BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

I 40 punti non ci salvano L’avversario dell’Atalanta è la giustizia sportiva

L'analisi di Luciano Passirani non può omettere i fatti del calcio-scommesse. Il "vero" avversario non è in campo, ma è la giustizia sportiva ecco perché l'Atalanta non può abbassare la guardia.

Più informazioni su

di Luciano Passirani

E pensare che Pegolo, portiere del Siena, in occasione di ogni rimessa accentuava la perdita di tempo, proprio perché il pareggio era ben accetto dalle sue parti e invece alla fine all’Atalanta manca la saggezza, anche tattica, di sapersi accontentare. Il Siena vince a Bergamo per la prima volta nella sua storia e l’Atalanta non prova nemmeno a recriminare, perché questo è il calcio e in tema di calcio-scommesse è già bello vedere che si è giocato fino allo scadere.

Se guardo all’andamento della gara devo ammettere che il rigore del pareggio del Siena c’era tutto, anzi ho temuto il rosso per Consigli, mentre l’incerto Russo da Nola manco il giallo si è ricordato. Meglio per noi e per il nostro portiere, già in diffida, al quale non dovrebbe mancare il lavoro mercoledì a Napoli, in modo da riscattarsi dalle ultime due prestazioni non proprio brillanti.

Non mi è piaciuto nemmeno il posizionamento della difesa in occasione della rete decisiva di Destro, in particolare Bellini perde completamente l’attaccante del Siena e Stendardo proprio non c’è nella chiusura, senza nulla togliere alla prodezza del realizzatore. In conclusione non capisco perché insistere con la difesa a tre, che a mio parere non offre vantaggi se non uno sterile dominio territoriale, ma al contrario lascia troppi spazi ai contropiedi avversari, perché, e il gol della sconfitta ne è la prova, da una parte Schelotto non chiude tutta la fascia e dall’altra Peluso, partendo troppo alto, diventa meno sorprendente, ma queste cose le ho già dette.

E nemmeno comprendo un Gabbiadini che batte i calci d’angolo e Moralez si mette al limite dell’area, così perdiamo i centimetri di Manolo e manco utilizziamo il tiro di Moralez che dal limite proprio non ha spazio, ma Colantuono in conferenza stampa ha parlato di scelta tattica.

Quale? Alla fine rimane una Pasqua amara con una battuta d’arresto che non ci voleva, soprattutto in funzione del calendario che ci aspetta e del vero avversario nostro, il significato giuridico del termine afflittivo, che torno a ricordare, perché la salvezza a 40 punti vale per tutti coloro che non hanno pendenze con la giustizia sportiva, non per noi e fortunatamente sembra dalle notizie di settimana, nemmeno per il Lecce e qui sta la buona novella Pasquale.

 

BERGAMO SEDOTTA E ABBANDONATA

Il titolo ricorda uno splendido film del 1964 diretto da Pietro Germi e magnificamente interpretato da una giovanissima Stefania Sandrelli, ma qui non si parla di assolati paesini siciliani dominati dalla mafia e dai sensi di colpa delle giovani ragazze, siamo sotto la Torre dei Caduti e mitigati dal verde della Maresana, ma quello che esce dagli interrogatori della settimana del calcio scommesse meriterebbe un ritorno alla vita e al cinema del regista dello storico film.

Bergamo massacrata in tutta Italia dall’ironia, anche quando non avrebbe colpe, se non quella di avere acquistato un giocatore, Masiello, che in quel di Bari si era venduto anche l’anima, senza proprio che nessuno si accorgesse di niente?

Mutti, gran brava persona, nulla conosceva nemmeno delle liti di spogliatoio di Masiello con Gillet e Donati? E Marino quando lo ha ingaggiato, nulla sapeva, nemmeno dei suoi due procuratori napoletani? L’ Atalanta continuerà a pagare gli ingaggi di Doni e Masiello, l’Albino-Leffe ha smesso di giocare quando ha scoperto che i vari Carobbio e compagni vendevano le partite, piuttosto che salire in Serie A, di modo che sarebbe comunque retrocessione.

Per assurdo esce glorificato Cristiano Doni che ha sempre tenuto a precisare che non scommetteva, ma faceva di tutto perché l’Atalanta vincesse sempre. Non rimane niente di bello in questa storia, nemmeno il fatto che due quotidiani pubblichino la foto della mansarda di Torre Boldone dove sconta gli arresti domiciliari Masiello, senza che il garante della privacy abbia nulla da osservare, con Doni che privilegiato può ironia della sorte guardare da soli 300 metri il compagno di merende. Bergamo troppo bella e misteriosa per continuare ad essere frequentata e vissuta da certi personaggi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Glorificato alla Dea

    Grazie all’intervento di Maurizio Martina e Matteo Rossi, la Dea si è salvata e Doni ha mantenuto intatto il suo valore!
    I giudici vogliono sputtanare Bergamo ma non ci riusciranno
    W il PD di Rossi e Martina

  2. Scritto da ezio

    Che dire, il calcio è bello perchè ha tanti allenatori….. Certo dire addirittura che Doni ne esce ” Glorificato” dà l’idea di quanto ami il calcio il Sig. Passirani : vergognoso !!! Nessuno può uscirne bene da vicende come queste, indipendentemebnte dal tipo di colpe e dopo aver preso per i fonedelli per mesi una città intera : Passirani si vergoni doppiamente !!

    1. Scritto da guido da bg

      Scusi sig.Ezio, premesso che il Sig.Passirani non ha bisogno di avvocati difensori, ma credo che Lei abbia bisogno di un interprete quando legge il significato dell’italiano.
      Scrivere, come dice Passirani, “per assurdo ” prima del termine glorificato, io lo interpreto proprio il contrario di quello che lei ha capito.
      Doni per assurdo ci stava solo alle combine a vincere, Masiello vendeva le partite e anche se stesso. Con questo io non assolvo Doni, però non provo vergogna a distinguere gli atteggiamenti, soprattutto dopo tutto quello che è uscito dall’indagine.

    2. Scritto da Rocco

      Be’ tu segui un esempio di ineducazione unica !! Complimenti e quello che ha fatto doni !!!

  3. Scritto da Amedeo

    Passirsni il commentatore più sopravvalutato d’Italia. Odia Colantuono e ogni volta non fa nulla per smentirsi. Non ama Marino perché è meglio di lui come Team Manager (come gli rosica)!!! Tanto a Bergamo siamo già contenti di come va la squadra, che ne dica lui e la sua cricca di giornalai… L’Atalanta dono i tifosi, non i giornalai o i giocatori, ricordatevelo!!!

  4. Scritto da -lampade+tifùs

    resteremo in A alla faccia dei sepolcri imbiancati

  5. Scritto da Roberto Imola

    Devo dire che Luciano e sempre il migliore ,colui che a mangiato di calcio per una vita e credo anzi ne sono convinto l’unico qui a Bergamo a capire di calcio e di essere chiamato da tutte le emittenti non solo provincia di Bergamo ma anche a livello nazionale per non dimenticare la radio ,e infine devo riconoscere che Luciano non e un politico che urla ho che punta il dito e colui che parla con obiettività e diligenza sempre con massimo rispetto delle parti perché la saggezza di Luciano e unica .e con questo voglio augurare i migliori auguri di festività a voi tutti sportivi dalla mia amata terra Romagna mia viva lo sport !!

    1. Scritto da Giuliano

      Lo ascolto sempre sulla radio !!!complimenti Luciano

    2. Scritto da Verdi

      Passirani fa la storia !!lo ricordo ai mondiali di Messico con bistecchone !!!grandissimo Luciano

    3. Scritto da Corrado

      Lo riconosco e unico bergamasco che conosce il mondo del calcio !!
      Unico che vedo al bar con mutti e Sonetti e altri ….

  6. Scritto da Baiardi

    Sig: Luciano Passirani: Come puo dire qui Schelotto non chiude la fascia? Ogni partita va avanti e indietro senza tregua.

    1. Scritto da sepolcro imbiancato

      Infatti nell’azione che porta alla rete di Destro, Schelotto non c’è.
      Ma è la conseguenza della difesa a tre.
      Ha ragione Passirani, senza nulla togliere al valore di Schelotto che non è da discutere, infatti Pinto non gioca più