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Masiello riconosce l’emissario del Lecce che gli consegnò i soldi

Il terzino del'Atalanta avrebbe riconosciuto in una foto l'emissario salentino che gli aveva promesso 300 mila euro prima del derby Bari-Lecce, consegnandogliene poi 230 mila.

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Si è concluso dopo circa due ore, l’interrogatorio pomeridiano (perché già nella mattinata di mercoledì ce n’era stato uno piuttosto lungo) nel carcere di Bari di Andrea Masiello, il terzino dell’Atalanta.

I due magistrati inquirenti, il procuratore Antonio Laudati e il sostituto Ciro Angelillis, hanno lasciato il carcere così come i difensori di Masiello, Francesco Rotunno e Matias Manco. Questi ultimi hanno riferito ai cronisti che "il verbale di interrogatorio è stato secretato" e che Masiello "ha risposto".

Ma qualcosa trapela. Per esempio Masiello avrebbe riconosciuto in una foto l’emissario salentino che gli aveva promesso 300 mila euro prima del derby, consegnandogliene poi 230 mila a missione compiuta.

Secondo Masiello la somma sarebbe stata suddivisa così: 50mila euro andarono a lui e 90mila euro a testa a Carella e Giacobbe. "A me quell’autogol (conto il Lecce) sembrò naturale, ma se Masiello insiste non ho motivi per non credergli. Però sia chiaro che io soldi non ne ho dati, né a lui né ad altri", si è difeso il presidente del Lecce, Giovanni Semeraro.

Ma un notevole movimento di somme di denaro è stato effettivamente riscontrato sui conti correnti degli indagati, con un versamento di 40 mila euro in contanti dopo le partite truccate. Giacobbe, ad esempio, ha versato 6.200 euro in contanti sul suo conto cinque giorni dopo Udinese-Bari, il 14 maggio 2010. Lo stesso importo versato lo stesso giorno, ma in un’altra banca, dal suo socio Carella. Due giorni dopo Cesena-Bari, il 19 aprile 2011, Giacobbe ha poi versato 9.230 euro, sempre in contanti, e 17.150 il 30 maggio, otto giorni dopo Bologna-Bari.

Gli accertamenti che riguardano Masiello sono invece ancora in corso. C’è un’intercettazione, però, che risale a due mesi prima rispetto alle ammissioni di Masiello. Il 7 febbraio 2012 Marco Esposito, ex giocatore del Bari indagato, ha chiamato la fidanzata, riferendosi chiaramente ai suoi ex compagni di squadra: «"ono già inguaiati, nella testa sono già inguaiati… ma è giusto così…bastardi".

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