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Napoli-Atalanta, quando un match può avere mille significati

Sud contro Nord. Il meridione più ghermito e usurpato contro la base (per qualcuno solo simbolica, per altri no) dell’orgoglio padano. Questa sera, mercoledì 11 aprile, i due opposti si ritroveranno uno di fronte all’altro.

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Napoli-Atalanta. Sud contro Nord. Il meridione più ghermito e usurpato contro la base (per qualcuno solo simbolica, per altri no) dell’orgoglio padano. Questa sera, mercoledì 11 aprile, i due opposti si ritroveranno uno di fronte all’altro.

Qualcuno lo chiama, un po’ stupidamente, il derby Sud-Nord, per altri è una battaglia che, a prescindere dalla classifica e dallo stato di forma, non si può assolutamente perdere.

Napoli-Atalanta, infatti, non è mai stato un match che si è giocato solo ed esclusivamente in campo. A dividere le due realtà, infatti, c’è da sempre anche un aspro confronto politico che, anche se per molti non dovrebbe, riesce sempre a trovare il suo discreto spazio tra campo e tribune. Già, perché la sfida che questa sera metterà di fronte la formazione del livornese di San Vincenzo Walter Mazzarri e quella di Stefano Colantuono, difficilmente in passato è terminata con il fischio finale del direttore di gara di turno. Com’è successo, ad esempio, nella stagione 2008-’09 quando l’Atalanta sconfisse il Napoli con un 3-1 che non lasciò spazio a repliche e polemiche. O almeno così poteva sembrare. I partenopei, infatti, ci regalarono una settimana ricca di autentici show fatti di accuse di razzismo verso il Nord “leghista”, e tutti i bergamaschi, chi più, chi meno, caddero nel maledetto calderone biancazzurro. Anche l’ufficio stampa dell’Atalanta, nell’occasione, finì al centro delle accuse, “colpevole” di aver fatto rispettare le regole della Lega Calcio che vietavano l’ingresso nello stadio delle telecamere non autorizzate. I napoletani se la presero persino con il loro compaesano Ferdinando Coppola che a fine partita si prese la briga di salutare (e mandare baci) alla moglie e ai figlioletti presenti, come ogni domenica, al Comunale. A onor del vero, però, va ricordato che a far partire la miccia quel giorno furono i bergamaschi, che sfogarono la loro ira (per un rigore inesistente regalato da Christian Brighi ai napoletani) nei confronti di una coppia campana che, al gol di Ezequiel Lavezzi, osò esultare. Proprio lì, in mezzo ai tifosi atalantini, in quella tribuna che spesso ospita tifosi più caldi degli ultrà veri e propri.

Napoli-Atalanta è da anni anche il match degli sfottò tra i sostenitori. Sfottò che, spesso e volentieri, vengono mal digeriti dalle persone più sensibili che ci tengono a sottolineare la differenza tra coro razzista e coro canzonatore. Ma si sa, la mentalità del tifoso è opportunistica e faziosa e ha un solo scopo: la vittoria. Se poi questa non arriva poco importa, basta far sentire l’avversario comunque inferiore in una versione tutta calcistica del “mors tua, vita mea”.

Ma, per fortuna, la sfida tra il Sud patria del “principe della risata” e il Nord padano si gioca anche sul verde rettangolo di gioco, e per l’Atalanta, quella del San Paolo, sarà l’occasione per tornare laddove due anni fa fu sancita la sua retrocessione matematica al termine di una stagione che definire sciagurata sarebbe ancora poco. Un motivo in più per i ragazzi di Colantuono per portare a casa un risultato che avrebbe un doppio sapore dolce: quello dell’impresa e, soprattutto, quello della rivincita.

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Commenti

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  1. Scritto da Marco

    Ho riletto un paio di volte questo articolo, scusate, ma sinceramente non ne capisco il senso, non si capisce cosa vuole trasmettere e quale è il punto a cui si vuole arrivare. Idee parecchio confuse direi.

    1. Scritto da GAETANO

      L’articolo, così com’è, non ha senso. Napoletani e bergamaschi sono persone civili per cui l’eventuale scambiuo di sfottò non è mancanza di rispetto dell’uno verso l’altro; è un modo di vivere le sensazioni gioiose che accompagnano le manifestazioni sportive. Che vinca il migliore.
      Ad maiora !

  2. Scritto da fredo

    SUD contro NORD.
    Che bisogno c’era di fare un articolo del genere….