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Delegato sindacale cacciato L’azienda ci ripensa

Sospesa la mobilitazione in calendario per sabato 7 aprile. La Belgravia di Azzano San Paolo riapre la trattativa per la stabilizzazione del personale.

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I “tangibili segnali da parte dell’azienda” sono arrivati: così alla Belgravia Srl di Azzano San Paolo sabato 7 aprile non sarà una giornata di sciopero. L’azienda ha accettato di accelerare la ripresa della trattativa sulla stabilizzazione di tutti i dipendenti a tempo determinato, dopo l’interruzione seguita al licenziamento disciplinare di un neo delegato componente della Rsu, una settimana fa, venerdì 30 marzo.

La mobilitazione che prevedeva lo sciopero e il blocco degli straordinari era stata discussa e votata martedì scorso durante un’assemblea dei lavoratori. Ora è sospesa, visto che l’azienda ha acconsentito di anticipare l’incontro previsto per maggio e che invece si terrà il 17 aprile.

“Al faccia a faccia con Belgravia andremo a contrattare la stabilizzazione dei dipendenti a tempo determinato: nell’azienda, lo ripetiamo anche in questa occasione, la trattativa ha una certa rilevanza dal momento che sui 47 dipendenti una ventina di loro è assunta a tempo determinato, senza contare i 15 somministrati e i 40 di una cooperativa che lavora per l’azienda” commenta Francesca Seghezzi della segreteria provinciale della Flai-Cgil: “Chiederemo anche la riassunzione del neodelegato Kumar Rakesh e la proroga del contratto di un altro lavoratore”.

Specializzata nel settore del confezionamento di verdura, il cosiddetto settore della IV gamma, cioè quello di prodotti orticoli e frutticoli freschi, selezionati e confezionati in buste o vaschette, Belgravia arl ha un organico composto quasi esclusivamente da lavoratori indiani e pachistani. Ricordiamo che nella lettera di licenziamento recapitata a Kumar Rakesh (da dieci anni al lavoro nell’azienda e da cinque capo reparto) il provvedimento veniva motivato con “minacce verbali ai propri colleghi di lavoro al fine di non farli ottemperare ai propri doveri sul posto di lavoro e come conseguenza mettere in difficoltà l’azienda”.

L’Ufficio Vertenze della Cgil di Bergamo ha impugnato il licenziamento sulla scorta dell’art. 18: si tratta di un’impugnativa per motivi sindacali, per cui è prevista una procedura d’urgenza. “Abbiamo impugnato il licenziamento del nostro delegato convinti che di minacce proprio non ce ne siano state e che, invece, l’allontanamento dal lavoro sia riconducibile all’andamento del confronto avuto con la direzione venerdì 23 marzo” conclude Seghezzi.

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Commenti

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  1. Scritto da roberta

    forza cgil siete gli unici!!!!!!