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La Spagna boccheggia Ma anche l’Italia rischia

Il nostro J. T. nel leggere l'acuta debolezza dei titoli nazionali, zavorrati dai bancari allarga lo sguardo: probabile che senza una riforma del trattato europeo e il varo di un debito pubblico comunitario, la situazione economica del sud Europa arrivi al livello della Grecia.

Ritorna l’acuta debolezza sull’azionario italiano, zavorrato dai titoli bancari che non hanno pace.

La situazione di ipercomprato (eccessi di acquisti) che era evidente nelle scorse settimane osservando i mercati tedeschi ed americani viene stemperandosi, con la conseguenza che le prese di profitto sui panieri europei, vedasi l’indice stoxx 50, accentuano la debolezza italiana.

E’ molto difficile fare previsioni sul punto d’arrivo del mercato perché si stanno sommando aspettative piuttosto catastrofiche sulla tenuta dell’economia spagnola che si deve confrontare con una disoccupazione superiore al 20% e con la difficoltà o forse con l’impossibilità di ripresa.

Anche l’Italia è visibilmente bloccata dai motivi strutturali che negli ultimi 10 anni l’hanno trascinata nell’attuale situazione non felice; lo stesso effetto Monti, edulcorato da mille difficoltà politiche, segna il passo.

E’ probabile che senza una riforma del trattato europeo ed il varo di un debito pubblico comunitario, la situazione economica del sud Europa si degradi ulteriormente ed arrivi al livello della Grecia. Del resto la storia economica insegna che il regime di cambi fissi o ‘quasi fissi’ è un’esperienza tragica per le economie deboli, vedasi l’esperienza argentina che è esplosa nel 2001 come effetto del cambio interno tenuto fisso contro il dollaro.

Forse i mercati riflettono sulla sostenibilità di un’economia che deve condividere una politica monetaria a latitudini ed ambienti socio economici tanto differenti.

A fronte di una Germania che cresce al ritmo del 3% annuo e che deve fare i conti con l’inflazione viviamo in Italia e Spagna un terremoto di consumi e di distruzione del risparmio: quale può essere una politica monetaria comune ed antitetica?

Tornando alla Borsa, sembrerebbe scontato che taluni titoli bancari possano correggere ulteriormente e non è escluso che Ubi si fermi in area 2,70 mentre Banco Popolare sembra trovare una barriera in area 1,10.

Le banche nostrane e Mps certamente non godono delle dichiarazioni di Draghi che auspica aumenti di capitale, adesso, per le banche che ne hanno bisogno. Si ricordi che l’Eba (Autorità bancaria europea) ha raccomandato aumenti a Ubi, Banco Popolare e Mps.

Con questo clima è facile prevedere che varo concreto di aumenti di capitale faccia sprofondare i titoli su minimi storici o ancora più giù.

J. T.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    riforma del trattato europeo,varo del debito pubblico europeo..ma erano idee del governo berlusconi,ampiamente bocciato dall’opposizione italiana,dai più importanti leader europei e da molta stampa straniera.ora si dice che si dovrebbero fare questi interventi per migliorare la situazione…..fino a quando si prende come riferimento unico la germania con la sua economia,non si andrà da nessuna parte.ma non perchè noi siamo inferiori al oro,ma perchè loro,rispetto a noi,hanno le materie prime per l’industria,sarebbe interessante sapere quanto incassa lo stato tedesco dalle concessioni minerarie in tutta la zona ovest della nazione,soldi che rendono le spalle coperte ogni anno.