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“L’orizzonte del mare” la malattia mentale in un film

Al Centro Civico Culturale giovedì 12 aprile presentazione del film documentario “L’orizzonte del mare” di Maurizio Solvetti, diventato testimonianza di una realtà complessa come quella della malattia mentale

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Giovedì 12 aprile alle 21 alla Sala del Centro Civico Culturale di Lovere presso il Porto Turistico verrà presentato il film “L’Orizzonte del mare.

Un viaggio nelle buone e nelle cattive prassi in psichiatria”, un documentario fatto di interviste, incontri e storie raccolte in diversi centri psichiatrici che permettono di avvicinarci a una realtà complessa come quella della malattia mentale.

Il film è promosso dall’Associazione Liberamente di Lovere (Bg) e da Arci Bergamo ed è frutto del lungo lavoro di Maurizio Solvetti, diventato testimonianza grazie al contributo di Fondazione Cariplo, la regia di Fabrizio Zanotti e il supporto di Beatrice Catini come Comitato Scientifico.

Il film prende spunto dall’esperienza fatta da Salvetti nel 1997 quando, nel corso del servizio civile al Centro di Salute Mentale di via Borgo Palazzo a Bergamo (ex manicomio) cominciò a vedere e filmare le costrizioni e le privazioni a cui erano sottoposti i malati.

In quel luogo in cui i tempi di ognuno erano scanditi dalla struttura, le persone erano private di qualsiasi oggetto personale e soprattutto delle proprie abitudini: tutti obbligatoriamente standardizzati, uniformati e spersonalizzati anche nei gesti più naturali come fare la doccia. In quegli anni si scelse di non fare un uso mediatico della “sofferenza” raccolta, ma il materiale fu consegnato alla Magistratura che vi lavorò e stabilì la chiusura della struttura e il recupero dei pazienti in realtà più attente alle loro problematiche.

Nel lungometraggio Massimo, un paziente con problemi psichiatrici, conosciuto molti anni prima, accompagna Salvetti su e giù per il Paese alla ricerca di testimonianze che sono prima di tutto storie di vita: Venezia, Bergamo, Trieste dove il celebre medico Basaglia per primo “aprì” le porte dei Manicomi, Massa Carrara, sono alcune delle tappe percorse dai due uomini in un cammino di conoscenza spesso dura, mai patetica.

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