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Il debito pubblico e delle banche strozza la crescita

Nell’ultimo anno l’indebitamento netto delle banche verso l’estero è aumentato di 180 mld, di cui 90 sono stati rigirati allo Stato. L’idrovora statale ci sta mangiando ad un ritmo devastante. Quale crescita con questi dati ed a queste condizioni?

In 15 giorni di Borsa aperta i Btp decennali hanno perso circa 600 punti base, tanti ne hanno guadagnati i Bund decennali tedeschi. Milleduecento punti da conteggiare sullo spread che da quota 280 torna a 400 e 0,6% di tasso in più per le emissioni di nuovi titoli italiani. Le tensioni sembrano accentuate perché l’asta dei Bot con scadenza un anno ha visto raddoppiare i rendimenti che da 1,40% passa a circa 2,80%.

La Germania ha fatto il pieno di soldi all’asta di Bund decennali al tasso storico minimo del 1,75%. Lo spread probabilmente ha chiuso nella giornata di mercoledì 11 aprile il suo ciclo di debolezza ed è pronto a tornare (è una speranza) alle quotazioni del mese scorso non senza un sentito grazie dei tedeschi che hanno lucrato la loro provvigione (0,6% in meno per 10 anni sull’emissione di Bund a tasso fisso).

Appare sempre più chiaro agli economisti che l’economia comunitaria europea non può reggersi su queste assurdità finanziarie che amplificano anziché smorzare le divergenze tra economie deboli (la nostra e la Spagna) e quelle forti (la tedesca) senza portare miglioramenti di sorta; tutto ciò nonostante le manovre varate dai rispettivi governi su indicazione comunitaria. A queste condizioni non c’è molta speranza che il mercato dell’euro abbia futuro.

Ecco alcuni dati salienti che si evidenziano nei rapporti di Banca d’Italia utili per riflettere sulla consistenza dei prestiti ai privati ed imprese erogati nell’ultimo anno e nell’ultimo trimestre (dati al 29/2/2012): essi scendono di circa 20 miliardi nell’ultimo trimestre (-1,1% sullo stock complessivo) mentre scendono di 6 miliardi nei 12 mesi.

I prestiti allo Stato, finanziamenti e titoli detenuti nel complesso dalle Istituzioni Finanziarie e Monetarie residenti in Italia, crescono di 70 miliardi nell’ultimo trimestre e di circa 90 nell’ultimo anno (+ 13%).

Nell’ultimo anno l’indebitamento netto delle banche verso l’estero, e pertanto verso la Bce, è aumentato di 180 miliardi, di cui 90 sono stati rigirati allo Stato ed altrettanti in direzioni diverse dal credito alle imprese.

Appare di palmare evidenza che l’idrovora statale ci sta mangiando a un ritmo devastante. Quale crescita con questi dati ed a queste condizioni?

J.T. 

Commenti

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  1. Scritto da Ernesto

    Tutti a porsi la domanda . Ma le soluzioni ?

  2. Scritto da La verità fa male

    “Appare di palmare evidenza che l’idrovora statale ci sta mangiando a un ritmo devastante” è una frase che mi consola e mi rattrista. Mi consola perchè a me appare evidente da almeno 20 anni tanto che nei miei commenti continuo a ripetere (lo faccio per l’ennesima volta nella vana speranza che qualche cattosinistro rinsavisca) che non serve a niente aumentare tasse buttandole nel pozzo senza fine della spesa, e che bisogna tagliare le spese, segare sprechi e burocrazia inutile. Mi rattrista perchè questo governo di bocconiani e di banchieri pensa di risolvere il problema con nuove tasse, super cervelloni alla Serpico e blitz fiscali e così facendo ci avvicina ancora di più al default

    1. Scritto da What ?

      Cattosinistri ? Scusi ? dopo 10 anni di Berlubossi ? E’ stato per caso allestero durante questo decennio ?

  3. Scritto da il polemico

    banche,banche e ancora banche,tutte indebitate,e tutte a chiedere altri soldi…..tutto è iniziato con un megafallimento di un istituto americano(dove erano le varie agenzie di raiting che tanto ci martellano adesso?come è stato possibile certificare bilanci con debito di oltre 650miliardi di dollari?,perchè governo americano non è intervenuto in tempo per mettere un pò di ordine?),ed ora rischiamo di affondare sempre per colpa di altri istituti…..che fine ci aspetterà?