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L’arte si tinge di giallo Resta un mistero l’autore dei manichini fotogallery

La Gamec, alla vigilia dell'apertura della mostra "Arte povera in città", chiarisce che i manichini in via Broseta non sono una loro installazione. Intanto un altro artista fuori dal circuito Gamec, Alberto Esse, annuncia la sua performance.

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L’arte si tinge di giallo. E non poteva essere altrimenti in una città come Bergamo che si candida a capitale della cultura europea per il 2019.

Da una parte la Gamec che si appresta ad aprire la mostra “Arte povera in città” che debutta giovedì 5 aprile, alle 18, in Piazza Vecchia e che coinvolge 13 artisti. Dall’altra c’è Alberto Esse, che realizzerà sempre in Città Alta l’installazione/performance “Altrartepovera in città”. E poi ci sono i manichini di via Broseta. Apparsi nella notte tra il 2 e il 3 aprile davanti alla Galleria d’arte moderna Elleni. Nessun artista ha “rivendicato” la paternità dell’opera, ma di installazione artistica si buon ben parlare e metterla in dialogo con la proposta della Gamec.

Anche se la Galleria d’arte moderna e contemporanea si appresta a confermare che i manichini di via Broseta non rientrano tra le opere presenti nell’esposizione. Mentre pubblichiamo gli “importanti lavori” di Arte Povera promossi dalla Gamec ci permettiamo di dare la caccia all’artista. Non fosse altro che per risolvere un giallo. “Arte Povera in città” promossa da Gamec vede importanti lavori installati in alcuni dei luoghi più rappresentativi di Città Alta: la Sala Giuristi di Palazzo del Podestà ospita le opere di Pier Paolo Calzolari, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Emilio Prini e Pino Pascali; il loggiato di Palazzo della ragione accoglie un’opera di Jannis Kounellis e l’Ex Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti ospita un’installazione di Gilberto Zorio.

Inoltre, un lavoro di Michelangelo Pistoletto è presente nel chiostro di Sant’Agostino e il chiostro di San Francesco accoglie un insieme di sculture di Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo e Giuseppe Penone. Infine, Porta San Giacomo ospita una suggestiva opera di Luciano Fabro. 

 

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Commenti

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  1. Scritto da gio

    non dicono proprio niente

  2. Scritto da lupo

    Toh……
    Sta a vedere che la Polaresco si stà creando una sorta di succursale del Pacì Paciana……………..con annessi e connessi!!!

  3. Scritto da jh

    MA che mistero sono quelle che erano al polaresco … :-/

    1. Scritto da LUISELLA

      Ciao, mi hai divertito! Ogni occasione è buona per condire di mistero..