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Colantuono: “Gara difficile, più di quella di Napoli”

L'allenatore nerazzurro smorza gli entusiasmi dopo l'esaltante vittoria del San Paolo: "Dobbiamo far finta di aver perso, per affrontare nel modo migliore un avversario molto insidioso. Ho già scleto come sostituire Denis, ma non lo dico".

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“Sarà una gara molto difficile, per diversi aspetti più di quella di Napoli”. Per dare seguito alla magica vittoria del San Paolo nel turno infrasettimanale, l’Atalanta deve cercare di superare il Chievo domenica al Comunale. Con successo sui clivensi i nerazzurri raggiungerebbero probabilmente una quota di punti che permetterebbe di festeggiare con largo anticipo la virtuale salvezza.

Una sfida, però, ricca di insidie, parola di Stefano Colantuono: “ Sarà un partita totalmente diversa rispetto a quella contro il Napoli –ha detto l’allenatore nerazzurro nella conferenza stampa della vigilia-. Molto difficile, perché il Chievo sta ripetendo uno dei suoi soliti campionati. Ha già 42 punti ed un gruppo consolidato, che fuori casa riesce ad esprimersi ancora meglio. E poi loro hanno avuto un giorno in più di riposo rispetto a noi, che in una settimana come questa con tre impegni può significare molto Non dobbiamo abbassare la guardi perché con la vittoria di Napoli non cambia nulla. Dobbiamo vivere nella precarietà, facendo finta che arriviamo da una sconfitta”.

Caratteristica comune della due rivali sarà l’assenza dei rispettivi bomber, Denis da una parte e Pellisier dall’altra, entrambi squalificati: “Credo siano due assenze che avranno lo stesso peso, sia per noi che per il Chievo. Per quanto riguarda la mia formazione ho già scelto se giocare ad una o due punte, ma preferisco non dirlo. Stiamo valutando poi alcuni di quelli che hanno fatto due partite questa settimana. Come Schelotto, che sta bene ma abbiamo preferito farlo allenare a parte. Ha dei problemi alla schiena già dalla scorsa settimana”.

L’eco della roboante impresa di Napoli risuona ancora tra le mura di Zingonia. Un successo figlio di diversi elementi che in questa stagione non hanno avuto molto spazio: “Mantenere alta la concentrazione del gruppo è importante, anche quando in molti vanno in panchina o in tribuna. Purtroppo si gioca in undici e riesco a capire benissimo la delusione di chi sta fuori. L’impegno mio più gravoso è quello di scegliere chi mandare in tribuna. A tal proposito io farei una nuova regola, quella di allungare la panchina con almeno due posti di più. Per gratificare i ragazzi del lavoro svolto settimanale”.

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