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Frequenze Tivù: novità in vista Rivoluzione a metà

Il ministro Passera ha deciso di modificare la norma che assegna gratis e pertanto senza gara i 6 canali televisivi, detti del ‘beauty contest’, agli attuali operatori.

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Il ministro Passera, che come titolare dello Sviluppo Economico ha competenza sulla materia delle telecomunicazioni, pare abbia deciso di modificare la norma che assegna gratis e pertanto senza gara i 6 canali televisivi, detti del ‘beauty contest’, agli attuali operatori; il margine di discrezionalità avrebbe potuto favorire, nell’attuale stagione politica, i soliti noti.

Questi canali televisivi erano rimasti liberi ed a disposizione dell’Autorità per future occorrenze, a seguito della conversione televisiva in tecnica analogica digitale. Pare che Passera si sia deciso per un’assegnazione temporanea ed a basso costo limitata a 2 o 3 canali (dei 6 totali) sino al 2015 quando dovrebbero entrare in vigore nuove norme internazionali che regolano l’accesso ad Internet sulla banda 700 Mhz: si avranno notizie certe entro il 20 aprile.

In pratica il Ministro, che quanto a tv ha ovviamente le mani legate, si lava parzialmente le mani delegando al prossimo governo l’onere di regolamentare la materia in termini definitivi. Ogni canale televisivo digitale può trasportare circa 6 programmi televisivi differenti, ognuno codificato col proprio numero lcn (significa Logic Channel Number), quello che per dirla breve attribuisce alla Rai 1 il codice 1 a Canale 5 il 5 e a Videobergamo l’85.

Questa riserva di spazi televisivi, sottratta alla discrezionalità economica di un’asta, peggiorava il quadro di riferimento in cui è avvenuta la conversione alla tecnica digitale che ha stravolto il mondo televisivo come era da noi conosciuto. Realizzando una maggior concentrazione di risorse in mano ai due operatori principali non avrebbe consentito ad altri operatori di spessore l’ingresso nel mercato italiano, ma soprattutto avrebbe reso più lento ed allontanato lo sviluppo delle tecnologie web ed internet ad alta velocità che in Italia segnano il passo da anni.

Occorre premettere che proprio in questi mesi, come sfondo alla illogica questione ‘beauty contest’, è in corso una prima pesante modifica degli spazi televisivi digitali assegnati a fine del 2010 alle tv locali, praticamente un’esproprio delle frequenze della banda 800 Mhz ( vecchi canali dal 61 al 69) che saranno destinate entro la fine dell’anno in corso agli operatori telefonici che per la loro disponibilità hanno versato allo Stato circa 4 miliardi di euro…

L’assegnazione dei nuovi canali, che vedrà coinvolte tutte le televisioni locali, le quali pertanto dovranno essere risintonizzate (a Bergamo saranno dolori con i centralini), sta sollevando polemiche giuridiche e ricorsi al Tar Lazio in quanto è del tutto insensato che il Ministero, ben sapendo di avere obblighi comunitari di liberazione dei canali suddetti in tempi stretti, purtuttavia li abbia comunque assegnati esponendo popolazione ed operatori a disservizi e costi economici notevoli. Mantenendo liberi i 6 canali del ‘beauty contest’ da assegnare gratis a chi noi ben sappiamo. A questa prima liberazione della banda a favore della telefonia mobile e/o banda larga dovrà, entro qualche anno, seguirne una successiva per canali a frequenza più bassa (gamma 700 Mhz, canali dal 50 al 60) sempre destinati all’accesso veloce web o comunque ai servizi connessi ad internet. In attesa di notizie dal teatrino televisivo italiano, prepariamoci entro la fine dell’anno a chiamare di nuovo l’antennista quando i canali delle tv locali (Bergamo Tv in testa) saranno oggetto di nuova sintonizzazione.

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Commenti

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  1. Scritto da siamoallesolite

    Chi piu’ ne ha e ne dovrebbe dare per risanare le sorti del paese (visto anche quello che han “frodato” alle casse statali evadendo ed eludendo) alla fine si autoregalera’ se non tutte almeno parzialmente delle frequenze del valore di centinaia di milioni di euro che farebbero molto comodo allo stato. E tutto questo quasi in assoluto silenzio e se non fosse per un paio di quotidiani “rompipalle” si sarebbero gia’ pappati tutta la torta senza spendere un centesimo per poi rivenderla al miglior offerente. Roba degna di dittatori del terzo mondo… si tolgon servizi e si affamano i lavoratori rendendoli sempre piu’ deboli e insicuri mentre dall’altra parte si regala a piene mani ai megaricchi