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Gli “Ospiti” di Parimbelli alla Galleria Ceribelli

"Ospiti", mostra delle opere grafiche dell’artista bergamasco a confronto con poesie di Giovanni Raboni. Fino al 12 maggio alla Galleria Ceribelli.

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Nell’arte contemporanea si dice spesso che il disegno e la pittura in quanto “mestiere d’artista” sono doti ormai perdute oppure competenze superflue.

La Galleria Ceribelli, in felice controtendenza con le decostruzioni postmoderne, conferma la propria predilezione per le discipline grafiche e per la qualità del segno con la mostra attualmente allestita dal titolo “Ospiti”, disegni di Francesco Parimbelli.

Si tratta di lavori di una sapienza finissima in cui il tratteggio si organizza con straordinaria efficacia a comporre primi piani di volti umani, di tronchi e di alberi in formato piccolo, medio e grande (fino a 100 x 70 cm).

Le opere, realizzate a carboncino e grafite su carta, catturano dei corpi il minimo dettaglio e raccontano, tra giochi di ombre, lame di luce e poetiche evanescenze, storie di vita in bilico tra il passato e il presente – persone e vegetazioni segnate dal tempo – ma anche un futuro che a tratti affiora e commuove, come il ritratto del piccolo “Giacomo che dorme”, di intima dolcezza.

La mostra affianca i disegni dell’artista bergamasco e le poesie di Giovanni Raboni, intense meditazioni esistenziali che accompagnano il percorso espositivo in un rimando continuo di significati e suggestioni tra i versi del poeta e i disegni di Parimbelli.

E’ un dialogo serrato che esalta le potenzialità della parola e dell’immagine, che l’artista ha fortemente voluto “con l’intento – spiega lui stesso – di suggerire un’intonazione e un clima spirituale che hanno accompagnato il mio lavoro e forse aiutano a leggerlo”.

Tra le poesie di Raboni, i versi conclusivi della sua ultima opera “Barlumi di storia”, che ben sintetizzano il senso di questa rassegna.

“Si farà una gran fatica, qualcuno

direbbe che si muore

ma a quel punto

ogni cosa che poteva succedere

sarà successa e noi

davanti agli occhi non avremo

che la calma distesa del passato […]”.

Francesco Parimbelli, classe 1961, è stato allievo di Mario Donizetti ed ha affinato negli anni una personale ricerca sulla figura che lo porta a tornare spesso sul medesimo soggetto per coglierne gli istanti di vita ma anche per evocarne la storia. E il risultato, per chi ama la grafica, è davvero sorprendente.

Correda la mostra – aperta fino al 12 maggio – un bel catalogo, edito da Lubrina, con testo introduttivo di Giulia Raboni e poesie di Giovanni Raboni.

Orari di apertura: martedì-sabato 10-12,30 e 16-19.30 . Tel. 035231332

Stefania Burnelli

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Commenti

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  1. Scritto da stephanie

    MI CHIEDO COME MAI LA CITTà NON DEDICA MOSTRE IMPORTANTI A AUTORI COSì

  2. Scritto da giuseppe

    decisamente una mostra da vedere, più delle installazioni piuttosto scontate dell’arte povera piovute oggi in città alta – bella però la stella di Zorio

  3. Scritto da marghe

    complimenti Parimbelli, grande interpretazione del tempo che passa. Raboni, poi, è un gigante

  4. Scritto da angela

    questo artista ha un tratto pazzesco , mai visto niente di simile fatto a matita