BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Nuovo apprendistato, ecco l’accordo Confindustria-sindacati

L'accordo sarà sperimentato in sei aziende bergamasche per un totale di 200 contratti. Lo scopo è quello di diminuire notevolmente i contratti a tempo determinato e i lavori in somministrazione.

Più informazioni su

Raddoppiare i contratti di apprendistato, portandoli dal 5,6% previsti per il primo trimestre 2012 (dati Excelsior-Unioncamere) a circa il 10% del totale delle nuove assunzioni nella nostra provincia, con conseguente diminuzione di contratti a tempo determinato o di lavoro in somministrazione. E’ questo l’obiettivo del protocollo firmato da Confindustria Bergamo e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per facilitare l’estensione di questa forma contrattuale che può rivelarsi una tappa importante nella stabilizzazione del rapporto di lavoro dei giovani. L’accordo segue quello firmato a gennaio con l’Università, Confindustria Bergamo e le organizzazioni sindacali per favorire l’inserimento dei giovani con contratto di apprendistato di alta formazione. In questo caso i riflettori sono sull’apprendistato professionalizzante, che prevede comunque una quota significativa di tempo dedicato alla formazione, sia in azienda, sia in enti formativi.

Nei prossimi mesi sei aziende, Same, Abb, Tenaris, N&W, Nolan e Ims Deltamatic sperimenteranno in concreto l’applicazione del protocollo, stipulando 200 contratti. La verifica dei risultati avverrà fra un anno.

“Anche la recentissima riforma del mercato del lavoro – ha sottolineato il presidente di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni – dà all’apprendistato un’importanza particolare per favorire l’inserimento dei giovani. Il protocollo affronta uno degli aspetti più critici, quello della formazione.

Grazie a questo accordo insedieremo un Comitato paritetico che individuerà le caratteristiche necessarie per svolgere attività di formazione e ne certificherà il possesso. Tutto questo darà maggiori garanzie del corretto svolgimento degli obblighi di formazione”. Per il presidente di Confindustria Bergamo è importante che accanto all’apprendistato, pur in prospettiva prevalente, restino utilizzabili anche altre modalità. Critica inoltre la recentissima riforma del lavoro che nel disegno di legge pone dei paletti all’avvio di nuovi contratti di apprendistato in caso della mancata stabilizzazione del 50% di quelli precedentemente avviati.

“E’ chiaro – ha spiegato – che quando l’azienda investe su una persona e sulla sua formazione lo fa con una prospettiva di lungo termine e del resto anche per il lavoratore accrescere la sua formazione è la migliore garanzia di occupabilità. Però inserire limitazioni per legge rischia di avere un effetto penalizzante per questo tipo di contratti”.

“L’apprendistato – ha aggiunto Silvio Albini, vice-presidente di Confindustria Bergamo – è destinato a diventare la strada principale per l’ingresso nel mondo del lavoro e potrebbe dare una risposta importante al gravissimo problema della disoccupazione giovanile. A Bergamo, agendo in modo pragmatico, stiamo cercando di favorire l’introduzione di apprendisti intervenendo sull’aspetto particolarmente critico della formazione, cercando di dare anche una certa flessibilità dei tempi di esecuzione delle attività formative. Lo sforzo è consistente, dobbiamo contribuire ad abbattere barriere anche di tipo culturale, rendendo più fluido possibile il percorso”. “L’apprendistato rappresenta un’opportunità importante” ha sottolineato anche Marco Cicerone, segretario Uil, che però ha evidenziato la complessità della materia. “La riscoperta di questo strumento – ha aggiunto – enfatizza l’aspetto formativo, sempre più essenziale dopo il tramonto dell’azienda di stampo fordista”.

“E’ un segnale politico” gli fa eco Luigi Bresciani, segretario Cgil, che dà atto a Confindustria Bergamo di avere una cultura di progetto. “Mi sento di chiedere a Confindustria Bergamo – ha sottolineato – tutto l’impegno per insistere sulla crescita dimensionale delle imprese, sull’innovazione dei prodotti. E’ questo il terreno su cui si gioca la soluzione della crisi”.

Conciliante Ferdinando Piccinini, segretario Cisl, dopo le accuse di immobilismo delle settimane scorse a Confindustria Bergamo rispetto alla gestione delle situazioni di crisi che aveva portato allo slittamento dell’accordo. “A volte litighiamo – ha spiegato – ma è perché ci sono situazioni molto preoccupanti e c’è bisogno di una rinnovata capacità di intervento. Questo accordo rappresenta una sfida importante per tutti noi e segna la volontà delle parti di assumere un ruolo di forte stimolo per potenziare questo strumento”.

Dal canto suo Carlo Mazzoleni ha ricordato i numerosi interventi in atto del Modello Bergamo, ribadendo la validità dell’approccio della collaborazione e sottolineando una certa assenza della Regione, che pure ha scelto di diventare uno degli attori ufficiali.

Rossana Pecchi

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Alessandro

    L’apprendistato dovrebbe essere esteso a qualsiasi età. Ho 34 anni, non lavoro più da 4 anni. Non c’è modo di essere re inserito. Che facciamo mi date la pensione???

  2. Scritto da piro

    I dusoccupati hanno pieno le scatole dei documenti..che servono solo a mantenere le burocrazie sindacali e confindustriali.