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Il tecnico della Primavera? L’opzione low-cost che va sempre più di moda

Con la chiamata di Pala anche Andreoletti si è aggiunto alla schiera dei patron che si affidano all'allenatore della Primavera a stagione in corso. Ma, come ricorderanno gli atalantini, a Bergamo la scelta non ha mai portato bene...

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La squadra non gira nonostante il cambio di allenatore? Perché sostituire di nuovo la guida tecnica e aggiungere un’altra persona al libro stipendi? Spazio al mister della Primavera. L’ultima scelta di Gianfranco Andreoletti, che sabato ha esonerato Valter Salvioni e "promosso" Alessio Pala alla conduzione della prima squadra, è in linea con la politica operata sempre più di frequente dai presidenti di Serie A negli ultimi periodi.

L’ultimo caso è quello dell’Inter che, dopo l’addio di Josè Mourinho nell’estate del 2010, non è più riuscita a trovare un tecnico che potesse raccogliere la pesantissima eredità dello Special One: e quest’anno, dopo i licenziamenti di Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, Massimo Moratti ha pensato bene di affidare la conduzione di una squadra giunta letteralmente allo sbando ad Andrea Stramaccioni, il grande trascinatore della Primavera che solo pochi giorni prima della prestigiosa chiamata aveva conquistato il tetto d’Europa ai danni dell’Ajax, non proprio l’ultima arrivata se si parla di settori giovanili.

C’è poi chi, come Maurizio Zamparini – non a caso considerato il mangia-allenatori per eccellenza – è riuscito a far fuori anche il tecnico della Primavera, quello low-cost promosso a pochi giorni dal via del campionato per via dell’esonero di Stefano Pioli: è stato così che Devis Mangia, a Bergamo conosciuto per il suo passato sulla panchina della Tritium, ci ha lasciato le penne una manciata di settimane dopo il rinnovo del contratto.

Sotto le Mura Venete, sulla sponda atalantina, episodi di questo tipo si sono visti anche negli ultimi anni. Due esempi più o meno freschi? Nella stagione 2002-’03 è toccato a Giancarlo Finardi sostituire il licenziato Giovanni Vavassori, mentre il 7 gennaio del 2010 Valter Bonacina ha dovuto "traghettare", seppur per una partita soltanto, un’Atalanta fresca di divorzio da Antonio Conte. I tifosi dell’AlbinoLeffe hanno tutto il diritto di toccare ferro: in entrambi i casi, infatti, i nerazzurri hanno chiuso la stagione con la retrocessione in tasca.

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