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Ricerca industriale è l’ora delle aggregazioni

Entro il 16 aprile dovranno essere presentate le candidature in Regione Lombardia da parte di enti in partenariato con imprese di Bergamo.

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La posta in gioco è alta: almeno 400 milioni di euro di finanziamenti pubblici per aggregazioni di enti di ricerca e imprese nell’ambito dei distretti di alta tecnologia. In attesa dello stanziamento effettivo dei fondi del ministero istruzione, università e ricerca che potrebbe esserci a maggio, la Regione ha invitato a presentare entro il 16 aprile le candidature da parte di aggregazioni di organismi di ricerca in partenariato con imprese.

A Bergamo le aggregazioni che si stanno definendo sono una ventina, di cui cinque coinvolgono anche Bergamo Sviluppo, l’azienda speciale della Camera di Commercio. Fra queste un progetto per la meccatronica di cui è capofila il Consorzio Intellimech per la ricerca interdisciplinare nell’ambito della meccatronica e riguardante 70 imprese, 7 centri di trasferimento tecnologico e 4 università lombarde e che coinvolge anche Confindustria Bergamo e il Kilometro Rosso.

Il progetto è stato presentato questa mattina in un incontro promosso dalla Camera di Commercio e da Bergamo Sviluppo per fare il punto con Francesco Baroni, direttore generale della Direzione generale Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione della Regione Lombardia, e Armando De Crinito, Direttore della Funzione Specialistica Università e Ricerca della Presidenza di Regione, sulle candidature promosse a livello locale.

In effetti la preoccupazione della Regione sembra essere quella di un eccesso di domande, che è comunque indice di vitalità ma può risultare dispersiva e penalizzate per l’assegnazione dei fondi. Di qui l’invito a valutare ogni possibile ulteriore aggregazione per “fare massa critica”.

“In questa fase – ha spiegato Francesco Baroni – è difficile capire quali saranno le scelte, anche se il confronto con il ministero ha portato alla sicura strada libera per aggregazione all’interno di distretti già individuati”.

Si tratta dell’Agroalimentare, Aerospazio, Edilizia sostenibile, Automotive e Energia, Fonti Rinnovabili e Assimilate e con implementazione dei distretti tecnologici ufficiali delle Biotecnologie, ICT e Nuovi materiali. Per eventuali nuovi distretti la strada per i finanziamenti potrebbe essere più complicata. E’ il caso della meccatronica, che vedrebbe però riconosciuto il proprio status, aprendo un canale privilegiato con la Regione Lombardia e altre realtà con distretti analoghi. In ogni caso, come ha sottolineato Francesco Baroni, è importante capire che non si tratta delle già sperimentate aggregazioni su specifici progetti con pochi soggetti coinvolti, ma di aggregazioni di lungo periodo, con il coinvolgimento di molti soggetti in grado di gestire progetti corposi, con cifre fra i 5 e i 15 milioni di euro, caratterizzati da laboratori e infrastrutture fisse, contatti internazionali. La parola d’ordine, lanciata sia da Angelo Carrara, presidente di Bergamo Sviluppo, sia da Lucio Cassia, dell’Università di Bergamo, è dunque quella dell’unione “dei mille campanili” l’unica strada che può facilitare il salto tecnologico.

“L’innovazione non basta – ha aggiunto Gianluigi Viscardi, delegato all’innovazione di Bergamo e Sviluppo – servono la condivisione, la capacità di trasferire le conoscenze fra azienda ed azienda”, mentre Maria Teresa Azzola, anche lei delegata all’innovazione di Bergamo Sviluppo, ha ricordato il valore della formazione come primo fattore dell’innovazione. Bergamo Sviluppo, come ha sottolineato il direttore Cristiano Arrigoni, insieme ad Università e associazioni imprenditoriali è un elemento fondamentale per stimolare queste aggregazioni. In particolare le iniziative che vedono l’ente coinvolto riguardano, oltre al progetto per la meccatronica, che punta a sviluppare un distretto industriale per mettere in rete realtà industriali e centri di ricerca su alcuni ambiti tecnologici trasversali, dalla robotica alla micromeccanica, alle tecnologie per la lavorazione dei materiali, un progetto con capofila l’ospedale di Bergamo per la ricerca di soluzioni innovative per l’applicazione dell’ICT alla sanità, un’aggregazione sulle fonti rinnovabili e assimilate, un progetto per l’edilizia sostenibile e il recupero dell’esistente che vede capofila la Scuola Edile, e un progetto di cui è capofila il Politecnico di Milano sul miglioramento della sicurezza nei processi produttivi utilizzando strumenti di tipo predittivo.

ROSSANA PECCHI

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