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Riapre il cantiere Aler nel mirino della Camorra Era chiuso dal 2008

La prima pietra al cantiere Aler di via Carnovali è stata posta anni fa, ma quello di mercoledì 4 aprile è un nuovo inizio. I lavori sono finalmente ricominciati, finiranno nel giugno 2013.

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La prima pietra al cantiere Aler di via Carnovali è stata posta anni fa, ma quello di mercoledì 4 aprile è un nuovo inizio. I lavori sono finalmente ricominciati dopo le travagliate vicende che hanno investito prima l’azienda che si era aggiudicata l’appalto, poi la riassegnazione del lotto. La Emini spa di Aversa (Caserta), di proprietà di Francesco Emini, nel 2005 aveva ottenuto l’appalto per 90 alloggi. Un lavoro mai finito, un cantiere che è rimasto fantasma, perchè la Emini era sprofondata economicamente a causa di tentativi di estorsione e continue vessazioni subìte da parte della criminalità organizzata, fino al fallimento proclamato nel 2009. Poi le difficoltà burocratiche che hanno portato a lunghi ritardi per la rassegnazione dell’appalto. Ora i lavori sono stati affidati alla Seli Manutenzioni Generali di Monza. Il termine previsto per la consegna è fissato al 27 giugno 2013. Il costo delle opere di ristrutturazione ammonterà a circa 6.669.000 euro, di cui sono già stati spesi € 2.838.000. Rispetto allo stanziamento originario c’è stato un rincaro dei costi di circa 1,1 milioni di euro.

«Era il lontano 2003 – racconta il presidente Aler Narno Poli – In quell’anno c’è stato il primo affidamento, a seguito della gara d’appalto vinta dall’associazione temporanea d’imprese Valcantieri di Sondrio. Dopo meno di un anno l’impresa ferma i lavori, adducendo l’impossibilità di effettuare degli scavi. Un problema che, a seguito delle verifiche, è risultato inesistente. Si è comunque arrivati alla rescissione del primo contratto e nel frattempo l’impresa è fallita. Nel giugno del 2005 il nuovo appalto se lo aggiudica la Emini spa di Aversa, che prosegue i lavori fino a metà 2008, quando improvvisamente (taglieggiata dal clan dei Casalesi) sparisce». Il contratto viene rescisso nel settembre 2008, e ci vuole un anno (settembre 2009) perché Aler possa ottenere (grazie a un pressing intenso) di rientrare in possesso del cantiere. Un possesso, a dire il vero, del tutto virtuale: «In realtà abbiamo dovuto aspettare fino al dicembre del 2010 – spiega Poli – Per oltre un anno il commissario giudiziale che seguiva la procedura di fallimento non ci ha permesso di sgomberare il cantiere dalle attrezzature della Emini, rendendo impossibile la ripresa dei lavori». Nel frattempo Aler non ha perso tempo: «Oltre a mettere in sicurezza il cantiere, in attesa del via libera del tribunale si è proceduto a valutare la situazione, con la ricognizione di ciò che era stato fatto e ciò che al contrario mancava e la conseguente sistemazione del progetto esecutivo – spiega Poli – In tempi rapidi, ad aprile 2011, arriviamo al nuovo bando, che si è chiuso a luglio. Dopodiché l’offerta vincitrice è stata valutata attentamente». Il timore era quello che un affidamento “affrettato” portasse a nuovi blocchi: «Abbiamo usato la massima prudenza, investendo qualche mese in più nei controlli per evitare anni di procedimenti giudiziari, soprattutto in virtù dello sconto presentato, che supera il 50% della base d’asta». Il 2 febbraio scorso viene ufficializzata la ditta vincitrice, che oggi prende possesso del cantiere, dopo la firma del contratto avvenuta ieri 3 aprile. Ma di chi è la responsabilità di un tale ritardo? Secondo Poli, il colpevole da additare è la normativa che regola gli appalti pubblici: «Siamo in balìa di una giurisdizione che dà ampio margine di manovra alle imprese, creando disagi nel meccanismo degli appalti» argomenta. Nessuna inadempienza, quindi, da parte di Aler Bergamo: «Abbiamo fatto tutto il possibile per velocizzare l’iter – spiega – Ad esempio, per sbloccare i rapporti con la Emini abbiamo acquistato a nostre spese il materiale del cantiere (poi rivenduto), abbiamo rimosso una gru e un’auto abbandonata, abbiamo incaricato un legale per stare col fiato sul collo del curatore fallimentare. Di più non si poteva fare: non siamo un operatore privato, non possiamo decidere in base ai nostri criteri individuali bensì dobbiamo sottostare a regole che fanno dilatare i tempi in maniera assurda. Con la legge sugli appalti attualmente in vigore, di cantieri sfortunati continueremo ad averne».

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo Fornoni

    Caro Presidente Poli, in bocca al lupo perché finalmente finisca questa odissea e si possano concludere i lavori, importantissimi per mettere in circolo decine di appartamenti di edilizia residenziale publica, veramente preziosi e inopinatamente bloccati da anni. Glielo auguro come suo predecessore alla guida dell’ALER, che a suo tempo ha programmato l’opera. Carlo Fornoni.

    1. Scritto da narno poli

      Ringrazio degli auguri ed assicuro che oggi come ieri, e domani, non ci risparmieremo mai di fare tutto quanto è in nostro potere per assolvere a questo dovere civile. Tanti auguri. Narno Poli