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Bergamo, la Curia vende per creare un fondo ma i preti litigano

La Chiesa di Bergamo sta cercando di creare un fondo di circa 200milioni di euro. Perché? Dal colle poche risposte. E si fanno avanti molte ipotesi.

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Il denaro sarà pure lo "sterco del diavolo", ma serve anche alla Chiesa di Bergamo che sta vendendo un patrimonio di immobili tra palazzi, case e terreni per far cassa. La cifra che la Curia vorrebbe racimolare supererebbe i 200 milioni di euro.

Il motivo non è ben chiaro: alla richiesta di un’intervista il vescovo Francesco Beschi ha declinato l’invito “per troppi impegni”

Solamente monsignor Lucio Carminati, economo della diocesi, dà alcune risposte: "Il fondo è un’ipotesi che stiamo valutando per la gestione degli immobili. E’ un progetto allo stato embrionale, non è stato deciso ancora nulla. Certo la cifra non è così elevata come risulta a voi". 

L’unica certezza è che per ora la Curia tenta di vendere, e non poco. Su alcuni quotidiani sono state pubblicate paginate di annunci di vendita per conto dell’Istituto diocesano del clero. Appezzamenti di terreni fabbricabili, case, alloggi, appartamenti, negozi. Il valore è top-secret e all’Ufficio diocesano per il Sostentamento del clero a una richiesta di informazioni la risposta è: “Non siamo autorizzati a rilasciare dichiarazioni”.

Eppure il fondo pare sia qualcosa di più di un’ipotesi, ci sarebbe già una società di Milano incaricata della gestione. Tra i beni che la curia avrebbe deciso di mettere nel fondo ci sarebbe Palazzo Rezzara (la sede de L’Eco di Bergamo), il complesso del Buon Pastore in Città Alta, alcuni immobili dell’Opera San Narno e dell’Opera Piccinelli, quest’ultima gestisce le case di riposo di Scanzorosciate e Casazza. E l’elenco non finisce qui. 

La Chiesa di Bergamo è ricca e generosa. Gli esempi non mancano. Sono molte le richieste di aiuto da parte di chiese missionarie evase da Bergamo, ma sulla vicenda del mega fondo vige il più assoluto riserbo.

A cosa serve dunque questa "raccolta" di denaro? C’è chi dice che la Curia bergamasca sia alle prese con seri problemi di liquidità. Con le migliaia azioni investite nel Banco Popolare, leggi Credito Bergamasco, e in Ubi Banca, azioni che negli ultimi quattro anni sono crollate, la diocesi di Bergamo avrebbe perso alcune decine di milioni di euro. Un danno da non sottovalutare

Altri problemi sembrano legati all’esposizione finanziaria di oratori e parrocchie che realizzano interventi e strutture facendo  debiti, per i quali la curia di Bergamo fa da garante e a volte da finanziatore, senza poi recuperare le somme anticipate.

L’altra ipotesi che si fa avanti è che invece la Chiesa di Bergamo stia progettando un colossale investimento immobiliare. Sono solo ipotesi, ma la cifra in gioco è altissima.

Ma, si sa, le questioni economiche fanno bisticciare il mondo intero, figuratevi se i sacerdoti ne sono esenti. Pare infatti che all’interno dei sacri palazzi del colle non alberghi solo uno spirito di fratellanza, anzi si sia aperta una guerra tra posizioni.

A dividere i preti orobici ci sarebbe per esempio un progetto che vedrebbe una nuova sistemazione di sedi e di uffici. In particolare l’attuale palazzo della Curia, accanto a Santa Maria Maggiore e alla Cappella Colleoni, che dovrebbe diventare la nuova sede del museo diocesano. In questo modo gli attuali tesori custoditi al museo Bernareggi lascerebbero via Pignolo per traslocare nelle attuali stanze curiali. Un’ipotesi che porterebbe nuove entrate per il museo, attualmente una spina nel fianco dei sacri conti, anche perché sarebbe accanto alle recenti scoperte sotterranee del duomo e vicino al Museo storico dell’Età veneta da poco aperto in piazza Vecchia. L’idea sarebbe così quella di trasferire l’archivio della Curia in Seminario e alcuni uffici curiali in uno stabile – sempre di proprietà della diocesi – tra la casa del Vescovo e le suore poverelle in Città Alta. Un trasloco interesserebbe anche l’Istituto del sostentamento del Clero che andrebbe in città bassa, si ipotizza negli spazi del Patronato San Vincenzo o alla Casa del Giovane, magari negli ambienti lasciati liberi dall’Istituto Negri. L’ipotesi non è così remota se si pensa che in via Gavazzeni già ci sono la sede della Caritas e l’Ufficio missionario diocesano. Questo progetto – sempre in forma embrionale – sembra non piacere al vescovo Beschi che alla presentazione della mostra del Ceresa, un mese fa, aveva espresso pubblicamente il proprio parere negativo, bocciando di fatto l’ipotesi del museo diocesano in Città Alta pubblicata nientemeno che sul quotidiano della curia stessa. 

Certo è che per realizzare il tutto servirebbero milioni di euro. 

Milioni che pare abbiano scandalizzato qualche sacerdote che avrebbe alzato la voce e protestato. Perché la Chiesa, si chiedono alcuni, deve imbarcarsi in operazioni così complesse e costose in un momento così critico economicamente per molti fedeli? 

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Commenti

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  1. Scritto da andrea

    Scusate su quali giornali e di quale giorno?

  2. Scritto da Luca Lazzaretti

    E’ chiaro che la Curia vaticana e i suoi uffici periferici sono una cosa,la chiesa un altra.La chiesa è l’insieme di tutti i fedeli,dai più scalcinati ai più devoti,la Curia vaticana è un organo di potere politico ed economico al pari di altri stati,e persegue logiche che non sono leggibili in modo chiaro..non ci può essere trasparenza come non ci può essere democrazia.Il problema che la chiesa dei fedeli si stà allontanando sempre di più dalla curia vaticana e molti si allontanano dal Vangelo proprio a causa dei suoi comportamenti..

    1. Scritto da Antonio

      la Chiesa come dice lei deve però restare unita al suo sposo cioè Cristo e Cristo ora parla attraverso lo Spirito Santo che illumina il Santo Padre e si esprime attraverso le sue parole e il magistero. Chi non ubbidisce al Papa è lontano da Cristo, così è per chi si dice cattolico. Poi sulla gestiona della curia detto papale papale (per restare in tema) non me ne può fregar de meno

  3. Scritto da codice rebecca

    Il Vescovo non risponde e interviene in modo oppositivo a una notizia dell’Eco di Bergamo. L’economo dà risposte vaghe.
    Monsignor Beschi sia forte, facciamo il tifo per lei: il denaro è sterco solo se chi lo maneggia è diavolo.

    1. Scritto da margherita

      …..Anche se solo ora ho trovato il tempo di aprire la pagine de l’ eco e di accedere al suo sito,pur non conoscendo le polemiche che stanno agitando la Curia di Bergamo, mi sento in dovere di sostenere pienamente il Vescovo Francesco nella sua posizione.

  4. Scritto da nino cortesi

    La Chiesa sa trattare i soldi meglio di chiunque ed ha anche leggi votate da Mussolini, Craxi e Berlusconi che le permettono di avere bilanci falsi e di fatto essere il primo evasore nazionale. NON E’ UN BUON CITTADINO E NEPPURE UN BUON ESEMPIO. Se ci fosse ro bilanci reali a livello comunale/parrocchiale,senza le collaudate evaporazioni, i primi a sorprendersi di tanta ricchezza e sfacciataggine sarebbe i preti e lo Stefano che più volte è intervenuto sull’argomento. Risanare la Chiesa vuol dire risanare, anche per buona imitazione, l’Italia. E’ ora che la Chiesa vada a confessarsi e metta in pratica propositi ben diversi.

  5. Scritto da mario59

    Fanno bene i preti a curare i loro interessi economici….finchè ci sarà chi gli dona i propri averi…io non ho nulla in contrario… invece sono molto contrario all’ otto x mille….legge ingiusta oltre che creata in modo di far comunque arrivare i soldi anche di coloro che non dichiarano a chi devolvere l’otto per mille.
    Concludendo… ancora una volta ripeto che la chiesa predica la povertà…degli altri…mentre loro vivono nel lusso alla faccia di chi muore di fame…tutti siamo colpevoli di questo, finchè faremo finta di non vedere.

  6. Scritto da mvf

    Continuate a dargli l’8x mille e loro si comprano immobili alla faccia nostra. Infatti il vaticano risulta essere il primo proprietario di immobili al mondo. Meditate gente, meditate ….

  7. Scritto da expaul

    quod superest date pauperibus, dice il vangelo; anche a bergamo è così?

  8. Scritto da Grande Fratello

    Se la Curia di BG è pronta a fare una mossa di questo tipo, probabilmente è perchè le cose, fin’ora, non sono state gestite nel modo migliore. Detto questo mi pare giusto sottolineare che i beni della Curia sono formati anche da quella seppur piccola parte di elemosina che gente anziana con un briciolo di pensione non si sottrae mai di offrire e credo sia anche quella che meriti il maggior rispetto. Non si sperperano le fatiche di gente povera!

  9. Scritto da gino

    fuori i mercanti dal tempio, porgete l’ altra guancia, lasciate tutto ai poveri, viva i ricchi di spirito (dal Vangelo secondo Gesu’)

    1. Scritto da Manuela

      e…magari se fai qualche lezione di ripasso catechesi non ti guasterebbe…

  10. Scritto da stefano

    Quanta rabbia, quanto livore! La Chiesa fa bene a gestire i suoi beni e ad utilizzarli come meglio crede! C’è in giro un sacco di gente gran brava solo a criticare e sputare sentenze, fosse almeno altrettanto brava a fare un decimo di quanto fa la Chiesa per gli altri!

    1. Scritto da renato

      Quanta nebbia negli occhi.
      Vorrei mettere vicino le foto delle persone che soffrono la fame ed il papa agghindato in abiti da cerimonia per poter osservare le reazioni emotive di chiunque. Non parliamo dei missionari che danno solo se ricevono consensi. Ma questo è lo stile della chiesa, non di Gesù.

  11. Scritto da mao

    Non presentano bilancio come i partiti,vivono a sbaffo delle nostre tasse e li dobbiamo pure rifinanziare vedi oratorio di stezzano,devono dimettersi come i politici.

    1. Scritto da stefano

      Vivere a sbaffo? non pagano le tasse? fuori i numeri e i casi, altrimenti silenzio.

      1. Scritto da bravi bravi

        idem per te. Fuori i numeri delle tasse che pagano.

  12. Scritto da crolloUBI

    Come al solito c’è di mezzo UBI Banca, che non fa sconti a nessuno. E anche oggi in perdita -2,14.

  13. Scritto da Marino Foletta

    tutti questi 8 per mille andranno pur investiti da qualche parte!

    1. Scritto da stefano

      l’8 per mille è una scelta individuale, se poi la legge prevede che anche la parte non destinata venga redistribuita proporzionalmente in base alle scelte effettuate, chi non vuole che venga data alla Chiesa o ad altri scopi firmi nello spazio riservato allo Stato. Con tanti auguri per come lo Stato li gestirà…

      1. Scritto da 8 per mille

        anche se firmi nello spazio riservato allo stato una buona parte di quanto versato va ancora alla chiesa. l’alternativa è dare l’8 per mille alla chiesa valdese che non li spende in pubblicità televisiva e acquisto immobili ma devolve la quasi totalità ai bisognosi

  14. Scritto da Alessandra

    Il solito schifo diocesano ……. AVANTI BIGOTTI !

    1. Scritto da stefano

      Certe espressioni tienile per te! Visto che sei così avanti, inizia dall’avere rispetto per gli altri! E comunque, se proprio ti piace, sì, io sono “bigotto”!

      1. Scritto da Alessandra

        Visto … !!!!! ihihihihih

      2. Scritto da vito

        la Chiesa e’ libera di far tutti gli affari che ritiene pero’ nella vita si deve scegliere e pertanto si astenga dall’ imporre le sue ormai poco ascoltate norme morali in tutti i campi, anche quelli che non Le competono. Amen

        1. Scritto da A5

          io credo invece che la chiesa abbia il dovere di intervenire. e’ molto più competente di quanto non si pensi. anzi, forse dovremmo fare un pochino di autocritica e prima di parlare dovremmo documentarci e e istruire i problemi, invece siamo prontissimi a criticare. ricordati che siamo sempre liberi e rimane una nostra scelta accogliere o meno quanto dice chiunque anche la chiesa perchè come tutti ha il diritto di esprimere la sua.

          1. Scritto da appunto

            documentati

  15. Scritto da stefano

    Insomma: se la Chiesa tiene gli immobili, è una Chiesa affarista, se li vende per fare cassa e utilizzare (stando all’articolo) il ricavato per oratori, parrocchie, Caritas, ecc… sbaglia ancora… A me sembra di leggere un po’ di pregiudizio, dopo di che se ci sono comportamenti sbagliati, giusto rilevarli.

  16. Scritto da mao

    Si pagassero il mutuo per l’oratorio di Stezzano circa 300000 euro annui

  17. Scritto da renato

    Sono inorridito dal fatto che la chiesa possieda così tanti beni. “Avete fatto della mia casa una spelonca di ladri” disse Gesù ma i suoi rappresentati non l’hanno ascoltato.

    1. Scritto da arpaleni

      con quello che disse Gesù, la Chiesa (nel caso specifico:
      Cattolica Apostolica Romana) non ha (e non da ieri, ma
      già dai tempi di Costantino) molto a che fare. Anzi …….