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L’allarme della Cisl: “A Bergamo a rischio 11.700 posti di lavoro”

La Cisl di Bergamo lancia l’allarme e punta il dito sui mancati “progetti di rilancio” Bergamo: a rischio 11.700 posti di lavoro. "Il Governo pensi a sviluppo e occupazione”

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Sono oltre 11mila i lavoratori che hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro in provincia di Bergamo. La Cisl lancia l’allarme per una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se non interverranno iniziative e strumenti utili a cambiare la rotta. Anche a tal proposito, la Cisl di Bergamo intende avviare nelle prossime settimane un calendario di iniziative e di mobilitazione per rimarcare l’urgenza di mettere in campo politiche e azioni per favorire il lavoro, sostenere lo sviluppo e per dare una risposta all’ormai ineludibile problema del sostegno al reddito per tante famiglie in situazioni di difficoltà.

“I dati relativi alla disoccupazione, all’incremento della mobilità, alle tante crisi aziendali che hanno fatto innalzare in modo notevole l’utilizzo degli ammortizzatori sociali – si legge in una nota della segreteria di via Carnovali -, impongono una svolta nelle politiche nazionali e territoriali. Non possiamo rimanere immobili ad assistere al progressivo impoverimento del tessuto economico e industriale del territorio e alle gravi ripercussioni sui lavoratori e lavoratrici bergamasche. Vi sono ormai intere aree industriali della provincia senza nessuna prospettiva e progetto di rilancio per il futuro; tante situazioni di crisi che impatteranno in modo fortissimo sul tessuto sociale di tante realtà della provincia: basti pensare alla situazione della Legler di Ponte San Pietro con la scadenza degli ammortizzatori sociali nelle prossime settimane; alla situazione del cotonificio Honegger di Albino; agli inaccettabili ritardi burocratici relativi agli sviluppi dell’area della Indesit di Brembate; a tutto il settore delle costruzioni alle prese con una crisi fortissima che negli ultimi 2 anni ha comportato una perdita di oltre il 20% degli addetti del settore. Tutto questo insieme alle numerose realtà di media-piccola azienda in grande difficoltà concentrate soprattutto nel settore meccanico/tessile e in diversi comparti del terziario”.

Dalle stime effettuate dalla Cisl sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali sulle crisi strutturali delle imprese bergamasche (cigs e cigs in deroga) emerge una situazione di grande preoccupazione per circa 11.700 lavoratori dell’industria e delle costruzioni che vedono fortemente a rischio il loro posto di lavoro.

“E’ questa la priorità che deve essere assunta dal Governo – continua la nota Cisl – dalla politica a tutti i livelli, dalle parti sociali. Abbiamo valutato positivamente le ultime modifiche apportate al testo del disegno di legge sul mercato del lavoro, con la salvaguardia del valore dell’art. 18 e per il contrasto alle forme più estreme di flessibilità e precarietà. Intendiamo seguire con attenzione l’evoluzione della riforma degli ammortizzatori sociali per garantire l’universalità delle prestazioni e una più incisiva politica attiva del lavoro. Ma vogliamo ribadire che la vera priorità è quella dello sviluppo e dell’occupazione. A questa fase di crisi del lavoro si aggiungono anche tutti i provvedimenti e le manovre economiche di questi ultimi mesi che gravano sulle famiglie e sui ceti sociali più esposti alla crisi. L’aumento delle imposte locali, prezzo dei carburanti, incremento dell’iva, l’imposta sulla prima casa, l’incremento delle tariffe sono ormai insostenibili per tante famiglie. Servono interventi sul versante fiscale per dare maggior respiro ai redditi dei lavoratori e dei pensionati”.

La Cisl di Bergamo denuncia inoltre il ritardo del governo sul versante della decontribuzione e defiscalizzazione degli incrementi economici aziendali relativi alla produttività che riguardano migliaia di lavoratori bergamaschi e sugli annunciati ma mai concretizzati investimenti necessari al rilancio dell’economia. Per questo, oltre alla manifestazione nazionale del 13 aprile per dare una risposta al problema degli esodati, la Cils di Bergamo ha deciso un calendario di iniziative: il 20 aprile ci sarà un incontro del gruppo dirigente della Cisl di Bergamo con i parlamentari e consiglieri regionali bergamaschi sul tema del lavoro e dello sviluppo; il 21 aprile è in programma la manifestazione e il presidio regionale di tutta la Cisl lombarda a Milano su riforme, lavoro, sviluppo e crescita. Nei prossimi giorni la Cisl di Bergamo intende avviare un confronto con tutte le organizzazioni sindacali per mettere in campo ulteriori iniziative, comprese anche mobilitazioni di tutto il mondo del lavoro bergamasco, per porre il tema del lavoro, dello sviluppo e dell’equità sociale come elemento prioritario dell’azione di governo a tutti i livelli.

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Commenti

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  1. Scritto da concretezza

    Lanciare “allarmi” e dire che la priorità è quella dello “sviluppo e occupazione” va bene (ma questo lo dicono tutti e serve solo per gettare fumo) quindi ma non basta : chiedere il ripristino dell’indicizzazione delle pensioni ed il rinvio dell’IMU sarebbero proposte concrete.

  2. Scritto da Diego

    Il declino dell’Italia è inevitabile e siamo solo all’inizio. Le grandi produzioni si stanno spostando da anni all’estero e quindi abituiamoci alla disoccupazione e alla povertà..

  3. Scritto da Sergio

    e la Cisl cosa fa? come la Cgil…. scioperi che spaccano in tre l’unità sindacale, i lavoratori e i loro diritti…non siete credibili: cambiate mestiere o tornate a reggere le braghe a berlusconi e bossi..