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Lions, che passione “Noi, dietro le quinte per far vincere i ragazzi”

La rubrica dedicata al mondo dei Leoni bergamaschi si ferma dietro le quinte: protagonisti della settimana "Giamba" Cavalleri e Stefano Marziali, due elementi indispensabili dello staff orobico.

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Il campionato è fermo ma c’è chi le partite le porta sempre avanti: Giovanbattista “Giamba” Cavalleri (G) e Stefano Marziali (S). È anche grazie a loro due che i nostri campioni trovano sempre tutto pronto. A partire dai caschi, paraspalle e il campo tracciato, senza trascurare le mitiche grigliate che a breve sicuramente i nostri due ragazzoni metteranno in scena. Si compensano Giamba e Stefano, il primo rude e diretto, il secondo solare e ciarliero. Oggi sono loro in prima linea.

Perché avete scelto il football? (S) "A dire il vero non lo so. La prima volta che ho seguito questo sport da dietro le quinte, mi ha colpito molto che i veterani e i novizi erano tutti insieme. Grande rispetto per tutti e possibilità di far vedere quanto si vale a prescindere dall’età o dal vissuto. Nel calcio, almeno per quanto mi riguarda, non ho mai visto cose di questo tipo. Mio figlio è venuto a provare ai Lions grazie a un’amicizia in comune con un ragazzo dei Lions, ed è subito sbocciato l’amore". (G) "Perché mi piace. La prima volta che ho visto una partita di football era in televisione, commentava Mike Bongiorno. Con me era venuto a lavorare Castellano e in seguito Florese, due giocatori. Quindi il passaggio al campo a vedere qualche partita è stato inevitabile. Ricordo ancora la prima partita sul campo di Dalmine e la prima vista da vicino, a Ponte San Pietro con il mitico Steve Beck. Da allora non ho mai smesso".

Come è cambiato questo sport nel tempo? (G) "I primi anni eravamo alla frusta. Nel 1985 si vestivano diversamente, in maniera meno professionale diciamo, e giocavamo in campi che definirli tali è un azzardo. Il ‘tape’ nessuno sapeva cosa fosse, ci si nastrava, chi ne aveva bisogno, con la carta da pacchi o lo scotch. Quindi direi che è cambiato e sicuramente in positivo". (S) "Parlare di cambiamenti per me è difficile dato che con questo sono quattro anni che bazzico nel football. Diciamo che dal mio ingresso ad oggi forse è cambiato il livello del campionato, decisamente cresciuto".

Il ricordo più bello? (G) "Secondo me la partita di Stoccarda. Abbiamo perso è vero, ma come organizzazione, coreografia e la partita stessa è stata una emozione unica. L’abbiamo persa per un fallo inutile, che si poteva tranquillamente evitare. Peccato. Ma quella partita è stata a dir poco epica". (S) "Quattro anni fa a Cattolica, con la vittoria del Superbowl. È stato bello anche quello dell’anno scorso ma la prima volta è indimenticabile".

Come vi sembra la squadra di quest’anno rispetto al passato? (S) "Mi sembra che stiamo faticando a trovare l’intesa tra i giocatori. Mi spiego meglio: anche la passata stagione abbiamo avuto qualche difficoltà ma siamo riusciti a risolverle in minor tempo. Sicuramente quest’anno disputando la A1 le difficoltà sono cresciute ed, essendo alla mano una società giovane, probabile che richieda più tempo. Sono comunque convinto che nel breve tempo torneremo ai nostri livelli". (G) "Dobbiamo ancora trovare la quadratura del cerchio, tutto qua. Tante novità quest’anno che fatichiamo a metabolizzare. Campionato nuovo, americani in squadra, giocatori che arrivano da fuori. Era impensabile che funzionasse subito tutto. Stiamo lavorando bene per risolvere al meglio i vari piccoli problemi che si presentano alla porta".

Giamba perché sei sempre arrabbiato? "Io? Non sono mai arrabbiato. Non ho mai litigato con nessuno, a parte Castellano. È il mio carattere, sono sempre molto schietto e diretto, in pochi apprezzano questa qualità".

Stefano eterno sorriso, qual è il tuo segreto? "Sorridere sempre. Essere sempre positivi, anche nelle situazioni più dure. Sono così al campo come a casa. Anche perché quando mi arrabbio non riesco a rasserenarmi in breve tempo quindi, meglio non arrabbiarsi".

Dai, raccontateci qualche dietro le quinte. (G) "Dietro le quinte? Noi siamo lavoratori. Lavoriamo e basta e mi va bene così. Mi piace quello che faccio e lo faccio con passione. Questo è quanto".

Intervista di Danny Zandò

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Commenti

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  1. Scritto da Fusto

    una vita da Mirello!!!! :)

  2. Scritto da cp

    due grandissimi, altro che dietro le quinte!

  3. Scritto da Vakentina

    Stefano e Giamba fanno un lavoro egregio,i nostri leoni sanno sempre a chi rivolgersi quando hanno bisogno!!! Avanti cosi!!!

  4. Scritto da Andrea

    Mi trovo spesso ad avere a che fare con loro soprattutto nel pre-partita… Due bellissime persone.

  5. Scritto da raider

    la forza di una squadra spesso è merito di chi lavora nell’ombra !