia) cercare di migliorare le esportazioni, invece di andare a cercare rendite per gente incapace di esportare privatizzando i servizi pubblici?

    1. Scritto da Jumbo

      In italia tantissimi imprenditori (meglio dire investitori) hanno imparato in questi anni che è molto meglio “tettare” dal pubblico e dal monopolistico (autostrade, privatizzazioni in condizione di monopolio soatanziale, sanità, appalti, lottizzazioni) , utili enormemente più alti e facili che non “imprendere”. Gli imprenditori veri in italia sono destinati all’estinzione, per troppa facilità di far soldi da altre parti.